Da qualche settimana è andata in pensione la Soprintendente Maria Grazia Patanè che ha lasciato vacante l’importante sede di Catania: cominciate le manovre per la sostituzione con il rischio che si tenti un colpo di mano pericolosissimo per la città…

Cominciamo subito con un sentito saluto alla dottoressa Patanè, che ha retto con autorevolezza la difficile soprintendenza di Catania, aprendola alla società civile con innumerevoli iniziative scientifiche e culturali: si goda la meritata pensione ma non faccia mancare alla città la sua esperienza e professionalità.

Adesso però si pone il problema della sua successione, e il governo Musumeci è già in fibrillazione.

Catania è una sede importantissima e molto appetita.

Il 3 maggio 2018 l’incarico è stato affidato ad interim, per un periodo limitato, alla dottoressa Maria Costanza Lentini, già gravata contemporaneamente della responsabilità di dirigere il “Polo regionale di Catania per i siti culturali – Parchi archeologici di Catania e della Valle dell’Aci”, incarico davvero oneroso.

Il 7 maggio 2018 la regione ha pubblicato un “atto d’interpello”, avviando la procedura per la scelta del miglior dirigente possibile da mettere a capo della Soprintendenza dei Beni Culturali ed Ambientali di Catania.

Si è quindi di fatto avviata una selezione pubblica che richiede il rispetto di predeterminati requisiti, chiaramente definiti dal DDG 1512/2010 che, tra le altre prescrizioni, indica come “vadano privilegiate, in primo luogo, ai fini della valutazione delle attitudini e delle capacità professionali, le esperienze maturate nel tempo in incarichi di direzione svolti presso l’amministrazione regionale dei beni culturali, tenendo altresì conto della fascia di appartenenza.”

In pratica, quello che conta è il curriculum, dati oggettivi e non fuorviabili a garanzia del fatto che la dirigenza di servizi così essenziali sia affidata a dirigenti di indiscutibile autorevolezza ed indipendenza.

Ora, voci di corridoio farebbero temere che qualcuno si sia messo in testa di infischiarsene delle norme, provando a far precipitare nuovamente la pubblica amministrazione nelle epoche in cui una classe politica spesso criminale, e per questo più volte condannata, ha piazzato al vertice delle amministrazioni persone del tutto inadeguate col solo merito di eseguire ordini, col risultato di devastare l’interesse generale.

Rischio gravissimo per una città come Catania che dovrà prima o poi affrontare i nodi del Piano regolatore Generale e, con più immediatezza, il Piano Paesaggistico, oltre che vigilare sulla gestione di un territorio sempre a rischio di stupro.

Catania, che si apre ad una nuova stagione amministrativa, non può permettersi altri affronti i cui effetti sarebbero gravissimi nel momento in cui è assolutamente necessario rilanciarne immagine e corretta fruizione dei suoi beni paesaggistici ed architettonici.

Ovviamente seguiremo la vicenda per informare l’Opinione Pubblica, come nostro dovere, ed effettueremo oggi stesso accesso civico per ottenere i curricula dei vari candidati affinché possano essere resi noti, riservandoci come cittadini portatori di interesse legittimo a sostenere le necessarie azioni a tutela del rispetto delle regole che pretendono che Catania abbia il miglior Soprintendente possibile: GIÙ LE MANI DALLA CITTÁ!