72 anni. Un passato da presidente del Calcio Catania e da presidente dell’Istituto autonomo case popolari di Catania. Un presente da indagato per voto di scambio e con una richiesta di condanna per simulazione di reato: per i PM catanesi si è inventato alcune minacce. Dopo il fallimento delle politiche del 2018, Angelo Attaguile ci riprova. AGGIORNAMENTO: Il candidato Attaguile ha ritenuto di dover replicare all’articolo e replicando ha confermato di essere indagato sia per voto di scambio che per simulazione di reato. Il resto delle sue affermazioni, che ospitiamo esclusivamente in ossequio alla nostra usuale cortesia, sono sue valutazioni che esulano dalla cronaca.

Salviniano della prima ora. Sulla parete della sua segreteria politica in via Orto Limoni campeggia una sua gigantografia, con Matteo Salvini inginocchiato al suo cospetto. Il gioco di prospettive rende l’attuale Ministro degli Interni più piccolo di quanto non sia.

Angelo Attaguile inizia la sua carriera politica nella Dc per poi passare nell’Unione per la Repubblica il movimento siciliano che faceva riferimento all’ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga. Ma è grazie a Raffaele Lombardo (di cui il padre Gioacchino, tre volte senatore della Repubblica nelle fila della DC, è stato mentore politico) che gli si schiudono le porte della Camera dei Deputati dove siede nel corso della XVII legislatura presentando 4 disegni di legge come primo firmatario nessuno dei quali è stato approvato.

Alle elezioni politiche del 2018 era candidato al Senato della Repubblica, nel collegio uninominale di Acireale sostenuto dalla coalizione di centro-destra (in quota Lega). Ma è tra i trombati eccellenti: ottiene il 34,7% che non basta a farlo eleggere e viene battuto anche nella sua Grammichele.

Ex componente della commissione antimafia nella scorsa legislatura, dal 2018 Attaguile è tra i 96 indagati nell’inchiesta della procura di Termini Imerese sulle scorse elezioni regionali.
Il caso è quello dei fratelli Caputo: Salvino, ex deputato regionale ed ex sindaco di Monreale, a causa di una condanna non poteva essere candidato.
Al suo posto viene candidato il fratello Mario e sui santini elettorali e i manifesti alla nome Mario Caputo viene aggiunta la dicitura “detto Salvino”.

Per la Procura di termini Imerese, Attaguile e i vertici regionali della Lega avrebbero raggirato gli elettori inducendoli a votare Mario Caputo credendolo il fratello Salvino.

Angelo Attaguile ha sempre dichiarato l’«assoluta estraneità» su tutta la vicenda ma la cosa gli costò il ruolo di segretario nazionale del movimento Noi con Salvini.
Qualche mese dopo i magistrati catanesi chiedono per lui la condanna penale per simulazione di reato continuata. 22.500 euro di pena pecuniaria.
Per i pm, mentre era componente della commissione Antimafia, il salviniano avrebbe simulato una serie di intimidazioni con lo scopo di vedersi assegnata la scorta. Proprio mentre il suo leader politico metteva in dubbio l’utilità della protezione affibbiata allo scrittore Roberto Saviano.

Questa domenica il suo nome sarà nuovamente su una scheda elettorale e stavolta Attaguile punta a Bruxelles.


La replica del candidato della Lega Angelo Attaguile che, come detto, conferma di essere indagato per voto di scambio e simulazione di reato.

Sono estraneo al voto di scambio e non c’è alcuna richiesta di condanna per simulazione di reato. L’articolo da voi pubblicato, a firma Lucia Murabito, contiene delle “leggerezze” giornalistiche e racconta vicende già peraltro ampiamente chiarite sugli organi di informazione. Allo stato attuale non ho alcun carico pendente. Con garbo e con tutta tutta franchezza: non c’è nessuna notizia. Ma andiamo con ordine: sulla questione voto di scambio sono assolutamente estraneo e non vi è stata alcuna condotta illecita. Peraltro, non mi sono mai occupato della candidatura del fratello dell’onorevole Salvino Caputo. Spero di poter chiarire al più presto con i magistrati la mia posizione. Sono in attesa da oltre un anno e a mio avviso si tratta di una vicenda che avrebbe dovuto e potuto chiudersi già da tempo. Sulla simulazione di reato, allo stato non c’è alcuna richiesta di condanna e nemmeno una pena pecuniaria. Gli atti sono stati infatti restituiti ai magistrati poiché si deve procedere ad ulteriori indagini per chiarire i fatti, reali, da me denunciati. Preciso, peraltro, che da componente della commissione antimafia avevo rinunciato alla scorta. Simulare delle intimidazioni per richiedere la protezione, che avrei potuto avere, è semplicemente inverosimile. Vi informo, infine, che la mia segreteria è in piazza Verga. Quanto allo foto di Salvini “inginocchiato”: ho controllato personalmente ogni stanza e non vi è traccia.

Sotto il profilo giudiziario, vi è sfuggita la mia vicenda personale, che mi aveva visto accusato di tentata concussione, arrestato e posto ai domiciliari, condannato a 18 mesi, interdetto in modo perpetuo dai pubblici uffici e poi pienamente assolto con il 4° grado di giudizio(revisione del processo). Questo testimonia che non bisogna mai arrivare a considerazioni affrettate. Consiglio a voi e ai vostri lettori di leggere il mio libro “Fuga dall’ingiustizia” che ripercorre la mia vicenda giudiziaria, durata vent’anni, che mi ha pesantemente segnato sul piano umano, professionale e politico. Detto ciò: guardo alla tornata elettorale di domenica con ottimismo. Gli endorsement e gli attestati di stima che ho ricevuto e che continuo a ricevere mi fanno ben sperare. Il tempo è comunque sempre galantuomo! In tutto.

Angelo Attaguile