Continuano le proteste di Casapound Catania, contro l’attuale amministrazione comunale. Dopo la sortita in consiglio comunale di qualche settimana fa e la campagna di sostegno ai residenti e commercianti di corso Sicilia, ieri, un blitz di diversi attivisti, con nuovo striscione in piazza Duomo per chiedere a gran voce le dimissioni della consigliera Erika Marco, i cui familiari sono stati qualche giorno fa arrestati nell’ambito dell’operazione “The band”per i fatti legati all’Istituto Musicale Bellini

Una protesta forte quella organizzata da CasaPound Catania ieri pomeriggio, proprio sotto il Municipio, per chiedere alla consigliera comunale Erika Marco di dimettersi a seguito dell’arresto di padre, madre, sorella e zio, per il buco di bilancio di 14 milioni di euro, a quanto pare sottratti all’Istituto Vincenzo Bellini.

In tanti tra i militanti della “tartaruga” si sono ritrovati sotto la sede del consiglio comunale etneo, issando uno striscione che recitava: “Catania è stanca Marco dimettiti”, con tanto di coro, durato qualche minuto, con il ritornello: “Non vogliamo corruzione, noi vogliamo amministrazione”.

L’azione di CasaPound Catania ha voluto rimettere in primo piano la vicenda che ha scandalizzato e indignato la maggioranza dei cittadini, ritenuta intollerabile la coltre di silenzio che è calata sulla vicenda.

“Sappiamo bene – ha detto Giovanni Coppola, responsabile di Casapound Catania – che la responsabilità penale è personale, e che la Marco non risponde delle presunte azioni commesse dai suoi familiari, tuttavia la questione morale che la vicenda pone è enorme ed è assurdo che non ci siano conseguenze politiche, in quanto la Marco fa parte a pieno titolo della maggioranza del sindaco Bianco, che nei giorni passati ha giustamente ricordato come dall’Istituto Bellini “è stato estirpato un cancro”.

“In pratica il sindaco ha paragonato i genitori della consigliera al male incurabile ma nessuno nella maggioranza ha avuto un sussulto di dignità, ed è calato il silenzio. È mai possibile che la Marco sieda in consiglio a rappresentare una marea di cittadini che non arrivano alla fine del mese mentre la madre il padre, la sorella e lo zio drenavano soldi pubblici nelle loro tasche?”

“Nella città dove molti non riescono a mettere insieme il pranzo con la cena; nella città dove molti non riescono a comprare nemmeno una brioche ai propri figli- ha continuato Coppola- ci sono state persone che hanno giocato al Monopoli con i soldi dei cittadini. Tutto questo è inaccettabile”.

CasaPound Catania è portavoce del malcontento dei catanesi e farà di tutto per non far cadere nel dimenticatoio la vicenda, a riprova di quanto promesso dai militanti, nella notte proprio davanti l’ingresso dell’Istituto reso fatiscente e umiliato, nel quale il personale docente non veniva pagato, è stato affisso un’altro striscione.