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É andata in pensione la Soprintendente Rosalba Panvini, la "Mamma" dei Beni Culturali Siciliani

02-12-2020 07:09

Pierluigi Di Rosa

Cronaca, Focus, Rosalba Panvini,

É andata in pensione la Soprintendente Rosalba Panvini, la "Mamma" dei Beni Culturali Siciliani

Una grande personalità che ha lottato duramente per garantire il giusto equilibrio tra tutela e fruizione dei beni culturali e ambientali

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Un omaggio rispettoso e doveroso ad una dirigente pubblica che ha messo lungamente al servizio della Cosa Pubblica le sue indiscusse competenze scientifiche riconosciute a livello internazionale.

 

Rosalba Panvini, che ha appena lasciato la guida della Soprintendenza ai beni Culturali ed Ambientali di Catania per raggiunti limiti di età, è infatti soprattutto una scienziata, archeologa di fama con centinaia di pubblicazioni ed un indefesso amore per la ricerca, che certamente proseguià insieme al suo impegno di docente universitario.

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Rosalba Panvini è infatti l’autrice della scoperta del relitto greco-arcaico di Gela e del relitto "Gela II" dei quali ha curato la progettazione, la direzione scientifica dei relativi interventi di scavo metodologico, recupero e ricerca scientifica e pubblicazioni. Del primo relitto ha curato anche sotto ogni aspetto metodologico l’intervento di recupero e delle relative operazioni di restauro conservativo.
 

Sue le più importanti pubblicazioni scientifiche sul primo relitto di Gela, come dei risultati dell’indagine scientifica sull’acropoli di Gela e dei dati di scavo della necropoli rupestre di Dessueri, della necropoli
indigena di Polizzello e dell’emporio di Bosco Littorio a Gela: vederla scavare con i suoi studenti e collaboratori proprio al Bosco Littorio, come ci è capitato, è uno spettacolo che restituisce tutto il fascino dell'attività dell'archeologo.

 

 

Rosalba Panvini è stata anche, a testimoniarne il prestigio internazionale, l’unica archeologa siciliana ad essere stata invitata a relazionare al Convegno di Studi organizzato dall’Academie des Iscripziones et Belle Lettres in Francia nell’Ottobre 2009.
 

Nel 2011 il Presidente della Repubblica le ha conferito l’onorificenza di Cavaliere al merito della Repubblica Italiana ed è membro effettivo dell’Istituto di Studi germanici in Italia con sede a Roma.

 

Il curriculum di Rosalba Panvini è impressionante, ma l'aspetto che più ci ha colpito nel seguirne l'attività pubblica di dirigente regionale con delicatissime responsabilità è stato il rigore assoluto con cui è riuscita a coniugare il difficile equilibrio tra la necessità di tutela dei beni culturali ed ambientali e l'altrettanto essenziale esigenza di renderli il più possibile fruibili alla gente comune.

 

Missione che non le ha risparmiato amarezze, con attacchi strumentali delle parti più retrive di uno pseudo ambientalismo che vorrebbe bloccare tutto in nome di una presunta tutela che invece si rivela poi l'anticamera del degrado per abbandono: il modo migliore per tutelare i beni culturali e ambientali è al contrario metterli a disposizione di tutti, con la dovuta cautela e presidio, affinché sia la stessa comunità a garantirne la conservazione, che diventa anche volano economico per un turismo culturale di alto standing ed anche strumento di alta formazione per le giovani generazioni che dal rapporto con la bellezza e studio dell'antichità possono trovare le strade per realizzare un futuro sostenibile.

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L'ultima soddisfazione, proprio pochi giorni prima di andare in pensione, la Soprintendente Panvini l'ha ottenuta dal CGA sul caso del recupero del resort di Capo Passero, vicenda complicata che ha visto definitivamente sancire la correttezza dell'iter seguito che, con tutte le prescrizioni imposte ai proprietari, speriamo possa consentire al più presto di rendere fruibile un sito straordinario destinato al degrado.

È stata Soprintendente a Caltanissetta, Ragusa, Siracusa e Catania, responsabile di musei e siti archelogici e autrice di importanti ricerche, firmando e dirigendo alcuni tra i più importanti progetti di recupero, con una intensissima attività convegnistica che ha sempre suscitato l'attenzione di studiosi di livello internazionale, contribuendo a mantenere viva l'attenzione nei confronti dell'enorme patrimonio culturale siciliano.

 

A conclusione di carriera è finalmente riuscita a coronare il suo sogno che inseguiva da tempo e che si è concretizzato in quella che viene oggi definita la "Carta di Catania", un provvedimento del governo regionale sostenuto dal presidente Nello Musumeci e firmato dall'assessore ai Beni Culturali Alberto Samonà.

 

Con questo decreto si dispone, finalmente, che i beni culturali appartenenti alla Regione Siciliana che si trovano custoditi nei depositi regionali da oggi potranno essere valorizzati attraverso l’esposizione in luoghi pubblici o privati aperti al pubblico.

 

Una vera e propria rivoluzione, che se attuato correttamente consentirà l'esposizione al pubblico di un enorme patrimonio da anni malamente occultato in una miriade di depositi sparsi per la regione.

Ci associamo quindi ai numerosi messaggi commossi di saluto pubblicati sui social da tanti suoi colleghi e collaboratori, riconoscendo nella professoressa Rosalba Panvini un altissimo esempio del dirigente pubblico che ci piace, di quelli che la Sicilia ha bisogno per trasformare gli enormi tesori paesaggistici e culturali di cui siamo custodi in strumenti di crescita sociale ed economica nell'ambito di un progetto globale di progresso sostenibile.

 

Per quanto riguarda il prossimo futuro, sappiamo che Rosalba Panvini è già al lavoro su nuovi progetti che rigurdano in particolare l'Etica ed il ruolo delle Donne nella comunità, mentre proseguirà a contribuire a formare le prossime generazioni di archeologi che usciranno dall'Università di Catania.

 

Grazie davvero per quello che ha fatto sinora e, soprattutto, per quello che ancora farà per la nostra Sicilia.

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