Ci si ricorda ancora dell’orribile foto del sindaco Bianco sorridente con i familiari del povero vigile ancora in coma. A distanza di 5 mesi la triste realtà che spazza ogni sorriso ebete: l’iniziativa de “Il Fuori Coro”, associazione nazionale formata dagli appartenenti alla Polizia Municipale e Locale, va di pari passo con quanto chiesto dalla famiglia di Luigi Licari, aggredito il 2 settembre in via Del Rotolo a Catania e ad oggi ancora in pessime condizioni fisiche e mentali. Matteo Licari, fratello del vigile, spiega: “Ci avevano promesso sostegno e vicinanza ma ad oggi non ne abbiamo avuto. Lo stipendio di Luigi è stato ridotto notevolmente dal Comune e non si capisce come possa andare avanti la sua famiglia, con le cure e le spese da sostenere”

“Luigi ha allucinazioni potenzialmente pericolose e sfasamento temporale quasi totale -racconta il fratello-. Abbiamo visto qualche reazione, dal punto di vista motorio ci sono stati dei miglioramenti grazie alla riabilitazione fatta ed ancora in corso”.

Ma la vita è ogni giorno più dura per la famiglia del fratello: “C’è stata una significativa diminuzione di stipendio, a causa della mancata presenza di Luigi sul lavoro. Alcune voci retributive sono state tagliate, circa 300 euro in meno sui 1400 euro mensili. Ma lui ha delle spese da sostenere, come il mutuo, e se prima riusciva a vivere con circa 700 euro, attualmente queste risorse si sono ridotte ed è un disastro perché

si deve far fronte alle spese legali e a quelle mediche. In particolare, un farmaco essenziale per la ripresa cerebrale, che il servizio sanitario non fornisce, e che costa 108 euro al mese”.

Da qui la richiesta di un aiuto dal datore di lavoro di Luigi Licari, cioè il Comune di Catania: “Abbiamo chiesto solo una somma assistenziale, per poter avere un piccolo sostegno. Quando le sue condizioni si stabiliranno, verrà fatta una valutazione sulla percentuale di invalidità riportata e ci sarà il risarcimento dall’INAIL per l’infortunio sul lavoro, ma questo non avverrà prima di due anni. Da qui ad allora, come vivranno lui e la sua famiglia? Sembra che il comune abbia la possibilità di dare questa piccola somma, così come lo abbiamo chiesto anche al ministro Minniti. Ci aveva manifestato vicinanza e solidarietà, ma finora solo a parole, dopo quasi 4 mesi. Più tempo passa, più aumentano i problemi. Solo i colleghi di mio fratello, molti, di tutta Italia, ci hanno veramente aiutato, con una sottoscrizione utilissima, ma purtroppo non tale da risolvere ogni cosa”.

Luigi Licari è una vittima del dovere, che ha subìto un’aggressione criminale mentre svolgeva il suo compito sulla strada, ma di fatto sembra non possa usufruire in questo senso di reali vantaggi, come spiega ancora il fratello: “C’è stato detto che carabinieri, poliziotti e finanzieri, si trovano in una posizione diversa in casi del genere, rispetto ai  vigili urbani. Il Comune sostiene che a mio fratello non spetti la pensione privilegiata, una volta accertata l’invalidità, diversamente da un appartenente alle forze dell’ordine”.

“A lui spetterà solo l’equo indennizzo, cioè una somma una tantum, data in base alla gravità delle lesioni riportate. Il tutto verrà valutato da una commissione del Ministero delle Finanze, che esaminerà il caso tra qualche mese a Palermo, ed il cui giudizio sarà supervisionato da un gruppo di Roma, con tempi tecnici evidentemente molto lunghi. Qualora questa commissione decida di liquidare dei soldi, la famiglia di mio fratello dovrà scegliere se avere questi o quelli dell’INAIL, che potrebbe dare una cifra precisa o una piccola pensione in base al danno. In ogni caso, tutto avverrà nel tempo, perchè subordinato allo stato di inabilità di mio fratello che attualmente perdura”.

Ed in questo senso, si inserisce l’appello de “Il Fuori Coro”, con una richiesta accorata alle istituzioni, ed in particolare al sindaco Bianco, come rappresentante della città in cui è avvenuta l’efferata aggressione nonchè presidente dell’assemblea dell’ANCI, affinché ai 65.000 operatori della Polizia Locale d’Italia vengano ripristinate le tutele precedenti il Decreto Monti (modifica dell’articolo 6 D.lgs. 201/2011), causa di servizio, equo indennizzo (ristoro totale) e pensione privilegiata.

“Il solo ristoro parziale dell’Equo indennizzo previsto con un fondo di Euro 2.500.000,00 nel Decreto Sicurezza è finalmente un buon inizio ma non sufficiente a garantire e tutelare gli uomini e donne in “giacca blu” -scrivono dall’associazione- “gli Agenti e Ufficiali della Polizia Locale non possono più attendere, soprattutto Luigi Licari e tutti i familiari dei 9 fratelli Caduti Vittime del Dovere e della Strada dopo il 2011”.