Luigi Licari, ispettore della Polizia Municipale di Catania, era rimasto vittima di un violento pestaggio da parte di uno o più malviventi nel settembre 2017, con tremende conseguenze fisiche e mentali. Un’aggressione vile, causata dal divieto di passaggio durante il proprio turno di servizio in via Del Rotolo a due passi dal lungomare, che il Vigile paga ancora oggi a caro prezzo


Il caso aveva fatto e continua a far sensazione per la brutalità dell’aggressione, causata da motivi estremamente futili e per i danni fisici riportati dall’uomo, che non si è ripreso del tutto dopo mesi difficilissimi ed un tremendo coma.

L’ispettore Licari purtroppo non riuscirà a recuperare la piena salute mentale e fisica, lo conferma amaramente il fratello Matteo, che insieme alla famiglia lo sostiene e porta avanti la battaglia per avere giustizia: “Purtroppo i medici ci hanno già detto che a livello mentale, il danno si è stabilizzato e non potrà che peggiorare, siamo rassegnati”.

A maggio 2018 intanto, la prima condanna per l’aggressione: il reo confesso Orazio Di Grazia, giovane di Picanello, viene condannato a 4 anni e 10 mesi di reclusione in virtù della richiesta di rito abbreviato; resta forte  comunque il sospetto che Di Grazia, quella sera, non abbia agito da solo.

Un semplice divieto di transito dunque applicato doverosamente durante il turno di servizio, ha causato a Luigi Licari, dipendente del Comune di Catania e padre di famiglia, danni permanenti di cui porterà per sempre i segni. Unicamente per aver trovato sulla propria strada chi pretendeva, come spesso succede a Catania, di fare quel che voleva.

Lo stato fisico e mentale precario dell’Ispettore della Municipale, è lo specchio dei brutali colpi subiti al cranio. Ma malgrado sia stata condannata una sola persona, continua a sembrare inverosimile che un tale danno sia stato causato da un singolo colpo inferto da un unico soggetto, vista anche le differenze di stazza tra aggredito e aggressore.

Prosegue duramente intanto l’iter riabilitativo, come spiega l’avvocato Matteo Licari, che assiste il fratello in tutto e per tutto: “Luigi fisicamente è in leggera ripresa, grazie alla riabilitazione, ma alcune cose semplici non riesce proprio a farle, come aprire una bottiglietta. Inoltre perde spesso l’equilibrio, necessita di aiuto per camminare e deve farlo lentamente; questi sono trascinamenti della tetraparesi subita agli arti. Non riesce a vestirsi, ha deficit funzionali e fisici che comunque persistono e non consentono nemmeno quel minimo di autonomia”.

“Ma il quadro clinico a livello mentale, è persino peggiore -prosegue Matteo Licari- perchè continua purtroppo ad avere le allucinazioni, che vive come fatti veri e reali, quando sono cose di assoluta fantasia che gli sovvengono anche incontrando le persone, gli amici ad esempio. Sull’accaduto lui non ricorda nulla se non il momento del blocco del giovane e del suo allontanamento. Per certe cose poi è tornato ad uno stato mentale infantile e dice tutto ciò che gli passa per la testa, a chiunque ed in qualunque situazione; non controlla per nulla certi aspetti relazionali”.

La famiglia Licari, nel corso di questi mesi, ha consultato molti medici, che non hanno tratto conclusioni positive sulle possibilità di ripresa dell’ispettore: “I dottori, e ne abbiamo sentiti molti, anche bravissimi, veri luminari della neurologia ci hanno spiegato che purtroppo il danno celebrale si è stabilizzato e la condizione può solo peggiorare, per cui si può solo tenere sotto controllo con terapie farmacologiche. Questa l’amara situazione a cui ormai ci siamo rassegnati”.

Infine, altro punto dolente è certamente quello del sostentamento economico, che non consente alla famiglia di Luigi Licari di gestire le comuni spese insieme alle ingenti e costose cure. La speranza è che il Comune di Catania, malgrado gli enormi problemi finanziari attuali, possa in qualche modo aiutare un suo dipendente, che rischia di non ricevere tutele statali pur essendo di fatto una vittima del dovere, senza appartenere alle forze dell’ordine, che di norma ottengono specifici ausili in casi simili.

In questo senso Matteo Licari spiega: “Non sappiamo se e quando mio fratello potrà tornare al lavoro, probabilmente mai. Il suo stipendio, specie senza straordinario, è davvero poca cosa, viste le condizioni attuali. Il Sindaco Pogliese si è messo a disposizione quando lo abbiamo incontrato; la condizione di difficoltà economica persiste ed è veramente dura andare avanti, per le spese mediche sopratutto, i farmaci e le necessità minime familiari. Abbiamo potuto tamponare per un periodo, perchè la precedente amministrazione, tramite il Comandante dei Vigili, ha attinto da un fondo riservato proprio alla Polizia Municipale, una somma che ha consentito alla famiglia di mio fratello di rimanere a galla. Chiederò ora se possibile di poter utilizzare di nuovo questo fondo, per aiutare Luigi, sperando anche che i suoi tre figli, attualmente disoccupati, riescano a trovare lavoro. Io li aiuto in tutto ciò che posso e mio fratello non lo abbandonerò mai, però è ovvio che non può bastare”.

Questa l’amara conclusione di Matteo Licari, con l’auspicio che a livello comunale e statale si riesca a dare un aiuto concreto alla famiglia, e la vicenda non finisca dimenticata.