“Consulenze a pagamento in ambito volontaristico”, tema interessante, ancor di più se riguarda dirigenti nazionali di benemerite e persino loro stretti familiari.. Di Croce Rossa, della sua deriva privatistica e delle sue gestioni personalistiche ce ne occupiamo da anni. Nei giorni scorsi abbiamo aggiunto al corposo dossier una notizia semplice ed inconfutabile: l’ incarico di 12.500 euro alla moglie del vice presidente nazionale Sario Valastro. Ci è stata segnalata l’autodifesa che Valastro ha rassegnato su Facebook grazie alla quale di notizia ne apprendiamo un altra, anzi due…

In un lungo post sulla sua pagina Facebook il vice presidente Valastro prova a rispondere in qualche modo alle accuse quanto meno di opportunità in merito all’incarico affidato alla moglie.

Si richiama alla lunga militanza, adombra misteriosi complotti contro lui ed il suo presidente nazionale Francesco Rocca, lamenta l’attacco ai suoi affetti più cari: “Mia moglie no!”

Considerato che nel suo curriculum vanta addirittura “capacità di facilitare i confronti tramite tecniche comunicative che fanno capo alla psicologia non direttiva”, a parte noi capire di che si tratta, avrebbe potuto comunicare a se stesso,anche  in maniera non direttiva ma di sicuro psicologica, che magari un incarico alla moglie qualche piccola perplessità l’avrebbe suscitata.

Ma si fosse fermato qui si sarebbe trattato di un autodifesa un pò melensa, del tutto inutile ed anzi confermativa dell’inopportunità di questo affidamento.

Ma il vice presidente nazionale della Croce Rossa mette altra carne al fuoco che nessuno gli aveva richiesto, che ci è parsa una sorta di excusatio preventiva.

Ci prova ma non ci riesce, anzi.

Scrive infatti il Vice presidente Valastro: “Mi hanno accusato di essere stato un dipendente SI.S.E., quando ero stato, legittimamente, docente di diritto della privacy e membro di un organismo di valutazione indipendente, non a spese di C.R.I. e non certo segretamente (tra l’altro ho il massimo rispetto per coloro i quali erano dipendenti).”

Due righe fuori contesto, ad abundatiam, che ci hanno incuriosito.

Sintassi a parte, ci pare di capire che l’avvocato Valastro voglia con questa affermazione sostenere in qualche modo di essere oggetto (ma da parte di chi?) di accuse ingiuste, infondate.

Vediamo.

Intanto cos’è questa SISE?

Si tratta di una società che gestiva il sistema di emergenza in sicilia, in pratica il 118, con una convenzione con la Regione Sicilia e di proprietà di un socio unico: la Croce Rossa Italiana.

Chiaro? Ribadiamo: la SISE è di proprietà esclusiva della Croce Rossa Italiana.

Questa società, oggi in liquidazione con una situazione contabile a dir poco molto complicata, è stata scossa da notevoli scandali, con i suoi vertici condannati per malversazioni varie: basta fare una semplice ricerca sul web per rendersi conto del giro d’affari e di quello che hanno combinato.

Tra i suoi atti si ritrova un verbale dell’assemblea degli azionisti del 20 luglio 2009.

A rappresentare il socio unico è il commissario nazionale della Croce Rossa Italiana Francesco Rocca, che poi è l’attuale presidente nazionale di quel consiglio direttivo di cui Sario Valastro è vice presidente.

A pagina 7 del verbale si leggono i nomi di alcuni dei consulenti ce vengono riconfermati nel loro incarico (quindi c’è almeno un precedente) e tra questi chi c’è: Sario Valastro, alla modica cifra di 9 mila euro.

Quindi l’affermazione un pò arzigogolata  “quando ero stato, legittimamente, docente di diritto della privacy e membro di un organismo di valutazione indipendente”, è quanto meno fuorviante: la realtà è che in SISE aveva un incarico di consulenza, c’è scritto chiaramente.

Anche l’altra affermazione,  “non a spese di C.R.I.”, contenuta nelle famigerate due righe è “quanto meno fuorviante”, probabilmente molto di più: considerato che SISE è di proprietà esclusiva della Croce Rossa Italiana è un tantino eufemestico non considerarli soldi suoi, pur con tutta “la capacità comunicativa psicologica non direttiva” che si possa immaginare.

Ma, se non bastasse, l’aspetto più significativo è che l’avvocato Sario Valastro all’epoca in cui percepiva queste consulenze da una società della Croce Rossa, proprio di Croce Rossa, anche allora, risultava essere già un alto dirigente in quanto  Direttore e poi presidente della Scuola di Formazione dei Giovani CRI e persino Ispettore Nazionale dei Giovani Di Croce Rossa, per poi diventare presidente del Comitato Regionale della Croce Rossa della Sicilia, regione nella quale la SISE operava: normale in Croce Rossa che un dirigente assumesse incarichi retribuiti da parte di una società partecipata dalla stessa Croce Rossa? tanto per saterlo, per capire come funzione questo “volontariato”.

Adesso aspettiamo il post della moglie che ci dirà quanto è bravo suo marito, intanto qualche migliaio di euro “non della CRI”, in casa sono entrati, “psicologia comunicativa non direttiva” a parte.