Una fiumana di auto segna l’argine tra la II e la III Circoscrizione: è solo uno degli storici nodi del traffico catanese quotidianamente “arricchito” da incidenti, sosta selvaggia e lavoratori disperati in cerca di un accesso al cuore commerciale della città. Al via il confronto tra i quartieri per sbloccare la situazione. Ecco le proposte

Ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria. si sa. E a quanto pare, il principio di Newton vale tanto per la dinamica quanto per la politica. Così, quando si affronta la questione viabilità, il confronto non può che sollevare esigenze differenti.

Senza dubbio, per affrontare di petto il problema del frenetico viale Vittorio Veneto, è necessario un cuor di leone. I commercianti e i lavoratori degli uffici lamentano una snervante carenza di stalli a pagamento, già abituati da tempo a non invocare quelli gratuiti. I sostenitori della mobilità alternativa vorrebbero invece uno spazio per i ciclisti e l’ottimizzazione dei mezzi pubblici tra i bus e i nuovi tragitti della metropolitana che dovrebbero essere consegnati alla città entro febbraio 2017. Poi, ci sono loro: gli automobilisti indiavolati, quelli che da sempre attraversano la doppia striscia continua rallentando il traffico e causando incidenti.

Con l’intento di ascoltare la cittadinanza, la II e la III Circoscrizione hanno avviato il confronto per risolvere il “nodo Veneto”. Si è partiti dalla proposta di spostare al centro del viale la corsia riservata agli autobus ma l’apocalittica previsione di un risultato simile a via Dusmet, ha scongiurato immediatamente un fallimentare bis degli Archi della Marina.

Dunque, come intervenire? La maggioranza dei due consigli ha virato verso una posizione opposta a quella di partenza: trasformare l’attuale corsia preferenziale in stalli per le auto nel tratto da piazza Michelangelo all’incrocio con Corso delle Province. Per evitare le frequenti e pericolose inversioni di marcia, invece, si pensa a cordoli che separino le corsie.

L’eliminazione della corsia in cui attualmente si avvistano rari esemplari di bus AMT, sarebbe una mossa preparatoria all’apertura delle tratte metropolitane Nesima-Borgo (prevista per novembre) e Stazione Centrale-Piazza Stesicoro (promessa per febbraio). In questo caso, infatti, è presumibile che le linee AMT perderebbero ancora più utenze. Considerando che in un’ora e mezza di seduta itinerante abbiamo avvistato un solo bus, è un effettivo spreco mantenere una corsia preferenziale?

Non si sono fatte attendere le opposizioni di alcuni consiglieri, secondo cui l’abitudine di dover posteggiare proprio davanti l’ufficio o il negozio d’interesse sarebbe un’abitudine malsana. Ma si può ridurre la questione a un’immaturità civica dei catanesi? Già per la pista ciclabile del Lungomare, abbiamo ragionato su quanto sia utile comprendere la comunità e aiutarla a maturare evitando cambiamenti coatti che sprecano risorse e vengono ignorati dai cittadini.

Potremmo fare anche gli esempi del bike sharing, della tolleranza a singhiozzo per la sosta selvaggia in via Etnea, dell’atavico caso di Corso delle Province, dell’effimero concetto di “decoro” quando si stanzia un milione di euro per il muro del Tondo Gioeni ma le piazze della città sono abbadonate (vedi Piazza Tricolore, Piazza Bonadies, Piazza I Vicerè, Piazza Vittime del Dovere e  molte altre ancora).

Perché l’ascolto e la comprensione della comunità non riguarda solo la viabilità ma la gestione della cosa pubblica. Si chiama “politica”.