Un anfiteatro strapieno di gente, professori universitari, politici, medici, giornalisti, gente comune e anche gli assessori regionali Ruggero Razza, Marco Falcone e Sandro Pappalardo, ha salutato l’apertura della campagna elettorale di Raffaele Stancanelli al Senato nel collegio uninominale di Catania e di Manlio Messina nello stesso collegio ma per la Camera, alle Ciminiere. Fra tutte le presenze, la più attesa è stata quella di Giorgia Meloni, presidente nazionale di Fratelli d’Italia. Un discorso lungo il suo nel quale ha anche voluto togliersi qualche sassolino dalla scarpa soprattutto dopo le recenti polemiche legate al museo egizio di Torino dei giorni scorsi. Meloni aveva stigmatizzato la decisione del direttore del museo di far pagare solo un biglietto alle coppie di lingua araba

“Sono stata accusata di razzismo -ha esordito la presidente di Fratelli d’Italia- perché mi sono permessa di dire che l’iniziativa del museo egizio era discriminatoria. Apriti cielo, lesa maestà perchè parlare di cultura a me che sono di destra, secondo i miei avversari politici, non sarebbe consentito. La cultura è un argomento esclusivamente loro. Invece volevo spiegare al direttore del museo, che guadagna ben 120mila euro all’anno, che è singolare che si faccia pagare un biglietto ridotto alle coppie di lingua araba se pensiamo che gli antichi egizi non erano neanche arabi, quindi non si capisce di quali origini arabe si stia parlando”. Rivolgendosi poi al premier Paolo Gentiloni che a Catania aveva definito “bellissima” l’idea di trasferire nel capoluogo etneo una sezione del museo egizio, Giorgia Meloni ha gridato: “a Catania non c’è bisogno di mummie, caro Gentiloni, ma di giovani, e i giovani se ne stanno andando!”.

Prima ancora sul palco, acclamati dalla platea subito dopo le note dell’inno di Mameli, erano saliti Manlio Messina e Raffaele Stancanelli, i due candidati padroni di casa alle Ciminiere.

“Con noi la Sicilia riparte, Fratelli d’Italia vuole dare seguito agli sforzi della nostra giunta regionale e per questo dedica, nel suo programma elettorale, ampio spazio alla questione meridionale -ha affermato Messina-. Il nostro è un impegno fattivo non campato in aria per parlare alla pancia della gente. A sostegno della mia candidatura ho una solida comunità presente e legata al territorio, la mia candidatura è frutto di un’attività politica costante che certifica l’impegno di Fratelli d’Italia nell’evitare i candidati calati dall’alto e privi di merito. Il nostro è un partito di patrioti, l’impegno di Giorgia Meloni al sud certifica la fortissima volontà di investire davvero sulla nostra terra ed è per questo che il 4 marzo sarà una data importantissima per l’Italia e per tutti i siciliani”.

“La nostra Sicilia deve diventare bellissima ma prima ancora deve diventare normale -ha detto Stancanelli-. La vittoria del centrodestra, di Fratelli d’Italia a livello nazionale, ci consentirà di portare avanti i valori di tantissimi siciliani che credono e si riconoscono nel nostro movimento, lo stesso che ha portato al governo regionale Nello Musumeci. Ringrazio Giorgia Meloni che sta dando, a me e a #diventerabellissima, la possibilità di portare anche a livello nazionale le nostre idee, i nostri programmi e i nostri progetti. Avere una rappresentanza forte al Parlamento -ha concluso il coordinatore regionale del movimento fondato da Nello Musumeci- rafforzerà sicuramente il nostro governo regionale e quindi il nostro territorio”.