Rocco Zapparrata ha scritto al prefetto di Catania Silvana Riccio: “si rispettino le regole in materia di propaganda elettorale, nel Catanese sembriamo nel far west”.

Zapparrata, giovane imprenditore con alle spalle un percorso formativo alla Bocconi, è uno dei candidati della lista “Nello Musumeci Presidente – Fratelli d’Italia – Noi con Salvini”, nella sua nota al primo rappresentante del governo etneo denuncia la mancata uniforme applicazione della normativa che disciplina i comitati elettorali e l’affissione dei 3×6 che, sottolinea Rocco Zapparrata “a norma di legge dovrebbero essere già tutti ricoperti e, quelli ancora visibili, sanzionati”.

Zapparrata affronta soprattutto la questione dei comitati elettorali: “mi si chiede di non mettere il mio volto né il mio cognome, ma come fa la gente a capire che è il mio comitato elettorale? E perché questa regola non viene applicata in modo uniforme in tutti i comuni della provincia considerato che negli altri comuni, ma anche nella stessa Catania, vengono adottate interpretazioni differenti della regola in questione?”.

“Le scrivo – aggiunge Rocco Zapparrata- perché so della sensibilità che ella ha mostrato sin dall’inizio sulla tematica, tanto da avervi dedicato un incontro con i responsabili dei vari partiti, movimenti e comuni, così come mi ha riferito l’avv. Fabio Cantarella che vi prese parte in rappresentanza di Noi con Salvini giusta delega dell’on. Angelo Attaguile che ne è il segretario nazionale. Ebbene – aggiunge Rocco Zapparrata – mi preoccupa e mi rammarica che tutto ciò possa suscitare un’immagine di scarsa trasparenza che può dare luogo anche a pensare che si possa favorire un candidato piuttosto che un altro e quindi alterare, di conseguenza, il corretto andamento della campagna elettorale. Proprio per questo, da cittadino e da candidato presente nei 58 comuni della Provincia, sono a richiedere un suo autorevole e deciso intervento volto a ripristinare legalità e uniformità nell’applicazione della normativa in oggetto nell’intero territorio a Lei affidato dallo Stato”, conclude la sua nota al prefetto Rocco Zapparrata, chiedendo un intervento immediato della dottoressa Riccio.