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Via Etnea, commercianti contro lo Street Control: “Strisce blu come soluzione”

Molti catanesi hanno cominciato a tremare sin dall’annuncio del nuovo sistema che seleziona (e sanziona) i veicoli irregolari attraverso telecamere installate sul tettuccio delle auto della polizia municipale. Solo una questione di educazione e civiltà? Via Etnea propone il tema come una patata bollente

Via Etnea incrocio con via Ingegnere. Un’assolata mattina di maggio affolla vivacemente l’arteria del cuore cittadino che, come sempre, dopo piazza Borgo, somiglia più a una processione di automobilisti spazientiti che a un luogo di passeggio.

Sui marciapiedi, pochi pedoni. Sul ciglio della strada, una sfilza lunghissima di auto in sosta. “Scusi, ma qui si può posteggiare?” chiediamo a una pattuglia di vigili urbani che presidia un piccolo cantiere proprio a ridosso della colonna selvaggia di auto. La risposta è chiaramente negativa come già emblematicamente espresso dai segnali stradali. Ci allontaniamo con qualche riserva su come possa funzionare talmente bene a Catania la divisione dei compiti tra gli ausiliari del traffico. Cioè, come spesso accade a Ognina, i vigili urbani che devono gestire il traffico o piantonare dei lavori in corso, non vedono tutto il resto. D’altronde, questa è la terra del “Nenti sacciu, nenti visti e nenti vogghiu sapiri”.

Eccesso di critiche? Forse, in città come Catania abituate all’autogestione, un po’ di pazienza (nonostante le regole) si traduce in corretta benevolenza? Mentre stiamo mettendo in dubbio la nostra vis polemica, ecco che vediamo passare il tanto temuto Street Control. Pioggia di multe.

Effettivamente, la municipale ha avvisato chiunque glielo abbia chiesto che lì non si può sostare. Se poi l’automobilista si è semplicemente fidato della confortante sfilza di auto posteggiate senza multa sul cruscotto accanto a una pattuglia… Beh, fatti suoi. La legge non ammette ignoranza. Ma è davvero così che si aiuta una comunità a crescere civilmente?

Se lo sono domandato – o meglio, lo stanno domandando alla politica – i commercianti di via Etnea nel tratto compreso tra viale XX Settembre e il Tondo Gioeni. Non analizzare le cause di un preciso atteggiamento da parte dei cittadini e non cercare soluzioni a norma di legge per le loro esigenze, preferendo l’occasionale e arbitraria sanzione, a cosa porta? Alle polemiche, senza dubbio.

Così, la grave carenza di posti auto lamentata dai commercianti – di cui si è fatto portavoce il barbiere Palazzo con una petizione – è arrivata ai consiglieri della III Circoscrizione Dario Grasso e Alessandro Lagati. La richiesta è di ridimensionare il marciapiede del lato destro di via Etnea tra viale XX Settembre e il Tondo Gioeni per inserire nuovi stalli a pagamento per la sosta temporanea. Sembra infatti che l’aumento delle sanzioni e l’assenza di regolari posti per le auto stia gravemente incidendo sulle attività commerciali della zona.

Una soluzione possibile o una proposta irrealizzabile? Indubbiamente, la corretta gestione del territorio dovrebbe favorirne lo sviluppo e non rimpinguarsi le tasche sempre a discapito dei cittadini, dovrebbe tutelare e proteggere la comunità e non favorire le sanzioni a campione senza, dall’altra parte, proporre una soluzione. Quindi, che questa proposta sia quella giusta o meno, a dover cambiare, forse, dovrebbe essere l’approccio e l’ascolto alla città.
Il dibattito è aperto, confidiamo in un confronto tra le parti.



Un commento

  1. cittadino

    In una città moderna, i servizi pubblici funzionano e quindi alla base c’è la consapevolezza che non posso entrare in zone a traffico limitato.
    In una città moderna ci sono parcheggi scambiatori che sono utilizzati poichè usufruirne è sinonimo di mobilità sostenibile efficace ed efficiente.
    In una città moderna, i commercianti non posteggiano davanti alle proprie botteghe le loro autovetture, spesso con la compiacenza degli addetti alle zone blu rosse o a pois ed anzi stipulano convenzioni con rimesse immediatamente nelle vicinanze o magari poco distanti.
    in una città moderna, si posteggia se c’è posto, in prossimità dell’esercizio commerciale meta delle nostre spese, se non c’è magari ad un centinaio di metri per fare muovere le gambine ed i piedini.
    In una città moderna tutte le zone sono uguali e non ci sono zone ove il caos la fa da padrone, complice l’assenza di controllo.
    In una città moderna non ci sono i posteggiatori abusivi a cui si lasciano le chiavi poichè ci fà comodo lasciare il mezzo in doppia, tripla fila, davanti agli uffici dell’ASP, poichè in una città moderna, gli uffici, sede di intensa affluenza di utenza, sono dislocati in zone facilmente accessibili e che dispongono di grandi spazi “pubblici” gestiti con tutti i servizi annessi.
    In una città moderna… già in una città moderna… peccato che Catania non lo è e mai lo sarà.

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