Sono 24 i lavoratori addetti al servizio di sorveglianza e assistenza delle scuole dell’infanzia del Comune di Catania, che da quasi cinque mesi non ricevono stipendio. I dipendenti, che fanno parte della cooperativa Delfino, hanno proclamato lo stato d’agitazione e lo sciopero per il 10 Aprile, per tentare di far sentire la propria voce, e ottenere quanto spetta. Tra loro, Sebastiano Patanè racconta: “I problemi legati alla mancanza di remunerazione li vivono in primis le nostre famiglie. Noi proseguiamo e lavoriamo ogni giorno, ma dal Comune non ci sono segnali che facciano ben sperare purtroppo”. Ma dalla cooperativa replicano: “Non è una situazione così grave, cercheremo di trovare una soluzione”

Gli uomini e le donne che quotidianamente, negli  asili ccomunali, svolgono compiti importanti come appunto sono vigilanza e assistenza, si trovano nella medesima situazione dei colleghi, facenti parte della stessa cooperativa, che poco meno di un anno fa misero in atto diverse proteste, prima in consiglio comunale e poi davanti la Prefettura, perchè senza stipendi da mesi, ma con semplici rimborsi spese saltuari, per assistere a casa anziani e disabili.

Allora, alcuni dipendenti non percepivano soldi anche da un anno, in barba al fatto che ad essere pagati dopo i dipendenti comunali avrebbero dovuto essere quelli delle cooperative sociali. E già a maggio dell’anno scorso, gli stessi lavoratori che si occupavano della vigilanza nelle scuole erano senza stipendio da sei mesi.

Egualmente oggi, la situazione pessima si ripropone, anche in virtù dei problemi che interessano la ragioneria generale del Comune, dopo lo scandalo rifiuti e il provvedimento nei confronti di Massimo Rosso.

Dalla cooperativa Delfino d’altro canto si minimizza, e Adonella Faraone, amministratrice, spiega: “Non ho avuto modo di confrontarmi con i dipendenti, e ho appreso di questa loro volontà direttamente a cose fatte dal sindacato. Non capisco il perchè di una scelta così forte. Da quanto ne so io, le mensilità che spettano sono in realtà due, novembre e dicembre, perchè visti i tempi tecnici di emissione fatture e gli altri passaggi, il mese di gennaio dovrebbe essere pagato ad aprile. E’ purtroppo vero che gli enti pubblici non pagano regolarmente, ma noi come cooperativa, quando siamo interpellati dai lavoratori, cerchiamo sempre di dare una mano, lo abbiamo sempre fatto. Sembrerebbe però che dalla ragioneria sia stiano mobilitando per pagare alcuni mesi, ma è una cosa da accertare. Il 30 marzo incontrerò i dipendenti e cercherò di capire cosa si può fare”.

Di avviso ben diverso è il segretario regionale della Snalv Confsal, Antonio Santonocito: “Dopo che la cooperativa ha preso l’appalto a settembre, ha pagato giusto un paio di mensilità, e dopo di che non c’è stato più alcun pagamento, malgrado l’assessorato preposto del comune abbia fatto i mandati alla Ragioneria per saldare fino a gennaio, ma lì non c’è liquidità e dunque nessuno stipendio per i lavoratori.

Che ci siano ritardi -spiega Santonocito- di un paio di mesi purtroppo è nell’ordine delle cose, ma quando i tempi per i pagamenti si allungano diventa un problema. Il sindaco stesso mi ha detto che non c’è liquidità e che si attendono fondi da Roma. Il problema è, che ancora non c’è un governo nazionale, per cui molte cose sono in stallo.

Non si può continuare così però -prosegue- non ci sono certezze sui tempi. Abbiamo proclamato lo stato d’agitazione e la norma prevede che ci sia un tentativo di raffreddamento e conciliazione in sede aziendale. L’azienda non l’ha fatto, l’ufficio del lavoro ci ha convocato per il 9 aprile ma la norma prevede in questo caso che, trascorsi 5 giorni dallo stato d’agitazione senza tentativo obbligatorio di raffreddamento, il sindacato può proclamare lo sciopero.

Dopo aver preso coscienza di questo -conclude- la cooperativa avrebbe dovuto chiamare il sindacato per cercare di mediare e capire il da farsi, ma non è stato fatto. Dell’incontro previsto per il 30 marzo, mi è stato detto da alcuni dipendenti, ma si tratta di qualcosa di insolito, perchè in questi casi si parla col sindacato e non con i dipendenti. Io agisco perchè ricevo oltre cinquanta telefonate al giorno da chi vuole lo stipendio. I lavoratori comunque hanno deciso che qualora venissero pagate almeno due mensilità, lo sciopero verrebbe annullato”.