Botta e risposta a colpi di denunce ai magistrati tra il Codacons, il Ministero della Salute e il quotidiano nazionale “La Repubblica” sui vaccini somministrati ai bambini

Ieri il quotidiano diretto da Mario Calabresi pubblica la notizia della denuncia che il Ministero ha presentato alla procura di Roma contro il Codacons per procurato allarme, titolando “L’associazione dei consumatori aveva denunciato per l’ennesima volta la pericolosità dell’immunizzazione per i bambini. Questa volta di fronte alla bufala il Ministero ha deciso di non restare a guardare”.

Il giornale, nel corpo dell’articolo di Elena Dusi pubblica anche tre dichiarazioni, una dell’Aifa, l’Agenzia del Farmaco, una del Ministero e quindi quella dell’Istec, l’Istituto di Scienza e Tecnologia dei Materiali Ceramici del Cnr.

Nell’articolo del quotidiano nazionale è scritto che “L’associazione dei consumatori aveva presentato un esposto-denuncia per omicidio colposo, commercio e somministrazione di medicinali guasti, (alla Procura di Catania ndr) citando 13 casi di bambini morti per colpa – sostiene il Codacons – dei vaccini. Subito l’Aifa si è attivata per controllare il contenuto della denuncia. Innanzitutto i 13 casi non erano avvenuti in Italia, ma nel mondo. Poi, ha aggiunto l’Agenzia del Farmaco, “non c’è nessuna relazione accertata fra queste segnalazioni e i vaccini. Già a maggio di quest’anno il Codacons aveva denunciato il ministro della Salute Lorenzin e l’Agenzia per il farmaco per abuso d’ufficio, omesso controllo e favoreggiamento delle case farmaceutiche”.

Le affermazioni del Codacons risultano destituite di ogni fondamento e volutamente dirette a creare panico tra la popolazione” è la dichiarazione del Ministero pubblicata. “Il Codacons cita come autori dello studio la ricercatrice del Cnr Antonietta M. Gatti e il farmacologo Stefano Montanari. Ma anche questa volta si tratta di un’informazione falsa” conclude il Ministero.

La Repubblica prosegue con la dichiarazione di Anna Tampieri, direttrice dell’Istec: “La dottoressa Gatti non ha nulla a che fare con noi”. “E’ stata associata del nostro Istituto per motivi completamente diversi dallo studio dei vaccini, ma il mese scorso abbiamo votato la fine di questo rapporto”. Gatti, laureata in fisica, è diventata professoressa di odontoiatria all’università di Modena. Con Montanari, il marito, ha aperto un laboratorio privato per l’analisi delle nanoparticelle, la Nanodiagnostics. “E’ un’esperta di microscopia elettronica e si è dedicata allo studio delle nanoparticelle. Il Cnr le ha concesso l’associatura in cambio della possibilità di utilizzare in comodato d”uso uno strumento molto prezioso: un microscopio elettronico a scansione di cui lei disponeva all’università di Modena. Ma il suo progetto di ricerca sulle piante è finito 5 anni fa e non ha coinvolto personale del Cnr. Presso di noi non si è mai occupata di vaccini e da un paio d’anni non la vediamo più”.

Stamattina il Codacons Sicilia passa al contrattacco e diffonde un comunicato in cui annuncia di querelare, a sua volta, il quotidiano La Repubblica.

“La sede regionale del Codacons -si legge nella nota dell’associazione- ha deciso di querelare il quotidiano “La Repubblica” il quale, lasciandosi prendere troppo la mano dalla caccia alle “fake news” tanto di moda in questo periodo, in un articolo pubblicato ieri sul web ha accusato il Codacons di aver creato una “bufala”, che tuttavia bufala non era affatto, essendo lo studio dei ricercatori (oggetto di esposto dell’associazione) regolarmente pubblicato.

Allo stesso modo il Codacons querelerà nelle prossime ore chiunque associ il nome dell’associazione al termine “bufala” o accuserà l’organizzazione di affermare che i vaccini sono dannosi, tesi mai sostenuta dal Codacons.

Siamo invece lieti della denuncia del Ministero, perché grazie ad essa sarà finalmente possibile fare luce su alcuni aspetti delle vaccinazioni che preoccupano migliaia e migliaia di famiglie italiane, capire se lo studio dei ricercatori Montanari e Gatti sulle sostanze contenute nei vaccini sia veritiero e attendibile, e soprattutto verificare i 13 decessi sospetti di bambini registrati negli ultimi mesi in Italia – e non nel mondo, a differenza di quanto sostenuto ieri da Aifa – decessi che non sono emersi dallo studio dei due ricercatori ma da articoli e inchieste giornalistiche, e che meritano di essere approfonditi, nell’interesse delle famiglie” conclude il Codacons Sicilia.