Dibattito concluso. Ammesso che lo si possa definire tale. Tre incontri pubblici e via, dritti alle elezioni del 23 agosto.
Poco partecipate almeno in questa fase preliminare, ma sicuramente molto discusse. E gli studenti? Assenti e silenziosi. Forse perché ci sono anche i loro rappresentanti nelle carte di “Università bandita”, complici della trama ordita dal duo Pignataro-Basile nel silenzio dell’intero mondo accademico. In poco più di 2.500 (qualora tutti si recassero alle urne) decideranno le sorti dell’intero Ateneo Catanese. Aspetto tra i più interessanti il fatto che gli studenti contano praticamente zero.

1.244 docenti, 1.181 dipendenti del settore tecnico-amministrativo e 57 collaboratori esperti linguistici per un totale di 2.482 dipendenti. E appena 95 studenti: a votare, come da regolamento d’Ateneo saranno infatti i soli rappresentanti dei corsi di laurea, dipartimenti e organi superiori.

All’incontro con i candidati alla poltrona di Rettore gli studenti erano poco più di una ventina. All’indomani della sospensione di 40 dei loro docenti perché invischiati in “Università bandita” i rappresentanti degli studenti non hanno proferito parola. Nessuna indignazione. Solo parole di indignazione per “un’istituzione calpestata” e di supporto ai tanti “docenti perbene”: chi l’abbia calpestata, questa istituzione, forse non ce l’hanno ben chiaro.

Poco è uscito di quello che coinvolge alcuni degli studenti ex senatori accademici nell’ambito della vicenda dei pizzini utilizzati dal “Sistema” per pilotare le elezioni del CdA del 2017.

Si legge nell’ordinanza del Gip che il rettore Basile il 23 febbraio del 2017 incontra i senatori accademici Calogero Cerami, Alessandro De Alessandro, Salvatore Esposito, Alessandro Lipera, Silvio Mirenna e Barbara Pennisi e comunica loro  che nella seduta di Senato Accademico, prevista nel pomeriggio del medesimo giorno, dovranno essere eletti i componenti del Consiglio di Amministrazione spiegando loro i meccanismi della votazione.

Il Rettore fornisce loro le indicazioni in ordine ai voti da esprimere e anche a loro – così come al personale docente e amministrativo – fornisce i famosi “pizzini”.

Lipera e Cerami inizialmente non sembrano essere d’accordo sul nome della professoressa Meli, ma alla fine le votazioni vanno come da indicazioni del Rettore.

Stando così le cose appare chiaro come nessuno sia stato in grado di proferire una parola in merito all’inchiesta che ha scosso l’Ateneo catanese. Anche per i rappresentanti degli studenti, dentro ci sono colleghi, probabilmente amici, sicuramente compagni di partito.

Ma se quelli che dovrebbero fare la “rivoluzione” risultano parimenti asserviti ai desiderata e progetti di potere dei “Baroni”, chi dovrebbe ribaltarla e rinnovarla questa università?

 

La precisazione di Alessandro Lipera

Riceviamo e alleghiamo in originale la lettera di smentita di Alessandro Lipera, ex senatore accademico della quale riportiamo per comodità qualche passaggio.

“È vero che, con i miei colleghi, ho incontrato il prof. Basile, nella qualità di Rettore e Presidente del Senato Accademico e non trovo quale sia ilproblema se dei membri dello stesso organo statutario si incontrino prima di una adunanza con il suo esponente principale; mentre non è vero che io abbia mai ricevuto alcun pizzino dal prof. Basile”.

E prosegue: “Da studente del quarto anno di Giurisprudenza, non avevo candidati al CdA da proporre e sfido chiunque nella mia posizione anagrafica ad averne!) e non avevo alcun desiderio di partecipare attivamente alle “guerre intestine” tra le correndi dei docenti universitari, che reputavo e reputo, come in ogni ambito in cui ci siano delle fazioni, delle cose assolutamente ridicole e dannose”.
“Scrivete been invece quando dite che io rientro tra coloro i quali hanno espresso perprlessità in merito alla votazione della prof.ssa Meli proposta dal Prof. BAsile. Perché non avete scritto che dal verbale risulta che la stessa ha preso male degli altri?”.

E ancora: “Non posso dimenticare quando pubblicamente, ad un incontro del mio partito (al quale nessun docente universitario del nostro Ateneo è iscritto!)ho avuto addirittura modo di denunciare apertamente la mia indignazione in merito all’assunzione da parte dell’Ateneo di un docente (Orazio Licandro, ndr) – appartenente ad una determinata fazione politica – per realizzare un insegnamento di cui l’Università era dotata di personale.

E la mia sarebbe pertanto una condotta asservita?”

Smentita-e-diffida-Dott.-Alessandro-Lipera integrale