Pare proprio voler ripartire alla grande il più antico Teatro lirico della Sicilia, quel Vittorio Emanuele di Messina rimasto chiuso per 72 anni e che adesso prova a recuperare un ruolo di riferimento per il panorama culturale peloritano. Dopo il successo della produzione di Traviata, venerdì 30 novembre a dirigere l’orchestra con musiche di Mozart e Beethoven il grande Vladimir Ashkenazy. Abbiamo parlato dello stato del Teatro con il Sovrintendente Gianfranco Scoglio, impegnato con la Commissaria Daniela Lo Cascio a mettere ordine nella gestione per riprendere il cammino…

Dopo anni di agonia che lo hanno portato ad un passo dalla chiusura, il governo regionale che ne ha la gestione ha cominciato a dare il primo scossone alla fine di agosto con la nomina a Commissario della dirigente della Regione Daniela Lo Cascio, che ha cominciato in brevissimo tempo a mettere ordine nella gestione amministrativa, sinora priva persino dei regolamenti basilari per il funzionamento.

Guanfranco Scoglio

Poi, a metà ottobre, la nomina di una personalità di grande esperienza nella gestione pubblica, l’avvocato amministrativista Gianfranco Scoglio, già Vice presidente della Provincia e direttore generale del comune di Messina.

Daniela Lo Cascio

Al netto dei problemi che restano pesanti, dalla gestione del personale all’esiguità delle risorse finanziarie, prevale l’impegno di questa governance di guardare al futuro provando ad attivare sinergie con altre realtà istituzionali ed imprenditoriali, per giungere a cartelloni e produzioni condivise che riescano ad attirare l’attenzione di quel turismo culturale sempre in cerca di qualità e la specificità del territorio siciliano con i suoi straordinari “teatri di pietra” di epoca greca e romana rappresentano un occasione da troppo tempo sprecata.

Al contempo il management ha ripreso un rapporto con il mondo della scuola e della associazioni presenti sul territorio, offrendo il Teatro come occasione di rilancio dell’impegno artistico, culturale e sociale: se in una città il suo Teatro riparte con una produzione adeguata, diviene immediatamente stimolo per un ciclo virtuoso, capace di incentivare quel senso di appartenenza che alla fine produce benessere, economia, lavoro.

Venerdì 30 novembre il Vittorio Emanuele offre un altro appuntamento di altissimo livello con il Maestro Vladimir Ashkenazy – forse il più grande pianista vivente – che torna a Messina, a distanza di un anno e mezzo dalla memorabile serata del 1 giugno 2017 (quando si esibì per la prima volta nella nostra città in un raffinato ed emozionante concerto per due pianoforti con il figlio Vovka), stavolta come direttore d’orchestra (carriera a cui si è particolarmente dedicato negli ultimi trent’anni), per guidare la formazione del Teatro Vittorio Emanuele.

Di indubbio effetto il programma, comprendente due gioielli mozartiani – l’ouverture da “Le nozze di Figaro” e il celebre Concerto per clarinetto e orchestra – e la Settima Sinfonia di Ludwig van Beethoven.

Solista del Concerto del Salisburghese sarà l’altro figlio di Ashkenazy, Dimitri, interprete di fama internazionale, distintosi tanto nel repertorio classico-romantico che nella produzione novecentesca e contemporanea.

Un concerto davvero da non perdere, sperando che i messinesi, (come i catanesi, i palermitani, etc.) tornino a frequentare i loro Teatri perché da lì, dalla loro arte, dalla Cultura, dai grandi spettacoli, dalla voglia di stare insieme assistendo ad eventi unici, può ripartire quell’entusiasmo di una Comunità capace di superare ogni crisi.

Ne siamo convinti da sempre e come sempre continueremo a supportare, come possiamo, l’impegno di chi si spende con entusiasmo e competenza in questo settore strategico, risorsa irrinunciabile troppo sottovalutata dalle istituzioni pubbliche che, prima o poi, dovranno capire.


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