Nel corso della seduta del Senato Accademico del 25 giugno la senatrice professoressa Maria Grazia Cinquesgrani ha denunciato lo strano percorso adottato dal direttore del dipartimento di Matematica ed Informatica per giungere alla nomina di un professore di prima fascia. Dubbi espressi su tutti i bandi in fase di approvazione

Tutto parte dalla lettera-denuncia inviata dalla professoressa Maria Grazia Ragusa ed indirizzata al Magnifico Rettore Giacomo Pignataro ed alla professoressa Maria Grazia Cinquegrani, rappresentante in Senato Accademico del dipartimento di Matematica ed informatica.

Riportiamo a seguire l’intervento integrale della senatrice Cinquegrani, che contiene molti aspetti tecnici di non facile lettura per i non addetti ai lavori.

In sintesi, la denuncia consiste nel fatto che il direttore del Dipartimento di Matematica ed Informatica, Giuseppe Mulone, dovendo avviare la procedura per la nomina di un professore ordinario, avrebbe richiesto, (il 27 maggio) prima di decidere i criteri per la selezione, i curricula dei possibili candidati.

La decisione sui criteri sarebbe stata adottata dal consiglio di dipartimento solo il 12 giugno, e sulla base di complessi calcoli matematici (“a sette cifre”, sottolineano le denuncianti) scelti “in solitudine” dal direttore di dipartimento Mulone.

Con ciò sarebbe nato il sospetto, questo il fulcro della denuncia, che tale procedura sia stata utilizzata per individuare criteri utili a favorire uno specifico candidato.

Nonostante la denuncia, il bando segnalato come “sconcertante” dalle denuncianti è stato approvato su proposta del Rettore Pignataro sia dal Senato Accademico che, successivamente, dal Consiglio di Amministrazione.

Organi, tra l’altro, che continuano a deliberare tranquillamente, assumendo enormi responsabilità, nonostante sentenze del CGA ed i numerosi dubbi sulla legittimità della loro stessa elezione.

La senatrice Cinquegrani conclude il suo intervento esprimendo forti dubbi sulle procedure adottate dall’Ateneo in merito ai vari bandi di concorso, con ciò aprendo la strada a ricorsi e denunce già annunciate.

Ecco l’intervento della senatrice Cinquegrani a verbale della seduta del 25 giugno del Senato Accademico:

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“Su sollecitazione ufficiale inviata al Rettore ed a me per conoscenza  della Prof.ssa Alessandra Ragusa, che allego, (Leggi la lettera-denuncia della prof.Maria Alessandra Ragusa) sono entrata nel merito della delibera del Consiglio di Dipartimento del DMI riscontrandovi vizi procedurali, forzature ed incongruenze rispetto ai criteri  indicati dal Senato,  con il conseguente riflesso sulla graduatoria dei settori scientifici disciplinari oggetto  di un eventuale bando.  

Ho verificato la veridicità delle sconcertanti informazioni contenute nella mail inviatami dalla Prof. Ragusa. 

Devo confessare che ho impiegato circa due giorni per cercare di dare una ratio  alla cabala  elaborata in solitudine dal direttore dei DMI (prof. Mulone) e resa nota ai ricercatori e professori associati  del DMI solo durante il Consiglio di Dipartimento e alla luce di ciò mi riesce veramente difficile  pensare  che i ricercatori e i professori associati  del DMI ultimi  abbiano avuto il tempo necessario per valutare con cognizione di causa sia la validità, la congruenza dei criteri nonché la tabella finale con formule aberranti valutate a ben sette cifre decimali, anche perché il dibattito sulla “proposta del Direttore” è consistito in un unico intervento e subito dopo si è passati alle dichiarazioni di voto.  

Per la precedente chiamata di posti di seconda fascia, lo stesso Dipartimento nominò una commissione, e i criteri e le proposte  furono frutto di riunioni aperte e dibattiti.

Questa volta si è scelto un atteggiamento  che giudico , al di là della sua legittimità, certamente  meno democratico, forse memori  del contenzioso  ancora aperto presso il TAR.  

Questa volta il Direttore ha deciso di informare nel corso di una riunione informale solo  i professori ordinari, ai quali peraltro ha presentato dei calcoli preparati in solitudine, molto complessi, nel merito dei quali, probabilmente, solo in pochi sono entrati o forse nessuno.

Nello specifico mi sembrano altamente contestabili i punti seguenti:

1)    Merito scientifico dei settori.

E’ stata approvata una formula di calcolo che combina, senza alcuna delucidazione sulla sua scelta, il fattore H assoluto, il fattore H contemporaneo, un nuovo fattore H_m,  l’indice R del settore concorsuale, quest’ultimo approssimato secondo tre valori 0.5, 0.75, 1.  Come si può chiaramente evincere dalle tabelle pubblicate dall’ANVUR per l’area 01 (tabella che posso inviare a coloro i quali  sono interessati a prenderne visione), nel DMI esistono  dei settori  che, per il numero esiguo di docenti , non hanno presentato i prodotti  nel numero minimo  affinché il settore possa essere valutato . Certamente il settore MAT/09 (Ricerca operativa) è tra questi ed è tra i settori del DMI aventi abilitati.

Si ricorda a codesto consesso l’espressa indicazione della delibera del  Consiglio di Amministrazione del 29 maggio c.a.,  previo parere positivo dello stesso Senato: “Il merito scientifico dei settori potrà, altresì, essere determinato sulla base della valutazione VQR dei singoli settori (così come pubblicata  nel rapporto finale dell’ANVUR), qualora disponibile per tutti i settori sottoposti a confronto”.    Risulta chiara l’incongruenza del deliberato del DMI con la norma appena citata.  Non solo ma, per introdurre comunque l’indicatore R per valutare il me rito scientifico dei  settori al posto di  una valutazione degli idonei ,  il DMI delibera di assegnare a MAT/09 la valutazione del macrosettore di Matematica Applicata, il quale comprende in modo aggregato  i settori MAT/07 (Fisica-Matematica), MAT/08 (Analisi Numerica) e MAT/09 (Ricerca operativa).    Il fatto aberrante è che  di questi tre settori solo MAT/07 ha una sua propria valutazione, che è risultata la migliore del Dipartimento, terza posizione  tra i Dipartimenti di Matematica di media entità. Pertanto non solo si contravviene  alle indicazioni di Senato e CdA, ma si danneggia il settore MAT/07  che non si trova discriminato rispetto a MAT/09 , il quale invece usufruisce dell’ottima prestazione di MAT/07.  Sarebbe stato più equo, come fatto in altri dipartimenti, considerare la VQR dei singoli candidati. A parte il fatto che  ritengo  che in un settore con molti docenti è più probabile che ce ne siano di meno attivi,  che penalizzano così due volte i più attivi, vorrei sottolineare come lo stesso DMI fu riluttante ad utilizzare la valutazione della VQR sempre nella già citata occasione delle chiamate per il piano straordinario associati.   Si sa, altri candidati, altre regole…

 

2) Leadership scientifica e accademica

In questo caso Direttore (prof. Mulone) del DMI non ha esplicitamente indicato  formule  per assegnare i punteggi ma, senza alcuna motivazione dettagliata, ha deciso direttamente  di assegnare al prof. Battiato ,  che è presidente di Corso di Laurea e delegato del Rettore,  punti 1 ,  di assegnare  alla prof.ssa  Ragusa, che è presidente di corso di laurea, punti 1 ,  di assegnare ai delegati del Direttore  del DMI, i professori Daniele e Russo,  ben  0.75 punti. Il prof. Russo è stato nominato dal direttore delegato alla qualità e la prof.ssa Daniele : Coordinatore della Commissione orientamento del Dipartimento, Responsabile Assicurazione della Qualità dei corsi di studi , Membro di commissioni di qualità , Membro del gruppo del riesame del corso di laurea,  tutte nomine altisonanti ma che in ogni caso sono nomine del Direttore.

Mi sembra che tale ripartizione, al di là delle questioni di legittimità, risulti veramente dubbia: i delegati del Rettore e i presidenti di corso di laurea sono  ruoli istituzionali  riconosciuti dallo  Statuto e dai regolamenti generali dell’Ateneo . Le deleghe del Direttore non  mi risulta siano  regolate e previste da alcun articolo  della normativa della nostra Università e che, pertanto, siano da considerarsi incarichi informali  e, comunque, solo lontanamente paragonabili al ruolo di delegato del rettore o presidente di corso di laurea, che è una carica elettiva.  Senza contare che le deleghe del Direttore,  libere e non regolamentate, possono configurarsi come un  fattore che far venir meno l’imparzialità della procedura di valutazione.

Sempre con carenza di motivazione,  il Direttore (prof. Mulone) del DMI, ha deciso di dare lo stesso punteggio, ovvero  1 cioè il massimo,  sia a chi fa parte di otto comitati di redazione tutti internazionali  ed è a capo di uno di essi, sia a chi fa parte di due comitati. In ogni caso andrebbe distinto membro da editore capo, come fatto da altri dipartimenti. Inoltre ha  deciso di eliminare dal criterio della leadership indicato dal Senato quello , sempre immotivatamente,  di ricoprire ruoli di vertice in società scientifiche nazionali ed internazionali ( forse uno dei candidati avrebbe questo requisito).

3) Fabbisogno di ordinari.

Ricordo ai Senatori come si il Direttore Mulone  si sia battuto  contro la mia proposta di aggiungere uno al numeratore ed al denominatore delle frazioni con lo zero al numeratore.  E’ riuscito ad ottenere che si aggiungesse 0,5, avvantaggiando i settori  con pochi ordinari e, nella fattispecie, il settore Mat09 che ha solo due docenti associati e zero ordinari. Mi permetto di far notare che non ha nulla di anomalo   che un settore, mi riferisco a MAT/09,  che ha solo due  componenti, attualmente entrambi professori associati , (anche se ,giova ricordarlo, su uno dei due  associati  è pendente una richiesta al TAR di annullamento sempre per  operazioni di ermeneutica  condotte dal DMI) e  solo di recente è  apparso presso il nostro Ateneo ,  coprendo un carico didattico  limitato a corsi  del DMI per un numero complessivo di CFU quasi pari a quello minimo richiesto dalla legge per ciascun docente, non abbia ancora un professore di prima fascia.  Tutti gli altri SSD con abilitati presentano forti carenze di docenti  e solo con grande spirito di abnegazione e  senso delle istituzioni continuano a coprire i corsi in Ateneo. Ad esempio  MAT/03, MAT/05, MAT/07 hanno moltissimi corsi in Ingegneria   con un alto numero di ore di didattica frontale e di studenti.

Penso che una corretta e lungimirante politica di Ateneo non possa permettersi di indebolire settori, ad esempio come l’Analisi Matematica, rischiando di mettere a repentaglio  corsi di laurea come quelli di Ingegneria.  Ritengo pertanto che il criterio sul fabbisogno ordinari come espresso dal DMI sia, oltre che non supportato da alcuna  giustificazione didattica e scientifica, lesivo delle politiche future del nostro Ateneo riguardo alla programmazione dei corsi di laurea e all’attività didattica in genere. 

 

Chiudo questo mio intervento  notando , infine, che  l’iter della  delibera pecchi di imparzialità. Infatti, subito dopo  l’approvazione dei criteri, che dovevano essere generali e incondizionati,   il Direttore tira fuori la graduatoria, conseguente a quanto deliberato pochi attimi prima.  Ricordo che per redigere tale graduatoria occorre avere il fattore H dei singoli abilitati.  Faccio presente, come sicuramente tutti sapete,   che il fattore H di ciascun candidato richiede un calcolo non banale , ed è un calcolo così delicato che la stessa persona facendolo più volte per se stesso  spesso ottiene numeri diversi. Dipende dall’esatta data in cui si effettua il calcolo,  dal considerare solo gli articoli su riviste o anche gli atti dei convegni, se si includono tutte le citazioni  o si escludono  le autocitazioni. Spesso, poi, ci sono casi di omonimia e occorre selezione singolarmente gli articoli. E’ davvero stupefacente che tutto questo sia stato fatto i tempo reale durante  il passaggio da un punto ad un altro del Consiglio di Dipartimento  .

Ho riscontrato molte altre anomalie in tutto il procedimento adottato dal Direttore del DMI, ma sarebbe molto lungo esporle tutte.

Per le motivazioni su esposte dichiaro di votare contro l’approvazione dei bandi relativi al DMI.  Inoltre, rendendomi solo ora conto di avere contribuito all’approvazione di una delibera del Senato sulle linee guida da dare ai Dipartimenti che lasciava completa autonomia (anarchia?)  ai Consigli di Dipartimento e che questo ha portato a notevole confusione in molte deliberazioni, dichiaro di astenermi dall’approvazione di tutti i rimanenti bandi.