Via Umberto potrebbe diventare una zona a traffico limitato? Dopo l’Umbertata di giorno 18 e 19 maggio l’argomento “ZTL al centro di Catania” torna alla ribalta, e come al solito noi cittadini non ci troviamo mai d’accordo. C’è chi vorrebbe un’area pedonale, chi ha qualche dubbio, e chi è strenuamente contrario e preferisce che le macchine continuino a parcheggiare in doppia fila. Nel nostro reportage tra i commercianti della zona ne abbiamo sentite di cotte e di crude, ma ci siamo comunque sforzati di dare voce alle opinioni di tutti. Curiosi? Basta continuare a leggere.

Lo sappiamo, nella nostra Catania certi argomenti sono destinati a riproporsi ciclicamente. In alcuni momenti salgono alla ribalta velocemente, ma dopo qualche tempo non se ne parla praticamente più. Uno tra i più temibili di questi discorsi “Tabù” è sicuramente la ZTL. A periodi alterni il Catanese si chiede se le zone a traffico limitato danneggerebbero davvero i commercianti, se al tempo stesso migliorerebbero la situazione dei residenti o l’esperienza dei turisti, o se tutto ciò servirebbe solo a peggiorare la situazione già invivibile del traffico.

Domande, dubbi, ma alla fine si lascia quasi sempre tutto com’è; perchè si sa, la diffidenza per le novità l’abbiamo scritta nel nostro DNA. Ma, dopo la recente “Umbertata” di giorno 18 e 19 maggio, l’argomento ZTL è tornato nuovamente alla ribalta, con tutte le conseguenze del caso.

È innegabile che questa ottava edizione dell’evento abbia rappresentato un ottimo banco di prova, anche per quanto riguarda l’interruzione del traffico su via Umberto, ma a quali conclusioni è stato possibile arrivare? A nessuna, anche perchè la “verità oggettiva” a quanto pare scarseggia anche in questo caso. I diversi commercianti della zona la vedono in modi anche diametralmente opposti, e a dimostrazione di ciò sono nate due diverse petizioni contrastanti.

C’è chi si schiera con il No: (la”Fipet”) e chi con il Si (“Io sto con Greta”). C’è chi ha il coraggio di dire “Annunca chiuremu tutti, si ponu mentiri macari in doppia fila ppi mia”. Per contro c’è chi è entusiasta dell’iniziativa “migliorerebbe il traffico, l’umore, la salute e il giro d’affari di tutti” . Infine cìè chi è cauto e si dimostra possibilista, a patto che il tutto venga supportato da un progetto serio di trasporto pubblico e mobilità. Ma dove pende l’ago della bilancia? A cosa possiamo imputare questa cronico equilibrio instabile che ci contraddistingue?

È tutta colpa della figura, quasi mitologica, del “Catanese doc”. Emersa prepotente anche dal nostro video-reportage, sembra essere come la “somma di mille riassunti” di ognuno di noi, condensa insieme i nostri pregi e difetti, le nostre caratteristiche più simpatiche, ma anche quelle più irritanti e irrazionali. Qualche esempio?

Deve parcheggiare proprio davanti al civico dove ha intenzione di andare. È convinto che tutto, nel bene e nel male, si possa fare, e per questo non ti dice mai no, ma “Viremu chi putemu fari”. Diffida delle novità, ma quando poi c’è dentro alla fine gli piacciono.

Ammettiamolo, siamo fatti un pò così. E fino a quando non faremo pace con questa ingombrante figura, fino a quando non smetteremo di assecondarla nelle cose sbagliate, e al tempo stesso di privarla di quelle giuste, trovare una soluzione che vada bene – per la ZTL e non solo – sembra davvero difficile.