Il CdA dell’Ateneo già nel 2009 faceva riferimento esplicito alla prescrizione “della clausola risolutiva” nel caso di mancato finanziamento. Ma non venne apposta. I documenti originali del “Contratto preliminare di vendita di cosa futura” del 2007 e dell’Atto di transazione”, entrambi firmati  dall’attuale direttore generale dell’Ateneo di Catania Federico Portoghese. Che dovrebbe indagare

L’articolo “L’incredibile “transazione” da 700.000 euro. Per niente” pubblicato lo scorso 18 maggio continua a suscitare grande attenzione nei nostri lettori e commentatori, molti dei quali inviano ulteriori segnalazioni su un affare che appare sempre più strano.

Dagli ultimi documenti, che come sempre pubblichiamo in calce, apprendiamo che il Consiglio di Amministrazione dell’Ateneo era fermamente convinto che nella stipula dei contratti relativi al progetto “Residenze Universitarie” approvato nel 2007 fosse presente, “in tutti e tre”, la clausola risolutiva nel caso di mancato finanziamento da parte del Ministero.

Peraltro, pare che il relatore della delibera di approvazione, l’altra direttore amministrativo Federico Portoghese, abbia mai ritenuto rilevante informare l’allora consiglio di amministrazione che si stava affidando un progetto da 14 milioni 300 mila euro ad una società appena costituita con un capitale di 10.000 euro e che “prometteva” di vendere un terreno non ancora suo. Quisquilie.

Nel verbale del CdA del 30 gennaio 2009 si legge infatti: “Si precisa che i suddetti tre contratti (riportati alle lettere a, b e c), per come prescritto dal Consiglio di amministrazione, sono stati tutti sottoposti alla condizione sospensiva che il Miur, mediante propria comunicazione ufficiale, approvasse il progetto (con relativa richiesta di cofinanziamento) presentato dall’Università di Catania entro il termine del 31 dicembre 2008. In caso di mancato avveramento della condizione, entro l’indicato termine, le parti contraenti sarebbero rimaste sciolte dagli obblighi contrattuali, a tutti gli effetti di legge.”

Ora, come abbiamo visto, nel contratto con la società (da 10.000 euro di capitale costituita appena prima di vedersi approvato un progetto da oltre 14 milioni di euro), Residenze srl di Andrea Maccarrone, questa clausola “prescritta dal consiglio di amministrazione” il direttore Portoghese non ritenne di apporla, nonostante l’esplicito invito del notaio Pittella.

In questo caso, o il direttore generale (allora “amministrativo”) Portoghese ha violato la “prescrizione” del CdA o il verbale contiene un clamoroso falso.

Sarebbe interessante, poi, verificare se negli altri due contratti del “Progetto Residenze”, (quello per il “Campus Mongibello” della ICA Immobiliare srl e “Residenza Agathae” della Politi srl) , questa benedetta (ed ovvia) clausola risolutiva fosse presente o meno.

Certo è che l’unico contenzioso sorto, con tanto di “transazione mostre” da 700.0000 euro, è proprio quello relativo al “Campus Lachea” di Residenze srl, mentre gli altri due si sono “risolti” come per incanto senza alcun danno per l’Università.

——————————————————————————————Restano da chiarire alcuni dubbi sollevati da nostri commentatori, precisando che non è ad un giornale che deve chiedersi come sia possibile che non accada nulla a seguito di certe inchieste giornalistiche.

All’epoca della stipula del contratto, 30 novembre 2007, non esisteva ancora la figura del direttore generale, mentre le funzioni erano esercitate dal direttore amministrativo che all’epoca era il direttore Federico Portoghese che firmò il contratto.

Vero che il 27 novembre, due giorni prima della stipula, si tenne una riunione preliminare tra le parti ed alla presenza di altri funzionari dell’Ateneo presso lo studio del notaio Arturo Pittella.

Vero, come confermato dal notaio in sede giudiziaria, che in quella sede si pose la questione della clausola risolutiva in caso di mancato finanziamento da parte del ministero, che però nell’atto definitivo non compare, provocando il danno in atto.

Vero che la stipula definitiva del “contratto preliminare di vendita futura” avvenne 3 giorni dopo, il 30 novembre alla sola presenza del direttore amministrativo Federico Portoghese e del’amministratore unico della società unipersonale  Residenze srl Andrea Maccarrone, che firmarono senza l’ausilio di testimoni, come invece avverrà in data 16 giugno 2014 in occasione della firma dell’atto di transazione, cui parteciperanno anche gli avvocati Reina e Danzuso per l’Università e Puglisi per Residenze srl.

Vero, infine (almeno per ora) che  il Magnifico Rettore Giacomo Pignataro con la sua nota dispositiva 63632 del 29 maggio 2014, ha disposto di eseguire la prescrizione dell’Ufficio Legale d’Ateneo di avviare “un’indagine (anche, eventualmente,con l’ausilio degli Organi di controllo contabile dell’Ateneo) sulla eventuale responsabilità amministrativo contabile per danno erariale indiretto”, dandone mandato all’attuale Direttore Generale…Federico Portoghese.

Esattamente come accaduto per l’altra vicenda sollevata da SUDPRESS nell’articolo “Spese pazze all’Università di Catania? 22mila euro per una porta scorrevole” di cui ancora non si hanno notizie.

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I DOCUMENTI

Verbale CdA 30.01.2009

Contratto preliminare di vendita di cosa futura Atto di Transazione

 Atto di Transazione