Oltre a Capuana di 73 anni, sono state arrestate e si trovano adesso ai domiciliari, Fabiola Raciti di 55 anni, Rosaria Giuffrida di 57 anni e Katia Scarpignato di 48 anni. Sei le minorenni, tre delle quali sono divenute maggiorenni, ripetutamente violentate dall'”Arcangelo”, almeno così si faceva chiamare Pietro a capo di una comunità laica a sfondo religioso di Acibonaccorsi, l'”Associazione Cattolica Cultura e Ambiente” fondata da padre Cavalli, deceduto 2 anni fa, all’età di 97 anni

L’indagine, coordinata dal Procuratore Aggiunto Marisa Scavo e dal Sostituto Procuratore Laura Garufi, ha fatto venire alla luce la sequela di abusi sulle minori, grazie alla denuncia di una mamma, che controllando lo smartphone della ragazzina, ha intercettato una chat della quindicenne, che confidava ad una amica, le nefandezze a cui era stata sottoposta da Capuana.

A spiegare chiaramente i particolari dell’operazione sono stati il procuratore Carmelo Zuccaro, i due pm Scavo e Garufi, il questore di Catania Giuseppe Gualtieri e il capo della sezione postale della polizia Marcello La Bella.

Da anni infatti, 25 almeno, andavano avanti le violenze su giovani minorenni, come emerso anche da testimonianze di donne adulte, che in passato, facendo parte della congregazione, avevano subito lo stesso trattamento quando erano adolescenti.

Le ragazzine, come le madri di queste talvolta, si trovavano in uno stato di totale plagio e asservimento, al punto di tollerare queste ultime persino atteggiamenti espliciti di Capuana nei confronti delle minori, in occasione delle riunioni successive all’assemblea, cosiddetta “cenacolo”, che si svolgevano settimanalmente.

L’uomo pretendeva di essere accudito, lavato e pulito, oltre ai rapporti sessuali abituali, anche in gruppo. Qualora le ragazze fossero restie, venivano minacciate e tacciate di non aver fede, oltre ad essere multate e costrette ad effettuare pagamenti in denaro.

Ovviamente, non tutti coloro che facevano e fanno parte del gruppo gestito da Capuana, erano consapevoli o vittime del perverso gioco creatosi. Venivano infatti individuate dall’uomo e dalle tre “reclutatrici”, solo alcune specifiche famiglie e minorenni, ritenute particolarmente malleabili e plagiabili, che venivano costrette a vere e proprie turnazioni per soddisfare le “necessità” dell’uomo. In certi casi erano proprio le madri a condurre le figlie minori tra le grinfie di quello che sia autodefiniva un angelo, comportandosi di fatto da demone.

Nelle case di due delle arrestate è stato trovato anche denaro in contante per un totale di 60mila euro, sulla provenienza dei quali si sta cercando di far luce. Non vi è dubbio che una parte dei proventi della Congregazione venivano dall’attività di produzione e vendita di beni agricoli che fruttava migliaia di euro al mese.