E’ datata 31 luglio, notificata via pec ed ha per destinatari il prof. Giacomo Pignataro, il dott. Federico Portoghese, il Decano dell’Ateneo prof. Salvatore Brullo, il Consiglio di Amministrazione, il Senato Accademico, il Nucleo di Valutazione, il Collegio dei revisori dei conti e, per conoscenza, il commissario ad acta nominato in sentenza per la sua applicazione e il Procuratore della Repubblica Carmelo Zuccaro. Il testo integrale diffuso dall’avvocato Dario Riccioli

 

Oggetto: Sentenza n. 243/2016 del Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, pubblicata, comunicata e notificata a mezzo P.E.C. in data 29 luglio 2016. Prof.ssa Febronia Elia/Unict. – Diffida ad eseguire.

 

Con riferimento alla sentenza indicata in oggetto, la sottoscritta prof.ssa Febronia Elia, appellante vittoriosa, espone quanto segue.

 

Premesso che, ai sensi e per gli effetti dell’art. 2, commi 1, 2 e 8, della L. n. 240/2010, …entro 30 giorni dalla data di pubblicazione dei nuovi Statuti nella Gazzetta Ufficiale i competenti organi universitari avviano le procedure per la costituzione dei nuovi organi statutari”;

che, secondo la previsione dell’art. 42, comma 1, dello Statuto dell’Università degli Studi di Catania, emanato con decreto rettorale n. 881 del 23 marzo 2015 e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 79 del 4 aprile 2015 (d’ora in poi breviter anche “nuovo statuto”), “…entro 30 giorni dalla data di pubblicazione del presente Statuto nella Gazzetta ufficiale, il rettore avvia le procedure per la costituzione dei nuovi organi statutari”;

che ai sensi e per gli effetti dell’art. 2, comma 1, lett. a), nn. 1)-6), della L. n. 240/2010, i “nuovi organi statutari” sono “il Rettore, il Senato accademico, il Consiglio di amministrazione, il Collegio dei revisori dei conti, il Nucleo di valutazione, il direttore generale”;

che, secondo la previsione dell’art. 5 del nuovo Statuto dell’Università degli Studi di Catania, sono “organi dell’Ateneo” il rettore, il Senato accademico, il Consiglio di amministrazione, il Collegio dei revisori dei conti, il Nucleo di valutazione, il direttore generale”;

che, con riferimento alle specifiche vicende del caso, con la sentenza di annullamento n. 150/2015, resa dal C.G.A. per la Regione siciliana, il precedente “Statuto del 28 novembre 2011 (e ogni sua successiva modifica) è stato soppresso; e cioè cancellato dall’universo giuridico con effetti ex tunc (com’è ovvio che sia in ragione del c.d. “principio degli effetti demolitori e ripristinatori della sentenza del Giudice amministrativo”)” (sentenza C.G.A. n. 243/2016);

che, secondo logica e diritto e secondo quanto inequivocabilmente cristallizzato dal contenuto precettivo della sentenza n. 243/2016 resa dal C.G.A. per la Regione siciliana, in data 29 luglio 2016, il nuovo Statuto quindi emanato con decreto rettorale n. 881 del 23 marzo 2015 e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 79 del 4 aprile 2015 è, proprio in virtù del richiamato annullamento giurisdizionale, il ‘primo’ ed unico ‘nuovo’ Statuto validamente ed efficacemente emanato dopo l’entrata in vigore della riforma introdotta con la L. n.240 del 2010 (sentenza C.G.A. n. 243/2016);

che, pertanto, ai sensi dei prima citati art. 2, comma 8, della L. n. 240/2010 ed art. 42, comma 1, del nuovo Statuto, si sarebbe dovuto procedere al rinnovo degli organi statutari, di cui sopra, al più tardi entro il 4.5.2015;

che tuttavia, illegittimamente, il rettore pro tempore dell’Università degli studi di Catania non ha in tal senso provveduto;

che quindi la scrivente, avendone legittimazione e interesse, ha proposto ricorso alla competente Magistratura amministrativa affinché tale obbligo venisse adempiuto;

che, in accoglimento delle domande avanzate dalla scrivente, con la sopra indicata sentenza n. 243/2016, il C.G.A. per la Regione siciliana ha giudizialmente dichiarato l’obbligo di …avviare, senza indugio e comunque entro trenta giorni dalla notificazione della decisione, le procedure per la costituzione dei nuovi organi ai sensi dell’art. 2, comma 8 della L. n. 240/2010…”;

che l’ordine del Giudice amministrativo di appello si riferisce indistintamente a tutti i nuovi organi dell’Ateneo senza escluderne alcuno e che, comunque, dato l’espresso richiamo in sentenza all’articolo 2, comma 8, della L. n. 240/2010, il quale a sua volta si riporta al comma 1 del medesimo articolo, le procedure di rinnovo concernono necessariamente tutti gli organi ivi analiticamente indicati e cioè: il Rettore, il Senato accademico, il Consiglio di amministrazione, il Collegio dei revisori dei conti, il Nucleo di valutazione, il Direttore generale;

che la sentenza n. 243/2016 è stata comunicata e notificata a mezzo P.E.C. all’Amministrazione universitaria, a cura dei difensori della scrivente, in data 29 luglio 2016;

che, ancora, la sentenza n. 243/2016 ha espressamente statuito che il rinnovo degli organi statutari sarebbe dovuto avvenire “…entro il termine di trenta giorni dalla pubblicazione nella GURI n. 79 del 4.4.2015 del decreto rettorale n. 281 del 23.3.2015…” (e quindi entro il 4.5.2015);

che, pertanto, poiché per l’inconfutabile dictum del Giudice amministrativo di appello gli organi universitari avrebbero dovuto essere rinnovati al più tardi alla data del 4.5.2015, deve necessariamente constatarsi che a partire da tale momento gli stessi organi universitari hanno costantemente operato in assoluta carenza di potere, ponendo quindi in essere atti certamente non legittimi e, anzi, nulli;

che, comunque, a far data dalla pubblicazione della sentenza n. 243/2016, e cioè dal 29 luglio 2016, si manifesta in termini precettivamente certi, chiari e inequivocabili che tutti gli organi universitari, in quanto avrebbero dovuti essere già da oltre un anno rinnovati, non possono legittimamente operare né tantomeno porre in essere atti validi ed efficaci e che, ove mai si dovessero da tale momento constatare circostanze di fatto diverse, le singole persone fisiche a suo tempo elette e/o nominate verrebbero a usurpare funzioni alle stesse allo stato certamente non attribuite né in alcun modo alle stesse riconducibili, nonché violerebbero l’ordine del Giudice amministrativo di procedere “senza indugio” al rinnovo degli organi statutari;

che, quindi, stante il contenuto delle norme di legge e di Statuto prima richiamate, l’effetto conformativo e la inequivocabile motivazione della sentenza n. 243/2016, le persone fisiche a suo tempo nominate negli organi universitari che dovessero ulteriormente esercitare funzioni oggi non più di loro spettanza violerebbero, tra gli altri, i precetti contenuti negli artt. 323 e 347 del codice penale;

che, peraltro, ogni ulteriore determinazione amministrativa, assunta da organi in assoluta carenza di potere, potrebbe risultare idonea ad alterare il regolare espletamento delle operazioni elettorali funzionali al rinnovo degli organi statutari ordinate dal C.G.A. per la Regione siciliana con la sentenza n. 243/2016, condizionandone gli esiti, con ogni ulteriore conseguenza che ne deriva in ordine alla violazione della legge penale.

 

Alla luce di quanto sopra premesso, la scrivente, anche con riferimento alla sua propria qualità di ricorrente vittoriosa nel giudizio conclusosi con la sentenza n. 243/2016 del C.G.A. per la Regione siciliana,

 

INTIMA E DIFFIDA

 

i componenti degli organi universitari in indirizzo, decaduti con la sentenza n. 243/2016, dall’adottare ogni ulteriore comportamento, atto e/o azione riferibili all’esercizio di funzioni agli stessi non più riconducibili;

 

DIFFIDA

 

in particolare, i già componenti del Consiglio di amministrazione dell’Università degli studi di Catania, dall’adottare qualsiasi tipo di deliberazione posta all’ordine del giorno della seduta illegittimamente convocata per la data del 2 agosto 2016.

 

DIFFIDA

 

il prof. Giacomo Pignataro e

 

INVITA

 

il decano dell’Università degli studi di Catania, ad avviare subito e dunque “senza indugio” le procedure di elezione e/o costituzione del rettore, del Senato accademico, del Consiglio di amministrazione, del Collegio dei revisori dei conti, del Nucleo di valutazione e del direttore generale dell’Università degli studi di Catania.

 

Informa, infine, di avere dato mandato all’avv. Dario Riccioli del Foro di Catania, di verificare la sussistenza o comunque la venuta ad esistenza di ipotesi di reato a carico dei componenti gli organi statutari, monocratici e collegiali, dell’Università degli studi di Catania e di depositare, ove si renda necessario, atto di denunzia al Sig. Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Catania, che ci legge in copia.

 

 

Cordiali saluti

 

prof.ssa Febronia Elia

Scarica il PDF dell’atto di diffida della prof. Elia