Palazzo Gravina Reburdone di via Vittorio Emanuele 16 (proprio all’inizio, da piazza dei Martiri) con WonderTime si è trasformato in vero e proprio “cantiere culturale”, dando spazio alle più diverse espressioni artistiche. Dopo la suggestiva performance teatrale di Samuele Carcagnolo e la serata musicale del collettivo Aitho, lunedì 21 luglio alle 21 sarà la volta della danza con le coreografie di Federica Cucè e la compagnia del Centro Studi Danza Lo Schiaccianoci.

Federica Cucè, pur giovanissima, vanta una già lunga carriera iniziata nel 1996 e costellata da numerosi premi in svariati concorsi di danza, ballerina professionista abilitata all’insegnamento si è perfezionata presso la prestigiosa scuola del Teatro San Carlo di Napoli.

Tornata a Catania, intende l’espressione artistica come impegno civile, strumento di denuncia ma anche affermazione di valori sociali.

Con Samuele Carcagnolo, anche lui protagonista di una suggestiva performance a Palazzo Gravina, ha fondato la compagnia Oltrepalco Theatre Ballet e insieme sono stati ospiti di Radio Zammù per presentare i loro interventi in WonderTime 2019.

Omaggio a Catania è uno spettacolo teatrale che mette insieme prosa e balletto, come di consuetudine per Federica Cucè quando porta in scena la danza contemporanea.

La regia e le coreografie sono sue, i testi di Damiano Cucè.

All’interno di questo spettacolo si vuole far emergere il forte attaccamento a Catania e alla terra siciliana, mettendo in evidenza gli usi e i costumi, i miti e le leggende, la fede e il paesaggio catanese.

Le musiche e il ritmo delle coreografie descrivono il bello e il cattivo tempo di questa città: il suo essere martoriata, sfruttata , marginalizzata; il suo essere vittima di catastrofi ambientali ma anche la bellezza, il sorriso, le feste e il coraggio che tante e tanti catanesi contrappongono alla brutalità di un sistema che li vorrebbe messi agli angoli della società, stroncati da qualsiasi possibilità di emancipazione e libertà.

L’omaggio a Catania e alla terra siciliana è anche un messaggio per tutte e tutti coloro spesso, per luoghi comuni, tendono a denigrarla come città: un messaggio di amore, di appartenenza e di fedeltà ad una terra che dona ai suoi nativi forza e coraggio, sogni e ambizioni, nonostante tutto, nonostante il grigiore sociale che l’avvolge.

I corpi si mischiano alla prosa, che scandisce i tempi dello spettacolo e introduce ogni singolo momento messo in scena; la musica accompagna il movimento corporeo di giovani ballerini e ballerine, come se si liberassero dalle catene che il sistema gli ha imposto, generando un’esplosione di energia positiva e di rivendicazione ad una vita dignitosa, diversa, certamente migliore.