Lo scorso 10 giugno, Sudpress ha sollevato l’incredibile caso del pagamento irregolare di ben 856.000 euro in favore della ditta SIGENCO. Ci sono un paio di novità.

La vicenda la sintetizziamo, ma consigliamo la lettura dell’articolo originale “L’Università di Catania e gli 856 mila euro pagati due volte”, con la visione di tutti i documenti allegati.

In pratica, la ditta SIGENCO, vincitrice dell’appalto per la costruzione della ormai chimerica “Torre Biologica”, di cui non si hanno più notizie nonostante si continuino a spendere milioni, aveva ceduto i propri crediti ad una banca ed in occasione di un pagamento di  ben 856.000 euro, l’Università aveva “dimenticato” questa circostanza, pagando direttamente a SIGENCO

Tra l’altro con un bonifico eseguito addirittura il giorno prima che venisse protocollata la fattura. Pazzesco.

A distanza di qualche tempo, la banca cessionaria richiedeva il pagamento dovuto che otteneva con decreto ingiuntivo accordato dal tribunale di Catania.

Il nostro articolo, come già accaduto per altri fatti, sempre più numerosi, accaduti nel nostro Ateneo, rendeva pubblico un evento di enorme gravità, sollecitando l’individuazione di una soluzione e, ovviamente, l’accertamento di responsabilità.

Così, interviene il consiglio di amministrazione presieduto dal rettore  Giacomo Pignataro riunitosi il 29 maggio 2015. Alle ore 15.30.

Il punto “scabroso” viene messo al diciannovesimo posto dell’ordine del giorno, come fosse una sciocchezzuola.

Il rettore Pignataro da la parola al direttore generale Portoghese che ci mette ben sei pagine di verbale per relazionare il consiglio su questo inescusabile pasticcio, utilizzando tesi a giustificazione che definire fantasiose è decisamente riduttivo.

Alla fine di questa brillantissima relazione, il CdA autorizza il doppio pagamento di 856.000 euro, a spese dei contribuenti naturalmente, e chiude la delibera n.253 con l‘ennesima intimazione mai rispettata:

“Il Consiglio dà mandato al direttore generale perché si proceda alla formalizzazione delle relative denunzie alle competenti autorità (Procura della Repubblica e Corte dei conti), riportando tutti i fatti e le circostanze rappresentati nell’istruzione predisposta dagli uffici, e si agisca al fine di consentire il recupero delle somme nei confronti della SI.GEN.CO s.p.a., che ha, del resto, già riconosciuto il proprio debito nei confronti dell’Università, secondo quanto risulta dalla documentazione allegata.

Il Consiglio dà, altresì, mandato al direttore generale perché, accertate le eventuali responsabilità derivanti dal colposo operato, attivi le procedure necessarie ad assicurare il pieno ristoro dei danni subìti dall’Amministrazione a causa del “doppio pagamento”, con gli eventuali recuperi delle somme stesse, anche attraverso l’escussione della polizza assicurativa. Il direttore generale è invitato a relazionare su quanto fatto nella prossima seduta del Consiglio di amministrazione.”

Più chiaro di così.

Scarica il Verbale del 29 maggio 2015 punto 19 Doppio pagamento Sigenco

E veniamo all’attesa “prossima seduta del Consiglio di amministrazione”, che si svolge il 26 giugno 2015. Sempre alle 15.30.

L’argomento non è neanche posto all’ordine del giorno ufficiale, ma relegato tra le “comunicazioni del rettore” Pignataro.

Pignataro “comunica” intanto qualcosa di quanto meno non veritiero, affermando che il direttore generale avrebbe ottemperato al mandato conferitogli dal precedente CdA, che invece aveva ordinato a Portoghese di trasmettere gli atti alla autorità giudiziaria.

Infatti, Pignataro informa i componenti del CdA di aver ricevuto sull’argomento una nota da parte del direttore generale Portoghese, prot. n. 80014 del 26 giugno, lo stesso giorno della seduta del consiglio,

Questa nota, molto stranamente, viene consegnata ai consiglieri presenti alla seduta e non allegata al relativo verbale. Chissà perché.

Anch’essa, per come riportato nelle sue “comunicazioni” dal rettore Pignataro, brilla per fantasia ed in ogni caso dimostra di non aver ottemperato al chiarissimo mandato conferito dal CdA anela precedente seduta: “procedere alla formalizzazione delle denunce all’autorità giudiziaria; individuare i responsabili e, persino, escutere le loro polizze assicurative, oltre a relazionare.”

Nulla di tutto questo è stato fatto, altro che ottemperare, ed hanno pensato bene di uscirsene alla grande con una noterella neanche allegata al verbale.

Intollerabile.

In ogni caso, per l’Ateneo catanese altri 856.000 euro buttati.

Ma non è tutto.

Considerato che si parla della vicenda SIGENCO, il rettore Pignataro propone al CdA, che naturalmente approva, di anticipare la discussione del punto 4 dell’ordine del giorno aggiuntivo: “Conferimento incarico”.

Il rettore Pignataro da la parola al Direttore Generale Portoghese, (che per il precedente punto, pur presente, non ha relazionato ma trasmesso una misteriosa nota), il quale spiega ai consiglieri che per tentare di recuperare gli ormai perduti 856.000 euro occorre fare causa al Fallimento SIGENCO , dando mandato di rappresentanza legale ad un professionista di chiara fama. 

Il verbale della seduta da conto di una breve discussione, al termine della quale, a voti unanimi, il CdA delibera di affidare il prestigioso e complicato incarico al Prof. Avv. Pierpaolo Sanfilippo.

Interessante questa nomina per il carico di coincidenza che la caratterizza.

L’avv. Sanfilippo è notoriamente allievo del prof. Avvocato Vincenzo Di Cataldo, con il quale ha scritto numerosi libri e pubblicazioni.

Libro Di Cataldo Sanfilippo 

Libro Di CataldoSanfilippo 2

 

Il prof. Vincenzo Di Cataldo è l’avvocato di …SIGENCO.

Sigenco

 

L’Accademia è Accademia.

 Scarica il Verbale del 26 giugno relazione DG e incarico Sanfilippo