Pur in presenza di due sentenze che sanciscono la decadenza di tutti gli organi statutari e l’obbligo di indire le relative elezioni, l’amministrazione Pignataro continua ad operare senza limitarsi all’ordinaria amministrazione. Il Commissario insediato dal CGA chiede spiegazioni, scatta la diffida da parte della difesa della professoressa Febronia Elia, ma il prof. Pignataro insedia il Senato Accademico come nulla fosse.

Continua la telenovela che ha per soggetto l’ateneo catanese e si arricchisce di nuove puntate che prima o poi qualcuno dovrà chiarire.

Sappiamo ormai sin troppo bene che si attende che il CGA spieghi al rettore Pignataro, che tra l’altro (come vedremo a breve) l’aveva chiarissimo e si è confuso solo in seguito, come a seguito dell’annullamento dello statuto dell’università tutti gli organi risultano decaduti e sarebbe necessario indire le relative elezioni.

Preso atto dell’inerzia da parte del rettore nell’eseguire quanto disposto dalla sentenza del CGA (confermato da altra più recente sentenza del TAR di Catania), lo scorso 3 ottobre è stato nominato il Commissario ad acta, la dottoressa Giacometta Diamare della Segreteria Generale della Presidenza del Consiglio. (Leggi l’atto di nomina)

Il commissario Diamare il 10 di ottobre scrive al rettore Pignataro chiedendo che le si forniscano “elementi esaustivi di conoscenza in ordine all’attività svolta finalizzata alla costituzione degli Organi statutari di codesta Università degli studi di Catania, giusta la sentenza del CGA n.243/2016.” (Leggi la nota del commissario ad acta Diamare)

Il commissario ne chiede “urgente riscontro”.

Persistendo l’inerzia e prendendo atto dell’intervento del commissario, il 10 di ottobre è l’avvocato Giovanni Immordino, difensore della professoressa Febronia Elia, parte vincitrice del ricorso, a scrivere al rettore e per conoscenza alle autorità responsabili del controllo.

Nella nota, si invita “codesto Commissario ad acta, senza recesso alcuno dall’istanza di sostituzione di cui al ricorso R.G. n. 1061/2015, ad insediarsi, senza ulteriore indugio, nelle funzioni di cui alla sentenza n. 24312016, e ad avviare regolari procedure di elezione del rettore dell ‘Università degli studi di Catania, nonché di tutti gli altri organi statutari di cui all’art. 2 della L. n. 240120 l O ed all’art. 5 dello statuto vigente, onde consentire al nuovo rettore di concludere tali procedure, assicurando il ripristino della legittima attività istituzionale dell’Università degli studi di Catania.”

In attesa che il commissario decida di adempiere ai suoi doveri, la nota prosegue invitando e diffidando “il prof. Giacomo Pignataro, stante la sua carenza di legittimazione anche quale presidente del Senato accademico, a non adottare gli atti di conclusione delle procedure di costituzione dei nuovi organi di ateneo, a partire da quelle di elezione del Senato accademico e di selezione del Consiglio di amministrazione, in quanto, diversamente, ne risulterebbe alterato il legittimo procedimento democratico che sovrintende alla costituzione degli organi statutari. (Leggi la diffida dell’avvocato Giovanni Immordino, difensore della professoressa Febronia Ela)

In pratica, gli si ricorda che il fatto di operare in virtù di uno statuto dichiarato nullo e quindi inesistente, potrebbe creare non pochi problemi all’Ateneo per atti assunti oltre l’ordinaria amministrazione.

La risposta del professore Pignataro non si è fatta attendere e, come nulla fosse, giorno 12 ottobre ha emanato il decreto con cui ha insediato il Senato Accademico appena eletto, atto che, come sostenuto nella nota dell’avvocato Immordino, probabilmente non è proprio di ordinaria amministrazione. (Leggi il decreto del rettore Pignataro con cui ha insediato il 12 ottobre il Senato Accademico)

Ma anche in questo caso, per il professore Pignataro è come nulla fosse.