Il 5 maggio, appena dieci giorni fa, la nostra testata, su invito della professoressa Daniela Mainenti della Link Campus University, ha partecipato alla presentazione del libro di Attilio Bolzoni, firma principe de La Repubblica, moderata dal presidente dall’ASAEC Catania Nicola Grassi presso la libreria Cavallotto di Catania. Al fianco di Bolzoni il Procuratore Aggiunto di Catania Sebastiano Ardita. Considerata la caratura dei relatori, Sudpress ha trasmesso in diretta FB l’incontro molto interessante per tutte le due ore e mezza, ad alla fine ha posto una domanda che oggi ha ottenuto una risposta. Che probabilmente è solo la prima.

La domanda era diretta quanto complicata, investendo nel quesito uno dei più ineffabili sistemi di potere mai realizzato in Sicilia: quello di Antonello Montante & C.

Una rete di relazioni e intrecci che ha condizionato in maniera soffocante un decennio di storia siciliana, con esiti e danni ancora tutti da accertare e raccontare.

Il culmine,  la scoperta durante una perquisizione in casa di Montante di un “bunker segreto”  in cui vennero ritrovati, o fatti ritrovare, una serie di fascicoli idonei a far ritenere che il presidente di Confindustria Sicilia, Unioncamere, Camera di Commercio di Caltanissetta e Agenzia Nazionale dei Beni Confiscati alla Mafia fosse aduso a raccogliere “informazioni riservate” su magistrati, rappresentanti istituzionali, giornalisti, imprenditori, chiunque potesse risultare utili alla sua bramosa di potere.

Si tratta di una delle vicende più inquietanti degli ultimi decenni.

Oggi si scopre, grazia alla procura di Caltanissetta retta dal procuratore Amedeo Bertone, che a fornire quei dossier erano elementi di spicco delle forze dell’ordine e dei servizi segreti, addirittura un ex capo centro della DIA di Palermo.

Approfondiremo nelle prossime ore, certo che non ci era sfuggita l’importanza dell’inchiesta, consapevoli che un suo esito avrebbe terremotato uno dei più torbidi sistemi di potere radicatosi negli ultimi anni, coinvolgendo diverse istituzioni.

Così, il 5 maggio, abbiamo posto una domanda proprio sulla “mafia dell’antimafia” e sull’inchiesta che coinvolgeva il potentissimo capo di Confindustria Montante.

Se il procuratore Ardita ha mantenuto l’ovvia prudenza imposta dal suo ruolo, pur dandone una sua lettura come sempre interessante senza entrare nel merito della vicenda specifica, in realtà la domanda era più per Bolzoni, profondo conoscitore delle dinamiche di potere siciliane,  che ha risposto raccontando di quei 51 milioni di euro destinati dal governo Crocetta all’area di Caltanissetta con a festeggiare intorno al dominus Montante tutte le massime istituzioni locali…che ora tremano!