Si infrange sulla traversa con un  Siena che in 9 espugna il “Massimino” ai rigori, ma quanti rimpianti…

Rossazzurri che non riescono a ribaltare la sconfitta dell’andata pagando un inizio disastroso che porta al vantaggio senese. Decisivo il cambio di modulo che ribalta la gara e con il quale gli etnei vanno più volte vicini al gol che varrebbe la finale, prima di arenarsi sull’ennesimo errore di Mazzarani dal dischetto.

È finita, ed è finita nel modo peggiore, con tantissimi se e ma che la storia non faranno, e con due ordine di posto sarebbe stato bello vedere il lieto fine, con una squadra che va sotto, sbaglia completamente l’approccio, ma che nonostante tutte le difficoltà riesce a risollevarsi.

Ci sono andati vicini i rossazzurri, sfiorando il gol in innumerevoli occasioni, sia nei minuti regolamentari sia nei supplementari, quando l’immagine da copertina, purtroppo, resterà per sempre la punizione pennellata di Lodi, in evidente deficit atletico ma sempre in grado di decidere la gara anche con pochissime giocate, che va a infrangersi sulla stessa traversa che, qualche minuto più tardi, respingerà il rigore di Mazzarani e le speranze di promozione di un popolo intero.

Impossibile non recriminare, sia sul già citato tiro del numero dieci, ma anche sul miracolo del portiere ospite su un tiro di Manneh a botta sicura, o sul liscio di Curiale sul tiro-cross sempre del numero 19 all’ultimo respiro dei secondo tempo supplementare, o soprattutto sul fatto di aver regalato una gara e quasi un tempo ad un avversario non irresistibile, schierando un improbabile e sterile 3-5-2 con Barisic a tutta fascia, che non è mai riuscito in quella posizione a cavare un ragno dal buco già dalla debacle di Monopoli per 5 a 0.

Ormai, però, è tardi, il Catania ha perso e da ora inizieranno i processi, su squadra, forse troppo poco atletica per un campionato più di “calci” che di “calcio” come la serie C, e sul tecnico, certamente rivelatosi ancora troppo acerbo tatticamente ed emotivamente per guidare un gruppo alla promozione.

La Gara.

Un “Massimino” in versione serie A accoglie i padroni di casa, attendendosi un inizio col coltello tra i denti dei suoi beniamini, attesi a ribaltare la sconfitta in terra toscana ottenuta a causa di un errore clamoroso del buon Pisseri, il quale ha scelto drammaticamente male il momento per compiere una delle rarissime papere di questo biennio alle pendici del vulcano.

Le aspettative, però, resteranno clamorosamente deluse, con un Catania che non riesce a sviluppare praticamente alcuna azione pericolosa, venendo facilmente imbrigliato da un Siena ben meglio schierato in campo, e che ha gioco facile nel pressare l’impostazione dei padroni di casa.

Logico, dunque, il gol degli ospiti, che recuperano palla sulla lenta gestione del pallone di Barisic, e che sul ribaltamento di fronte ribattono con Santini una già miracolosa respinta da parte di Pisseri. La reazione tarda ad arrivare, con un pubblico che inizia a spazientirsi, fino a quando, tra il sollievo della folla, Barisic viene spostato dalla a dir poco dannosa posizione di laterale destro, per comporre con Caccavallo e Curiale il tridente offensivo.

Passano pochi minuti e, su cross proprio del numero 9, Curiale timbra il cartellino siglando l’1 a 1 che riapre i giochi prima dell’intervallo.

È un Catania diverso quello che esce dagli spogliatoi, meglio disposto in fase di pressing e con un migliore sviluppo della manovra, che schiaccia gli avversari costretti a lanci lunghi sul troppo macchinoso Tedeschi e a buttarsi a terra nel vano tentativo di reggere fino al 90’.

Con l’ingresso di Russotto e Di Grazia per i poco brillanti Caccavallo e Barisic l’arrembaggio del Catania riesce a scardinare il muro creatogli d’innanzi, guadagnandosi un netto rigore trasformato da Lodi. Tutto pari al minuto 68 , e le cose si mettono ancor meglio quando Russotto riesce ad incunearsi e a causare l’espulsione di Iapichino, rimediandosi una botta alla spalla che ne causa la sostituzione con Manneh.

Si va ai supplementari dunque con l’inerzia tutta pro etnei, e già nel primo tempo Manneh sfiora il gol, fermato da un grande riflesso del portiere bianconero.

La parità non si schioda, si va avanti fino alla doppia occasione Lodi su punizione, preceduta dalla seconda espulsione di giornata ai danni di Rondanini, e tiro cross di Manneh, ma nulla può evitare i fatal rigori.

I rossazzurri passano anche in vantaggio, con Pisseri che si riscatta della svista dell’andata parando il rigore di Bulevardi, ma gli errori di Blodett e di Mazzarani spengono il sogno dei 20mila del “Cibali”.

Passa il Siena, che si giocherà la finale contro il Cosenza, e lo fa nel modo più doloroso possibile.