Luigi Licari, ispettore della polizia urbana catanese, in servizio questo sabato ad uno degli ingressi di via del Rotolo, ha impedito ad un giovane in scooter di attraversare le transenne che ne vietavano l’accesso. Il delinquente dopo qualche minuto, spalleggiato da alcuni compari, è tornato sul luogo aggredendo a tradimento il pubblico ufficiale colpendolo alla testa con un casco. Il vigile è stato ricoverato al Cannizzaro cove è stato operato per ridurre un grave edema cerebrale e si trova in coma farmacologico con prognosi riservata. La città è oltre la mafia, siamo alla barbarie. E occorre una reazione durissima e simbolica. PREFETTO E QUESTORE SI MUOVANO!

Cosa può esserci nella testa di una persona, un giovane, che impedito da un vigile urbano a transitare da una strada chiusa al traffico, decide di organizzare una spedizione punitiva tanto da arrivare a rischiare di uccidere un padre di famiglia colpendolo con colpo di casco in testa?

Quanto bisogna essere intrinsecamente criminali per congegnare un’azione simile, peraltro neanche estemporanea o preterintenzionale, ma proprio premeditata, organizzata con la complicità di altri sciagurati complici di chissà quali altre prodezze.

Ma è possibile che non si senta in alcun modo il peso di una riprovazione sociale che evidentemente si è persa?

Possibile che questa comunità sia ormai così corrotta che chiunque può pensare di avere il diritto di aggredire un pubblico ufficiale in servizio senza neanche preoccuparsi delle gravissime reazioni che evidentemente sa bene non ci saranno?

Di fronte ad un fatto del genere si dovrebbe mettere a ferro e fuoco l’intero quartiere, in questo caso Picanello, alla caccia di questi dementi!

Prefetto e Questore dovrebbero mobilitare tutte le Forze dell’Ordine della città, ogni corpo, militari dell’esercito compresi, a girare casa per casa, a fermare ogni scooter, moto, auto, bicicletta che entra od esca dalla zona, fino alla consegna dei responsabili!

Non può passare il messaggio che un Servitore dello Stato in servizio, fosse anche l’incarico più modesto e banale, possa essere ridotto in coma senza che si scateni una reazione anche plateale.

In attesa che chi deve si svegli invece di continuare ad organizzare patetiche cerimonie per firmare ridicoli “protocolli di legalità” utili solo alle loro melense fotografie, esprimiamo all’ispettore Luigi Licari tutta la nostra vicinanza e la nostra solidarietà al Comandante ed al corpo dei Vigili Urbani di Catania.

Ma ci aspettiamo che sia dato subito il messaggio alla città, ai suoi cittadini per bene ed ai delinquenti impuniti: GLI UOMINI DELLE FORZE DELL’ORDINE NON SI TOCCANO!

La gente per bene di questa città ha bisogno di sapere che non può essere consentito che chi lavora vigilando sulla sicurezza della comunità possa essere così balordamente oltraggiato senza che accada nulla.

Se viene consentito anche questo, è saltato ogni presidio ed i responsabili avranno un nome ed un cognome: chi non ha fatto il proprio dovere!