Dopo i 520.000 euro affidati senza gara e l’appalto finito all’Anticorruzione, il servizio viene aggiudicato alla ditta del figlio del precedente aggiudicatario per quasi 800.000 euro l’anno, ma appena 11 giorni dopo la stipula del contratto l’amministrazione Pignataro “si accorge” che “è sopravvenuta l’esigenza…”  Altri 139.00 euro fuori gara

L’Università di Catania è “Magnifica”, ormai lo abbiamo capito ed a darcene conferma le recentissime classifiche del Censis e del Sole 24 Ore che la collocano agli ultimi posti in assoluto. Nel mondo.

Quella dell’autorevole quotidiano economico evidenzia il totale disastro dell’ultimo anno in cui, dal 2014, l’ateneo catanese sotto la guida del rettore Giacomo Pignataro, in questi giorni in Israele per una visita istituzionale, è riuscita a perdere ben 5 posizioni, attestandosi tra le ultime 6 università d’Italia e, clamoroso, all’ultimo posto in assoluto per “attrattività”.

Ma veniamo al caso di cui intendiamo occuparci, il servizio di vigilanza, che continua a riservare colpi di scena interessanti nonostante gli allarmi già lanciati.

Con l’articolo “L’Università di Catania e la vigilanza “de facto”: altri 520.000 euro senza appalto” si erano sollevate questioni di notevole interesse, non solo amministrativo.

Poi avevamo seguito l’iter della gara d’appalto, con la conclusione che si erano prodotti ricorso al TAR e denuncia all’Autorità Nazionale Anticorruzione che sta esaminando la questione. (vedi articolo Università: L’appalto milionario per la vigilanza finisce all’Anticorruzione).

Veniamo agli ultimi avvenimenti.

Dopo la contestata aggiudicazione alla ditta New Guard, il cui titolare è Rosario Pietro Paolo, (figlio del titolare della Nuova Invincibile, Domenico Pier Paolo, che ha gestito sinora lo stesso servizio, affidamenti compresi), l’amministrazione Pignataro stipula finalmente l’agognato contratto.

Siamo al 18 giugno del 2015.

Le parti, il direttore generale Federico Portoghese per l’Università e il ragionier Rosario Pietro Paolo per la New Guard, danno seguito agli esiti dell’aggiudicazione: 791.721,91 euro per ogni anno di servizio di vigilanza. (vedi il contratto del 18 giugno 2015 per il servizio di vigilanza New Guard)

Occorre segnalare che la vicenda degli affidamenti diretti era stata oggetto di attenzione da parte del consiglio di amministrazione, che nella seduta del 29 aprile si era trovato costretto a “sanare” la procedura adottata, concludendo la propria delibera con l’ormai consueta formula “salva coscienze“: “Il Consiglio, infine, conferisce mandato al direttore generale per l’accertamento di eventuali responsabilità in ordine ai difetti procedurali emersi dalla relazione degli uffici e per l’adozione di tutti gli atti conseguenziali.” (vedi pag.105 punto 50 del verbale CdA del 29 aprile 2015)

Quindi le problematiche relative alle “esigenze” della vigilanza erano più che note al momento della stipula del contratto definitivo.

Ma appena 11 giorni dopo la stipula di questo contratto, e nonostante l’intervenuta “sanatoria” del CdA, l’amministrazione Pignataro si accorge “che è sopravvenuta l’esigenza di estendere i servizi oggi disciplinati dal richiamato contratto d’appalto, alle strutture denominate “Polo Tecnologico e Torre Biologica.”

Ed ecco la brillante soluzione proposta dall’Area Tecnica e subito approvata, d’intesa col RUP, dall’amministrazione Pignataro: la stipula di un “atto aggiuntivo al contratto rep. n.26 del 18.06.2015 CIG 586491267C. (ved l’Atto aggiuntivo del 29 giugno 2015)

Decidono quindi di affidare direttamente alla New Guard il servizio di vigilanza per il Polo Tecnologico per 4 mesi (sino al 30 ottobre 2015) per il corrispettivo di 35.655 euro oltre IVA e per la famosissima Torre Biologica (sulla quale, come vedremo si continuano a spendere altri milioni) 103.004 euro per un anno, sino al 30 giugno 2016.

Quindi, quasi il 20% in più dell’importo dell’intero appalto.

Così. semplicemente, tranquillamente, con un “atto aggiuntivo”.

E si comincia a capire il senso del richiamo minaccioso effettuato il 6 marzo 2015 dal rettore Pignataro in ordine alla “esigenza di riservatezza” degli atti amministrativi, oggetto del nostro articolo “La Trasparenza al contrario del Rettore Pignataro che “avverte” i dipendenti”.

E’ noto che alle numerose problematiche sollevate, il Magnifico Rettore Pignataro ha risposto (il giorno prima del contratto e 12 dell’atto aggiuntivo) con una nota alla Comunità Accademica che ormai appartiene di diritto alla più alta letteratura dell’Ateneo catanese, e quindi, rimanendo sempre a disposizione per qualsiasi chiarimento si ritenesse opportuno, non possiamo essere troppo fiduciosi se non nell’intervento di autorità esterne all’Università. 

Possiamo però dire, oggettivamente, che la posizione nelle classifiche mondiali dell’Università di Catania gestita dall’Amministrazione Pignataro non è l’unico problema degli studenti catanesi e delle loro famiglie che ne pagano le spese?