Le stesse imprese gestiscono ormai da anni il servizio da centinaia di milioni di gestione del CARA. Dopo un anno interrotto di proroghe, l’appalto “finalmente aggiudicato” (agli stessi) viene dichiarato illegittimo dall’Autorità Anticorruzione. Ma i vertici del consorzio “sospendono la procedura di annullamento”.

Era prevedibile che un ente capace di “prorogare” di tutto per anni, dalle funzioni di direttore generale alla gestione del CARA stesso, che nomina consulenti-esperti del presidente  di cui uno, Luca Odevaine, viene arrestato e l’altro, Michele Renato Cappella, è un ex deputato che in curriculum ha solo la direzione di due enti di formazione (che c’azzecca con la gestione di un centro rifugiati non lo abbiamo ancora chiaro), riuscisse ad inventarsi un provvedimento di “sospensione dell’annullamento”, come dire “e chi se ne frega dell’Anticorruzione” e intanto continuano a liquidare milioni di euro.

Magari adesso tra sospensioni, proroghe, richieste di chiarimenti, deduzioni e contro deduzioni qualche altro anno se lo tirano.

Naturalmente, se fosse corretto questo provvedimento del consorzio, si dovrà prendere atto che i deliberata e le valutazioni della tanto acclamata Autorità Nazionale Anticorruzione presieduta dal personaggio mediatico-istituzionale del momento, Raffaele Cantone, non sono altro che la solita sceneggiata all’italiana priva di qualsiasi effetto concreto.

Tanto per cambiare.

La determina di “Sospensione dell’annullamento”