Via San Michele, per chi non lo sapesse, è una parallela di via etnea bassa, alle spalle di Coin, incastonata tra il wine bar Razmatazz e la piazza Manganelli: è la “via dell’Arte” catanese. La prima galleria entrando nella stradina è quella di Daniela Arionte cofondatrice di WonderTime che giovedì 11 l’ha trasformata in un accogliente salotto con pouf e candelabri disseminati lungo tutto il percorso. Ogni bottega un’opera in se, un luogo magico in cui la Cultura ha fatto il miracolo di tenere tutti d’accordo, si respira un clima di amicizia tanto che residenti, galleristi e commercianti hanno costituito l’associazione “San Michele Art Power”, presidente l’architetto/artista Magda Masano, per tutelarne l’identità potenziandone le opportunità di trasformarsi in luogo di riferimento di chi ama viversi la città in maniera diversa dal solito tran tran. Bere una birra ascoltando musica girando tra le opere d’arte delle varie gallerie, magari gustando cibi colorati con il gracchiare di vecchi vinili è proprio una figata. Perché non renderla sempre pedonale come avviene in tutte le capitali europee?

È stata un’esplosione di arte contemporanea mischiata a musica, danza e buona cucina, probabilmente la passeggiata più cool dell’estate catanese.

A testimoniarlo le belle immagini di Donatella Turillo e Donato Scuto per il mediapartner di WonderTime Globus Television:

Si è cominciato dall’interno della galleria Arionte Arte contemporanea di Daniela Arionte, cofondatrice di WonderTime, con le opere della collezione “Il coraggio delle proprie ossessioni” di Giovanni Testori, a cura di Vincenzo Sanfo e la mostra collettiva “Le stanze di Eros”.

Da Kōart: unconventional place di Aurelia Nicolosi, la mostra personale di Matteo Mauro “Il mio barocco – la sala degli specchi”, a cura di Daniela Vasta e Federica Santagati.
Cari & Rari hanno ospitato “Cover in love”, l’atelier Antonio Recca la collezione privata, “Le rose di Eros” di Tony Leone, a cura di Orazio Crispo.

“Shape of love” è stato in scena da Folk e da Spot22 e Viū , “Mostrami”1890/1960,old cameras & red light”.
Tabaré si è caratterizzata con una particolare mostra collettiva di Lina Lizzio, Marisa Casaburi, Ljubiza Mezzatesta, Sandra Virlinzi, Danilo Aglianò, Mariagrazia Pellegrino e Antonio Corselli dal titolo “Sexhybition” e poi ancora la mostra personale di Maria Marletta, “ My soul forever”.

Infine da Uao, “Uta dag +uao+love= ♥”.

Ad impreziosire la kermesse, divertenti e magnetici show cooking, a cura degli chef della “Cucina dei colori”, Salvo Pistorio e Giuseppe Cavallaro, che hanno dato prova con impareggiabile ironia della loro abilità culinaria in “Assaggiamoci”: sperimentazioni di gusto all’insegna dell’eros tra suggestioni e sensualità, tutte rigorosamente made in Sicily.

Applauditissima anche la performance di danza dell’accademia TMB di Silvana Lo Giudice e in esclusiva assoluta si è svolto il concerto lirico Belliniano all’interno della Pinacoteca “Nunzio Sciavarrello”, che ha aperto al pubblico grazie alla Città Metropolitana appositamente per la rassegna WonderTime.

Una bellissima festa che pone un interrogativo ormai da qualche anno: ma non sarebbe un formidabile attrattore turistico, oltre che un benemerito cantiere culturale e sociale, se si strappasse questo gioiello settecentesco all’inutile traffico automobilistico trasformandolo in una bomboniera da passeggio che riempie l’anima?

La domanda è per l’amministrazione comunale, ovviamente, che ad onor del vero sta assistendo con grande efficacia WonderTime in questo difficile mese di eventi e speriamo possa trarne qualche spunto per rendere maggiormente fruibili in maniera permanente i tanti spazi meravigliosi della nostra città da troppo tempo sottovalutati nella loro funzione sociale oltre che economica: The Power of Art!