Nella circoscrizione Sicilia 2, sono molti i vinti eccellenti dall’ondata pentastellata, così come sono noti anche quelli che andranno in Parlamento, ad esempio Raffaele Stancanelli con “Fratelli d’Italia”, coordinatore regionale di Diventeràbellissima e unico parlamentare catanese del centrodestra e Valeria Sudano con il Partito Democratico. Tra gli esclusi eccellenti da Camera e Senato, ci sono alcuni dei nomi più noti degli ultimi anni della politica non solo catanese ma anche isolana, come Giovanni Pistorio, ex assessore del governo Crocetta, Giuseppe Berretta del Pd, Nicola D’Agostino, Basilio Catanoso e l’enfant prodige del Partito Democratico alle scorse Regionali, Luca Sammartino, oltre al segretario di “Noi con Salvini” Angelo Attaguile

Questa tornata elettorale, nel rinnovare il Parlamento e successivamente formare un nuovo Governo, ha riservato diverse sorprese, confermando alcune certezze.

Se l’affermazione ancora una volta emblematica del Movimento 5 Stelle, soprattutto in Sicilia, come già successo a Novembre con le Regionali e l’elezione dei “grillini” più noti, vale a dire Mario Giarrusso e Nunzia Catalfo al Senato, Giulia Grillo, Laura Paxia e Simona Suriano alla Camera nel collegio che comprendeva Catania, Acireale e Misterbianco, non ha destato troppa sorpresa, di sicuro hanno fatto scalpore i nomi degli esclusi.

Tutti considerati “cavalli di razza”, prima del voto, ma di fatto battuti dai pentastellati. Tra questi nel collegio di Misterbianco, per la Camera, Giovanni Pistorio dell’UDC, ma sopratutto Luca Sammartino del PD, sono stati staccati di oltre 30.000 preferenze nel caso del primo e quasi 60.000 per il secondo, recordman invece di voti ottenuti, 32.000, alle elezioni regionali del 2017.

A Catania, dura sconfitta sopratutto per il leader di “Fratelli d’Italia” Manlio Messina, ma anche di Giuseppe Berretta, tra i principali esponenti del Partito Democratico, superati da Laura Paxia, anche in questo caso con quasi 70.000 voti per la candidata grillina.

Altri due nomi “quotati” quelli di Basilio Catanoso per il centro destra, in Parlamento dal 2001 e Nicola D’Agostino del PD, recentemente tirato in ballo suo malgrado, nello scandalo che ha portato all’arresto del sindaco dimissionario di Acireale Roberto Barbagallo.

Al Senato della Repubblica, non è andata molto diversamente, perchè i nomi etnei eccellenti delle coalizioni di centro destra e centro sinistra, sono riusciti ad entrare per poco. Raffaele Stancanelli, ex sindaco di Catania e rappresentante di “Fratelli d’Italia”, ha ottenuto l’unico seggio per il suo partito, divenendo anche l’unico catanese del centro destra eletto ed avendo ottenuto 85.061 voti, dopo essere arrivato dietro a Nunzia Catalfo dei 5 Stelle.

Egualmente Valeria Sudano, altra “big” del Partito Democratico, solo per poco è riuscita ad entrare, eletta in Senato con il plurinominale, dopo essere arrivata dietro, all’uninominale, sia alla Catalfo che a Stancanelli.

Non ce l’ha fatta il nome forte della “Lega” in tutto il Sud Italia, Angelo Attaguile, segretario di “Noi con Salvini”, sconfitto all’uninominale ed arrivato dietro a Tiziana Drago nel collegio di Acireale ed escluso anche dal proporzionale, così come Giovanni Burtone del PD che addirittura ha ottenuto un quarto dei voti rispetto alla contendente pentastellata.

Un effetto di certo inaspettato del plebiscito pentastellato nell’Isola, però vede alcuni dei vincitori al proporzionale  eletti anche nei collegi uninominali. Secondo la vigente ed intricatissima legge elettorale, con la doppia elezione, prevale quella nell’uninominale, per aver conquistato i seggi battendo direttamente i concorrenti delle coalizioni. Chi vince nel collegio dunque, cede il posto ai candidati del “listino” a seguire. Il problema è che i 5 Stelle, rischiano di cedere posti, per mancanza di sostituti che possano subentrare.

In questo caso, lo scenario che sembra delinearsi, vede la prevalenza della rappresentanza territoriale con la redistribuzione dei posti tramite un complicato computo degli scarti, ad altre liste concorrenti in Sicilia, anche se è tutto molto incerto.

Il problema opposto lo vivono le altre forze politiche, con alcuni dei rappresentanti eletti grazie al meccanismo che libera un posto qualora vi sia doppia vittoria, vedi Stefania Prestigiacomo, eletta in due listini, a cui subentra Nino Germanà a Messina.