Prima la paura per un primo tempo sottotono, poi la gioia per i gol di Barisic e Russotto che piegano la resistenza della volenterosa squadra ospite. Catania poco spettacolare ma che vola in semifinale, sfidando ora il Siena per strappare il pass per la finalissima di Pescara

Dopo tre settimane di attesa il Catania torna al “Massimino” per giocarsi le sue chance, indubbiamente molte, di giocarsi fino all’ultimo la tanto agognata promozione in serie B. Squadra bipolare quella che si è espressa difronte a uno stadio per l’ennesima volta in stagione stracolmo, voglioso di trascinare i propri eroi e i propri colori fuori dalla palude chiamata serie C, e che ora più che mai possono credere che l’obiettivo sia possibile.

Se i primi 45 minuti avevano spaventato il popolo etneo, con un Catania troppo remissivo, schiacciato dietro, con Barisic e Porcino che formavano una vera e propria difesa a 5, difficile da scardinare ma che rendeva lo sviluppo della manovra lento e prevedibile, la ripresa ha ridato fiducia a un ambiente che troppo spesso tende a deprimersi.

Dopo aver sofferto, pur non concedendo grandi occasioni se non un presunto rigore all’intraprendente Ferretti, capace di superare Blondett inciampando poi sul corpo inerme del centrale rossazzurro proprio davanti a Pisseri, il Catania rientrato in campo dagli spogliatoi si sveglia, alza il baricentro e cerca di dimenticare che il pareggio sia uno dei due risultati utili per passare il turno, ricordandosi invece quanto sia pericoloso tenere il discorso qualificazione in bilico sino all’ultimo.

Così, pur non fornendo una prestazione spettacolare, i padroni di casa smettono di penare, tengono di più il possesso palla, facendo finalmente valere il proprio superiore tasso tecnico; il vantaggio ne è una logica conseguenza, con Lodi, del tutto avulso dal gioco in fase d’interdizione, ma sempre decisivo con le sue invenzioni decisamente di categoria superiore, che smarca Barisic, anche lui logicamente più a suo agio in fase propositiva piuttosto che nei ripiegamenti da terzino puro, il quale fa esplodere un pubblico che iniziava a temere il peggio.

Da qui in poi è tutto facile per i ragazzi di mister Lucarelli, il quale manda nella mischia Ripa che, come da prassi stagionale, al “Cibali” non fa altro che steccare, e ancora una volta sbaglia un gol praticamente fatto su assist di un Russotto praticamente imprendibile nelle praterie ormai concesse dai lombardi. Poco male, dato che da lì a poco, e per la precisione al 71’, il numero 7 si mette in proprio, si invola verso la porta e, aiutato da una deviazione benevola, sigla il gol della staffa, decretando la fine della pur sorprendente cavalcata della Feralpisalò in questi playoff.

Operazione perfettamente riuscita dunque e semifinale raggiunta, dove Biagianti e compagni incontreranno il Siena, vittorioso solo con un generoso rigore concesso ben oltre il novantesimo e grazie al proprio status di testa di serie, avendo pareggiato per 3 a 3 il doppio confronto con la Reggiana. Non una corazzata dunque quella che attende i rossazzurri in semifinale, con la possibilità anche di giocare il ritorno in casa contro una squadra apparsa in chiaro debito di ossigeno, ma l’imperativo ora è non abbassare la tensione, si ha l’occasione per fare la storia!