Si cominciano a raffreddare le menti dopo la ridda di emozioni che hanno scombussolato l’ultimo week end: inutile e fuorviante il solito chiacchiericcio di colpevolisti ed innocentisti. Adesso occorre trovare soluzioni opportune e responsabili agli esiti dell’operazione della DIGOS “Università Bandita” che rischiano di essere devastanti se non seguiti immediatamente da provvedimenti che puntino al ripristino della legalità ed efficienza. L’Ateneo catanese ha infatti perso, con l’interdizione di Rettore e Pro Rettore, i suoi rappresentanti legali ed letteralmente paralizzato. In questo caso deve per legge intervenire in ogni caso il Consiglio dei Ministri che ha una sola opzione ragionevole…

Pare che ci sia un colossale vuoto legislativo: Costituenti e Legislatori non potevano pensare che nella civilissima Italia, culla della civiltà mondiale, potesse accadere che l’intero vertice di una sua antichissima Università potesse finire alle soglie della galera e alla fine “solo” interdetto così da lasciare l’Ateneo senza nessuno che possa firmare persino gli stipendi.

Nel caso di vacanza dei poteri elettivi, ed il caso più classico sono le dimissioni o decadenza del Rettore, la norma prevede infatti che con decreto del Consiglio dei Ministri alcuni poteri vengano affidati al Decano, cioè al professore ordinario più anziano.

Ma i poteri in questo caso sono decisamente limitati, si tratta in pratica solo di atti dovuti e per un periodo in genere molto breve e predefinito, riguardando di regola la sola fase dei soli comizi elettorali.

Stavolta la vicenda è più complessa e gli esiti dell’indagine, al netto di qualsiasi avviso assuma il Tribunale del Riesame, difficilmente consentiranno quella “continuità” gestionale per tutelare la quale gli indagati-interdetti hanno troppo brigato.

La soluzione più logica sarebbe l’ipotesi della nomina di un commissario governativo, come accade per le aziende in crisi o quelle sottoposte ad amministrazione straordinaria/giudiziaria.

Il tema della gestione straordinaria è stato posto ieri dall’eurodeputato 5Stelle Dino Giarrusso:

“I fatti emersi ieri dall’inchiesta “Università Bandita” hanno – al di là dei possibili risvolti penali – un’enorme rilevanza etica e politica, e ci pongono di fronte ad un’urgenza non più rimandabile: riformare profondamente e radicalmente il sistema di reclutamento e di gestione complessiva dei nostri atenei. Ma una classe politica responsabile ha l’obbligo anche di intervenire dove il precipitare degli eventi ha creato un vuoto pericoloso”, ha dichiarato ieri l’eurodeputato M5S Dino Giarrusso, uno dei pochi esponenti politici, a dire il vero, che ha assunto una posizione ufficiale.

Oggi l’Università di Catania vive de facto senza una guida, poiché tanto il magnifico Rettore quanto il prorettore sono sospesi in seguito all’iniziativa giudiziaria delle procura etnea. Un ateneo così importante non può rimanere senza direzione, dunque andrebbe commissariato immediatamente. La legge però prevede il commissariamento solo in seguito a dissesto finanziario. Giacché la nostra Costituzione impone che i decreti legge si promulghino solo in caso di necessità ed urgenza, faccio un appello al Governo e a tutti i deputati e senatori del M5S (e non solo) affinché si emani un decreto legge che preveda il commissariamento non più solo in caso di dissesto, ma anche nei casi in cui un ateneo dovesse ritrovarsi con il Rettore ed il pro-Rettore sospesi dal loro ruolo.

“Sarebbe una risposta utile e giusta, nel pieno rispetto delle prerogative costituzionali e dell’autonomia universitaria, ad una situazione incresciosa per l’Italia intera. Situazione alla quale una classe politica responsabile deve immediatamente rispondere, reagendo con decisione e dimostrando quanto tiene ad un settore così cruciale per lo sviluppo ed il futuro dell’intero sistema paese”, ha concluso Giarrusso.

L’ipotesi di poteri ad un Decano, oltre che impraticabile per i limiti intrinsechi, sarebbe decisamente inopportuna considerato che si correrebbe il rischio del mantenimento proprio di quel “Sistema” che è finito sotto indagine: ci manca solo questo per dare il colpo di grazia al nostro amato Gymnasium!

In ogni caso, visto che per passare i poteri deve riunirsi il Consiglio dei Ministri, potrebbe molto facilmente emanare un decreto che aggiunga al caso di dissesto finanziario quello dell’impedimento dei vertici per giungere al commissariamento, ricorrendo ad un elemento esterno al sistema locale.

I requisiti di “necessità ed urgenza” per ricorrere ad un decreto legge sono di plateale evidenza, occorre aggiungere quelli dell’intelligenza e responsabilità perché sarebbe gravissimo lasciare anche pochi giorni un ateneo dell’importanza di quello catanese in una simile situazione.

È urgentissimo che l’Università di Catania sia restituita alla sua dignità: ne va dell’immediato futuro di un’intera comunità.