Il sistema della vigilanza presso l’università di Catania è talmente consolidato da tramandarsi addirittura da padre in figlio. “De facto”, “aggiuntivo” o in “prorogatio”, ne abbiamo  scritto abbondantemente. Adesso è arrivata una prima sentenza, amministrativa. Ma nonostante questa si prosegue come nulla fosse. Anzi, si aggrava e non si capisce più cosa debba accadere ancora

La gestione dei servizi di vigilanza all’Università di Catania, come del resto quelli del bidellaggio o della pulizia, sono affari milionari.

Ed i milioni in Ateneo girano a centinaia, tanto da potersi permettere di pagare due volte la stessa cosa, per “soli” 856 mila euro, o accogliere impensabili “transazioni” da 700 mila. Quisquilie.

L’importante è poi propalare improbabili assunzioni basate su calcoli che più che scientifici bisognerebbe considerare artistici, tanto sono immaginifici.

Ma l’ultima novità riguarda un apparente risveglio delle autorità giudiziarie, almeno di quella amministrativa come in questo caso.

La vicenda è nota e come diverse altre che accadono all’università di Catania ha dell’incredibile. 

Dal 1984 i servizi di vigilanza presso l’ateneo catanese vengono svolti, con diverse modalità, appalti o affidamenti “de facto”, “aggiuntivi o in “prorogatio” da una società di proprietà di Domenico Pietropaolo, la Nuova Invincibile.

Nel 2014 viene bandito appalto per il rinnovo del servizio ed il 6 ottobre 2014 vengono aperte le buste delle varie offerte.

E qui comincia l’odissea.

L’offerta che risulta prima nella graduatoria della convenienza tecnico-economica è di un’azienda catanese, la Europolis, ma viene considerata “anomala” e quindi esclusa.

L’appalto viene così aggiudicato “provvisoriamente” alla New Guard il cui amministratore è Rosario Pietropaolo, figlio di quel Domenico che il servizio lo gestisce dal 1984. Coincidenza.

Cominciano ricorsi e contro ricorsi, ma nel frattempo la vigilanza rimane saldamente nelle mani della famiglia Pietropaolo che lo gestisce come nulla fosse in regime di proroga.

Della vicenda si occupa anche l’ormai mitica ANAC di Raffaele Cantone, ma gli esiti non sono ancora noti.

Intanto, il 23 gennaio 2016 il TAR emette una sentenza che dovrebbe sbloccare clamorosamente la questione dando ragione ad Europolis e dichiarando illegittimo l’atteggiamento assunto dall’amministrazione Pignataro nella gestione delle procedure di aggiudicazione dell’appalto. 

Si legge in sentenza: “La Stazione appaltante ha richiesto to giustificazioni generiche e prive di concrete indicazioni (v. le note dell’Università 7 ottobre 2014, prot. n. 120221; 23 ottobre 2014, prot. n. 130079; 3 novembre 2014, n. 136476), inidonee pertanto a permettere alla Europolice di presentare adeguate e puntuali giustificazioni (cfr. la richiesta della ricorrente del 4 novembre 2014 ed il verbale di contraddittorio del 6 novembre 2014). L’esclusione, dunque, è avvenuta senza che la stazione appaltante rispettasse compiutamente la procedura di verifica dell’anomalia dell’ offerta della società ricorrente. Per completezza rileva il Collegio l’illegittimità del procedimento seguito e del suo esito (comportante l’esclusione dell’ offerta di Europolice s.r.l e l’aggiudicazione provvisoria e definitiva a favore di New Guard s.r.l.) anche sotto il diverso profilo sollevato in ricorso (quarto motivo) consistente nel fatto che la durata del servizio è annuale e non triennale, come dichiarato dall’Amministrazione resistente. In conclusione, assorbiti i restanti motivi, il ricorso principale va accolto, dovendo l’Armninistrazione rivalutare l’anomalia dell’offerta della società ricorrente tenendo conto, nel rispetto dei suesposti principi, delle giustificazioni dalla stessa addotte.”

Con tanto di condanna alle spese per l’Università.

Talmente chiaro il dispositivo e pesanti le motivazioni che ci si sarebbe aspettati che l’amministrazione Pignataro ne prendesse immediatamente atto, ma abbiamo già visto le modalità di reazione a sentenze giudiziarie come nel caso di quelle riguardanti il direttore generale Maggio.

Infatti, a seguito della notifica della sentenza, ricomincia il balletto delle note con cui l’amministrazione Pignataro ricomincia a chiedere alla vincitrice dell’appalto, la Europolis, nuove e ripetute “giustificazioni” a presunte anomalie dell’offerta.

Richieste alle quali la Europolis prontamente risponde e che poi vengono subito riproposte da nuove richieste.

La cosa più che strana è che, almeno così pare dalla lettura degli atti (che come sempre pubblichiamo integralmente) ad alcune richieste dell’amministrazione universitaria, la Europolis ha già risposto ma vengono di nuovo reiterate. 

Così passano altri mesi, dall’apertura delle buste ne sono passati ben 20.

Il servizio di vigilanza del valore milionario continua ad essere svolto in regime di proroga dalla Nuova Invincibile della famiglia Pietropaolo.

E davvero non si capisce più cosa debba accadere ancora all’Università di Catania.

Sentenza Europolis VS Università

Ateneo a Europolis 7 marzo

Europolis ad Ateneo 21 marzo_Parte1    Europolis ad Ateneo 21 marzo_Parte2

Europolis ad Ateneo 26 aprile

Ateneo ad Europolis 09 maggio

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Ateneo ad Europolis 24 maggio