Avrebbe comprato, a 25 euro ciascuno, molte delle 13.984 preferenze ottenute alle scorse elezioni regionali, ottenendo così il seggio all’Assemblea Regionale Siciliana. Sono quindi già due i neoeletti deputati a essere colpiti da indagini giudiziarie. Dopo Cateno De Luca, eletto nelle liste dell’Udc, assolto appena ieri per il “sacco” di Fiumedinisi, ma posto appena tre giorni fa agli arresti domiciliari con l’accusa di aver evaso quasi due milioni di euro, adesso tocca al più votato dei candidati palermitani del centrosinistra, il quarantunenne Edmondo, detto Edy, Tamajo, eletto nelle liste del Patto dei democratici per le riforme-Sicilia futura

La notizia è rilanciata stamattina dal sito del quotidiano nazionale La Stampa. Tamajo ha accumulato ben 8.038 voti solo nella capitale siciliana nella lista sponsorizzata dall’ex ministro Totò Cardinale, in appoggio al candidato presidente Fabrizio Micari. L’accusa è quella di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione elettorale. Le indagini, coordinate dalla Procura di Palermo, sono state svolte dalla Guardia di Finanza, che hanno sentito elettori comprati e disposti a confermare le accuse

Ma anche atri politici sarebbero sotto la lente di ingrandimento degli inquirenti. Tamajo verrà interrogato nei prossimi giorni. Oltre a lui tre suoi collaboratori sarebbero nei guai: sono Giuseppe Montesano, Cristian D’Alia, Nicolina D’Alia.

Le indagini sarebbero state realizzate attraverso nuovi metodi, in particolare i sistemi di ascolto di ultimissima generazione, i trojan, virus-spia che trasformano telefonini, apparati elettronici, computer e tablet in «macrospie».