Comincia in salita e per di più ad ostacoli l’era “basiliana”. In Senato Accademico forte imbarazzo per la sfacciata richiesta fatta al neo rettore da parte di alcuni senatori di rispettare gli accordi elettorali: di che si tratta? Oggi seduta del CdA appena “rinnovato” con i consiglieri nominati da Pignataro e confermati da Basile. Interessanti i punti 5, 7 e quello “aggiunto” a meno di 24 ore dall’adunanza che mette in ballo 800 mila euro dei contribuenti.

Entra nel vivo la gestione dell’Ateneo catanese da parte del Magnifico Rettore Francesco Basile ed abbiamo già visto come i primi atti ne stiano caratterizzando l’indirizzo.

Il primo consiglio di amministrazione vedrà, a partire dalle 15, i neo nominati impegnati nella trattazione di ben 69 punti decisi dal rettore più uno aggiunto in extremis. Ed un motivo c’è.

Ovviamente approfondiremo l’analisi al termine delle decisioni, ma anticipiamo 3 punti che ci sembrano particolarmente significativi.

Il punto 5 anticipa la “chiamata” di alcuni professori di prima fascia, i cosiddetti “ordinari”, dal costo annuo di circa 130 mila euro.

La proposta che viene dagli uffici ripropone “pedissequamente”, in pratica un copia e incolla, quella già tentata da Pignataro per il CdA previsto per il 2 agosto, quando era già stato dichiarato decaduto e pensava di poter scendere in campo come successore di se stesso perché ancora nessuno gli aveva chiarito che non era eleggibile.

Addirittura l’odierna proposta del Rettore Basile ha proprio la data corretta a penna su quella dell’epoca Pignataro!

Tra le chiamate di nuovi professori ordinari, spicca quella prevista per il dipartimento di Economia e Impresa che si è improvvisamente deciso a richiedere addirittura un Ordinario per una materia, Diritto Amministrativo, che in quel corso di studi appare del tutto residuale, tanto da essere sinora brillantemente e del tutto sufficientemente insegnata, ad Economia, da un Ricercatore in forza al Dipartimento, come è normale che sia, di Giurisprudenza.

Da segnalare che la sensazione che questa “chiamata da 130 mila euro” di un Ordinario esterno sia una forzatura si ricava dalla presa di posizione niente meno che della presidente del corso di laurea di Economia, la professoressa Tiziana Cuccia, che fa mettere a verbale: ” il proprio voto contrario in quanto la proposta non ha seguito un chiaro processo decisionale e non rientra nelle priorità dei progetti formativi dei corsi di laurea del Dipartimento.” Ma “loro” vanno avanti, non importa tanto pagano i ragazzi.

Poi magari, per mera coincidenza, capiterà che questo Ordinario sia proprio un catanese in forza presso altro ateneo e per puro caso figlio di qualche direttore di dipartimento. Solo voci.

In ogni caso bisogna anche dire che se proprio Economia avesse dovuto davvero incrementare la docenza di questa materia, avrebbe potuto (probabilmente “dovuto”, considerati i costi) attingere al capiente bacino dei docenti già presenti in Ateneo che  proprio per questa materia ne ha già a stipendio ben 8 di cui 5 a Giurisprudenza!

Nel frattempo, mentre scriviamo, ci giunge notizia di una  “integrazione” agli atti del CdA con cui il Rettore informa incredibilmente di essere a conoscenza che il termine per le chiamate dei professori è scaduto lo scorso 31 dicembre ed alla data odierna non vi è alcuna proroga, proponendo nonostante ciò a deliberare favorevolmente.

Da cosa dipende questa urgenza? Di certo giustifica i sospetti che non sia del tutto Lum-inosa. Vedremo.

Gli altri punti all’odg di particolare interesse sono il 7 e quello aggiunto.

Col punto 7 il rettore propone di avviare l’iter per la nomina del nuovo direttore generale attraverso avviso pubblico, in sostituzione di Federico Portoghese dichiarato decaduto il 29 luglio 2016 e che continua ad esercitare inspiegabilmente le funzioni, avendo tra l’altro, stiamo approfondendo, bandito in piena campagna elettorale un numero senza precedenti, pare diverse centinaia, di selezioni per contratti di lavoro a tempo determinato. Vedremo a breve anche questo.

Il Rettore Basile, nell’inserire il punto 7 non aveva però considerato che un’altra tegola si abbatte sul nuovo CdA: la proposta di transazione fatta pervenire dall’ex Direttore Generale Lucio Maggio che ha già vinto la sua causa per la cacciata operata da Pignataro e dichiarata illegittima dal Tribunale di Catania. Questi giochini rischiano di costare, con relativo danno erariale, oltre 800 mila euro ai contribuenti e Maggio ha lanciato una proposta difficile da respingere, rinunciando ai risarcimenti in cambio del riconoscimento del suo ruolo in Ateneo. Un’offerta in pratica di un risarcimento morale e professionale per i danni subiti con il licenziamento illegittimo.

Per quanto accaduto in Senato accademico, stiamo effettuando le dovute verifiche e ne daremo notizia appena in possesso.

Insomma, un pomeriggio complicato con decisioni che potranno pesare non poco sul prosieguo di questa amministrazione che più che in “continuità” rischia di essere proprio identica.