
Estratto dal numero di gennaio del cartaceo SUD attualmente in distribuzione.
COMMISSARIO A VITA. LA CAMERA DI COMMERCIO del SUD EST SENZA ELEZIONI, MA IL COMMISSARIO STRAORDINARIO (DA TRE ANNI) COSTA 340 EURO AL GIORNO
Gennaio 2023.
Con decreto del Presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, presidente regione siciliana, adottato su proposta dell’assessore regionale competente Edy Tamajo, entrambi di Forza Italia, Antonio Belcuore, già presidente del Carnevale di Acireale e dipendente regionale, viene nominato Commissario straordinario della Camera di Commercio del Sud Est Sicilia.
Il mandato è chiaro, persino banale nella sua essenzialità: "ricostituire gli organi elettivi", riportare l’ente alla fisiologia democratica, indire elezioni legittime per Consiglio e Giunta camerale.
Oggi, 18 gennaio 2026, da quella nomina sono trascorsi 1.099 giorni, pari a 36 mesi e 4 giorni.
Tre anni pieni di commissariamento. Tre anni di poteri straordinari. Tre anni senza elezioni.
Un fallimento oggettivo, documentabile, incontestabile.
Nel frattempo, nessuna consultazione elettorale è stata portata a compimento.
Nessun Consiglio camerale è stato legittimamente eletto.
Nessuna normalizzazione istituzionale è avvenuta.
Il commissariamento, che per definizione dovrebbe essere temporaneo, è diventato una condizione strutturale.
Situazione ancora più grave se si considera che persino nell'atto di nomina firmato da Schifani viene citata quella legge, la 4 del 2010, che, all'articolo 3 ultimo comma, fissa in 90 giorni il tempo assegnato al commissario per indire le elezioni del consiglio camerale, “pena la sua decadenza”, è scritto proprio così, testualmente nella legge e non si capisce proprio come sia possibile che nessuno sanzioni una simile omissione.
Nella migliore delle ipotesi, siamo davanti a una clamorosa incapacità amministrativa.
Nella peggiore, a una gestione scientemente dilatoria, funzionale al mantenimento di un potere monocratico che nulla ha più di emergenziale.
E qui entra in gioco il nodo che nessuno sembra voler considerare: il denaro pubblico.
Dagli atti ufficiali della Camera di Commercio – in particolare dalle delibere che recepiscono il D.M. 13 marzo 2023 e dalla Determinazione dirigenziale n. 16 del 5 luglio 2024 – emerge che il Commissario straordinario percepisce un compenso di 25.000 euro lordi a trimestre, pari a 100.000 euro lordi annui, cui si sommano oneri previdenziali a carico dell’Ente pari al 24,20%.
Il totale supera quindi 124.000 euro l’anno.
Rapportato al tempo trascorso, significa che Belcuore incassa circa 340 euro al giorno, ogni singolo giorno, festivi compresi, per un incarico il cui obiettivo principale resta clamorosamente disatteso.
A questo punto la domanda non è polemica, è logica: quale incentivo avrebbe il Commissario a chiudere il commissariamento e indire le elezioni, rinunciando a un compenso quotidiano di questa entità?
Ma non è tutto.
Nel periodo in cui la Camera di Commercio resta priva di organi eletti, il Commissario – in qualità di soggetto che esercita il controllo sull’ente – ha svolto un ruolo decisivo nella governance della SAC, società che gestisce, e sappiamo bene come, gli aeroporti di Catania e Comiso, di cui la Camera detiene la quota di maggioranza.
Ed è così che, nel silenzio generale, il Consiglio di Amministrazione della SAC viene nominato confermando per il decimo anno consecutivo l’amministratore delegato con contestuale aumento del suo compenso.
Dieci anni. Un record che in qualunque altro contesto pubblico avrebbe già acceso da tempo i riflettori di ANAC, Procure, Corte dei Conti e Ministeri vigilanti.
Ancora più grave è il fatto che non risulta che il Commissario Belcuore abbia mai esercitato in modo effettivo i poteri di controllo analogo sulla SAC, strumenti indispensabili quando un ente pubblico controlla una società strategica che gestisce un’infrastruttura cruciale come l’aeroporto di Catania.
Un controllo che non c’è stato, mentre le decisioni strategiche e le conferme manageriali si sono susseguite senza alcun serio contraddittorio.
Il quadro si chiude con un intreccio politico che merita almeno di essere ricordato: Belcuore è stato anche presidente del Carnevale di Acireale, manifestazione gestita da un’amministrazione comunale riconducibile alla stessa area politica che da anni esprime i vertici della SAC.
Coincidenze? Forse. Ma quando le coincidenze diventano sistema, il dovere di un giornale, qualsiasi giornale, dovrebbe essere segnalarlo.
A questo punto la responsabilità non è più solo del Commissario.
È interamente del presidente della Regione Renato Schifani, che continua a tutelare un commissariamento senza risultati.
È del Ministero vigilante, che non è intervenuto per ripristinare la legalità democratica di un ente pubblico.
Ed è di un sistema che accetta che l’eccezione diventi regola, purché garantisca continuità di potere e di compensi.
La Camera di Commercio del Sud Est Sicilia non ha bisogno di un commissario eterno.
Ha bisogno di elezioni.
E i cittadini hanno il diritto di sapere quanto costa, ogni giorno, questa anomalia democratica: 340 euro al giorno.
Ed è il danno minore, considerato che controlla un aeroporto che non rispetta nessuno degli standard previsti da contratti di concessione e master plan.
Da dieci anni!

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