Qualche tempo fa ci siamo occupati di uno strano caso, uno tra i tanti, accaduto all’Università di Catania, che nel frattempo nella classifica mondiale degli atenei risulta tra le ultime 50 su mille, dopo quella di Pernambuco (come scoperto dai giovani reporter del nostro SudLife), tanto per capirci. Si tratta della controversa “chiamata” di un professore ordinario di Diritto Romano, al costo di 120 mila euro annui, per insegnare una materia (appena 36 ore!) complementare “giuridica” presso la facoltà di Lettere nonostante vi fossero già in servizio e già pagati altri docenti della stessa materia che non svolgono neanche le ore previste dal proprio contratto e avrebbero perciò potuto svolgerle gratis. Ma adesso il corso è cominciato e sapete quanti studenti hanno aderito?

La storia non la ripercorriamo e dell’università di Catania ce ne siamo occupati talmente tanto che ci siamo annoiati, ancora aspettiamo risposta su transazioni e doppi pagamenti milionari: abbiamo pazienza e ci toccherà tornarci.

Nel caso della “chiamata” di un Ordinario per una materia complementare (con almeno altri 6 docenti già in servizio) avevamo posto l’accento sulle carte false, in senso metaforico ovviamente, che erano state fatte per portare a Catania niente meno che l’ex assessore della giunta Bianco, quello alla Bellezza e ai Saperi Condivisi (o al contrario, non ricordiamo) Orazio Licandro, che tanta Bellezza e Saperi Condivisi (o al contrario) ha portato a Catania nei suoi cinque anni di regno assessoriale.

La “chiamata” avvenne dopo una fantomatica richiesta scaturita da una misteriosa riunione della sezione  di Archeologia del dipartimento di Scienze Umanistiche che, secondo quanto dichiarato dalla direttrice del dipartimento Paino, chiedeva di inserire questo particolare insegnamento di stampo prettamente giuridico in un corso storico. Di questa riunione non si ha traccia a verbale e nemmeno di chi siano questi archeologi responsabili della richiesta. Fatto sta che sono andati avanti come treni e il loro risultato lo hanno portato a casa.

Avevamo azzardato che a seguito di questa richiesta, la “selezione” indetta dall’ateneo avrebbe avuto un solo candidato, Licandro appunto, e così per puro caso abbiamo indovinato.

Orazio Licandro, prima a carico del bilancio dell’università di Catanzaro, arriva a novembre 2018 e da quel momento viene pagato con le tasse degli studenti catanesi: circa 120 mila euro l’anno.

Tanto per gioco avevamo fatto un banale calcolo: 120 mila diviso le 36 ore del corso assegnato fanno 3.333 euro l’ora. Niente male, sarà un Nobel.

Passano 4 mesi (e ce ne vuole a preparare 36 ore di lezioni) e giunge il giorno della prima lezione: 4 marzo ore 12.

Noi c’eravamo, in incognito.

L’aula viene scelta in maniera prudente, una dell più piccole del monumentale monastero dei benedettini, la numero 3, appena 24 posti.

Ma non riescono a riempire neanche questa: gli studenti interessati alla Papirologia (giuridica o storica?) sono appena 13, e speriamo che resistano.

Anche qui, sempre per gioco, se dividiamo i 120 mila euro del costo docente per gli studenti interessati, superiamo i 9.230 euro a studente.

A questi prezzi potevano mandarli a studiare all’Università di Pernambuco, che almeno è più alta in classifica rispetto a quella di Catania.

Così, per gioco. E continuiamo a giocare.