La Cronistoria

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Università: indagine su Torre Biologica? Perchè la procura non informa la città?

E’ il quotidiano La Sicilia in prima pagina con Orazio Provini a dare notizia di un’indagine aperta dalla Procura di Catania sulla gestione dei lavori della Torre Biologica appena “inaugurata” da Renzi. Da anni Sudpress segnala “anomalie” sulle quali vi è un silenzio tombale mentre arrivano comunicati e si convocano conferenze stampa per ogni spacciatore arrestato. Cronistoria degli articoli di Sudpress.

Le notizie che ci inducono oggi a rendere un excursus cronologico, anche a futura memoria, delle segnalazioni fatte da questa testata sulla gestione dell’ateneo catanese sono due ed entrambe di questi giorni.

Il 20 novembre il quotidiano del gruppo Ciancio La Sicilia esce in prima pagina con un articolo di Orazio Provini che racconta ai suoi lettori l’indiscrezione che sui lavori per la realizzazione della Torre Biologica la procura di Catania starebbe indagando. Sudpress ne parla dal giugno 2015, quando davamo conto proprio di questo appalto che era passato dai 17 milioni originari ai 31 di quando scrivevamo.

Il giorno dopo, il 21, sempre La Sicilia riporta un intervento dell’associazione Codacons che ricorda di aver presentato un esposto alla procura di Catania su questo ed altri fatti nell’ottobre del 2015, di cui abbiamo dato notizia anche noi.

Ad entrambi non dobbiamo ricordare nulla, ma forse è il caso di fare un pò di ordine, a beneficio dei nostri lettori appassionati e magari di chi doveva intervenire e per qualche ragione si è distratto, considerato che l’universtià di Catania è un ente pubblico con un bilancio da 500 milioni di euro l’anno, migliaia di dipendenti e decine di migliaia di studenti e famiglie coinvolte.

Proviamo così a partire dal 4 marzo 2015, quando abbiamo raccontato di una serie di affidamenti diretti e cottimi fiduciari per centinaia di migliaia di euro per la ristrutturazione degli uffici della direzione generale culminati nell’acquisto di una porta scorrevole da 22 mila euro.

Sulla vicenda intervennero gli autorevoli revisori dei conti dell’ateneo, che invitavano ad approfondire la questione disponendo “indagini” che vedremo in seguito a chi furono affidate dal consiglio di amministrazione su proposta dello stesso rettore.

A quell’articolo il rettore Giacomo Pignataro rispose con due “lettere alla comunità accademica” in cui da un lato minacciava sanzioni disciplinari per chi rivelasse alla stampa i segreti dei damascati uffici dell’Ateneo e dall’altro stigmatizzava le “presunte rivelazioni” di Sudpress. Presunte, appunto.

Passa appena un mese da questa “segnalazione” che proponiamo ai nostri lettori un’altra incredibile vicenda, la transazione da 700 mila euro che l’amministrazione Pignataro affronta, nel più assoluto silenzio, con una società che doveva costruire, in maniera alquanto singolare, alcune residenze per universitari. Anche in questo caso il CdA dell’Ateneo, sempre su proposta del rettore Pignataro, ha deciso di affidare le “necessarie indagini” proprio a chi di questa transazione e delle sue cause è direttamente responsabile: il direttore generale Federico portoghese che “dimenticò”, nonostante le sollecitazioni del notaio rogante Arturo Pittella, di inserire in atti una calusola di salvaguardia per gli interessi dell’Ateneo. Ma andate a leggere l’articolo, è gustoso. Ed anche il seguito.

Sulla vicenda silenzio totale.

Arriviamo ai primi di giugno 2015 per informare i nostri lettori di altre centinaia di migliaia di euro, ben 520 mila, affidati “de facto” per servizi di vigilanza tutti da discutere.

Silenzio totale.

Ma è a giugno del 2015 che scopriamo e pubblichiamo un’altra assurda storia, gli 856 mila euro (guarda caso lavori Torre Biologca) pagati due volte perchè non si erano accorti, dopo averlo onorato per 21 volte (!), che vi era una cessone di credito. Altro articolo molto gustoso, da rileggere.

Anche su questo caso siamo tornati con degli approfondimenti, ma anche su questo il silenzio delle autorità appare totale a parte il fatto che anche qui il CdA dell’Ateneo ha affidato le necessarie indagini interne indovinate a chi?

Sempre sui servizi di vigilanza, affare ultra milionario, si consumano parecchi passaggi che finiscono anche all’Anticorruzione e che vedono l’amministrazione Pignataro condannata dal Tribunale Amministrativo, ma su cui per il resto piomba, anche qui il silenzio, nonostante proroghe infinite e “affidamenti aggiuntivi”.

Alla luce di quanto sopra appaiono sciocchezze i 200 mila euro spesi per ristrutturazioni degli uffici del rettore già eseguite appena un paio di anni prima.

Non tanto sciocco il fatto che alquanto inspiegabilmente la previsione di spesa per i servizi di “bidellaggio” viene addirittura triplicata. E anche qui si parla di milioni di euro.

E le spese continuano, nonostante gli organi dell’Ateneo che le dispongono, approvano, ratificano ed eseguono siano tutti dichiarati decaduti ex tunc da ben due sentenze, sino ad arrivare ai 280 mila euro spesi per un ascensore, sempre di Torre Biologica e che non sappiamo neanche se funzioni.

Naturalmente, manco a dirlo, il rettore Pignataro ci ha querelati e siamo in attesa di poter depositare le nostre indagini difensive, mentre lo stesso Pignataro risulta già archiviato in alcune vicende per le quali era stato denunciato nell’altra intricata querelle che lo ha visto contrapposto, soccombente, all’ex direttore generale Lucio Maggio e sulla quale non è ancora facile quantificare quanti danni dovrà pagare l’università di Catania.

Per non parlare di tutta la questione della decadenza degli organi statutari che si trascina ormai da oltre un anno e di cui abbiamo informato ad ogni passaggio.

Insomma, noi il nostro lavoro crediamo di averlo svolto ed anche abbastanza bene, portando all’attenzione pubblica fatti di sicura rilevanza.

Il resto non spetta certo a noi e neanche ad altri più autorevoli organi di stampa, ma di sicuro il silenzio e l’inerzia che dobbiamo registrare sono davvero imbarazzanti.