Gli studenti chiaramente esultano per il risultato portato a casa con la delibera approvata ieri in Consulta prima e in CdA poi. Lo stesso non può dirsi dell’Amministrazione d’Ateneo: con la delibera del 21 ottobre , illegittima e probabilmente anche illecita se è vero che fosse basata su una falsa informazione fornita dal direttore Bellantoni a rettore e CdA, pensavano di aver risolto i problemi legati allo sforamento degli indici finanziari anche per quest’anno. Ma avevano fatto i conti senza l’oste e adesso non gli resta che raccogliere le briciole

L’approvazione in CdA arriva poco prima delle 18.00 di ieri, ma la notizia tra i ragazzi circolava già alla fine della Consulta degli Studenti.

Come richiesto dagli studenti in seno alla Consulta del 5 novembre la proposta è arrivata dal Rettorato ed è un tornare sui propri passi.
Il contributo da “obbligatorio” diventa “facoltativo” e se prima i vantaggi erano tutti per le casse dell’Ateneo, adesso sono gli studenti ad avere le agevolazioni: chi sceglierà di versare i 200 euro di quota fissa del contributo omnicomprensivo potrà scegliere se pagare la restante quota per intero entro il 10 giugno.

Solo per il corrente anno accademico – si legge nel comunicato stampa diramato dall’Ateneo – tutti gli studenti – sia regolari che irregolari – potranno infatti scegliere, come opzione aggiuntiva, di unificare tutti i pagamenti delle somme residue relative alla seconda rata e alla terza rata, e di posticiparli, senza alcuna mora, alla scadenza della quarta rata (entro il 10 giugno 2020), previo versamento facoltativo di un acconto di 200 euro entro il 31 dicembre 2019“.

“Chi non aderirà a questa nuova opzione – prosegue il comunicato – manterrà invece come riferimento le scadenze già indicate nella delibera del 1° aprile e nella Guida dello Studente 2019-20: 10 febbraio 2020, seconda rata; 10 maggio 2020, terza rata; 10 giugno 2020, eventuale quarta rata del contributo omnicomprensivo”.

Gli studenti tirano un sospiro di sollievo, mentre i tecnici si preparano ad affrontare i problemi legati all’adeguamento della piattaforma internet.

“Vincono gli studenti”, scrive sulla sua bacheca facebook Giuseppe Fava, Senatore Accademico dell’Associazione Nike. “Siamo riusciti a scongiurare l’applicazione di una delle delibere più assurde degli ultimi anni. L’abbiamo fatto nel pieno interesse degli attuali studenti ma anche di coloro che si iscriveranno nei prossimi anni perché un precedente del genere sarebbe pesato come un macigno anche su di loro”.

Il tema infatti che si è posto con questa raffazzonata forzatura dei vertici dell’ateneo era la violazione di un vero e proprio “contratto” che lega l’Università ai suoi studenti dal momento della pubblicazione ogni anno accademico della Guida degli Studenti, il documento che contiene gli obblighi e le scadenze assegnati ai ragazzi, ma anche quelli che in contropartita delle tasse pagate deve rendere l’ateneo, compreso il rispetto di regole e date da esso stesso fissate. Sarebbe stato un precedente davvero gravissimo se fosse passato in cavalleria come stava per accadere se la questione non si fosse posta sul giornale e i ragazzi non avessero reagito con grande lucidità, dando peraltro nuova dignità ad un organo statutario, la Consulta degli Studenti, sinora considerato una sorta di giocattolo da buggerare a piacimento.

“Già dai miei primi interventi all’adunanza della Consulta del 29 Ottobre – ci dice Ferdinando Cammarata, rappresentante degli studenti di Azione Universitaria in seno al Nucleo di Valutazione – avevo mostrato la mia più grande insofferenza rispetto ad un provvedimento illegittimo che sarebbe gravato esclusivamente sulle spalle degli studenti. Come già da me annunciato, non possiamo più permetterci giochi burocratici e ripensamenti continui a discapito delle nostre famiglie”.

“Oggi, grazie alla rappresentanza degli studenti che si è battuta arduamente in tal senso, posso ritenermi soddisfatto del compromesso raggiunto tra quest’ultimi e l’amministrazione dell’Università di Catania”, conclude.

E gli studenti sono chiari anche rispetto alla programmazione che venisse fatta per gli anni a venire: “Si provveda in via prioritaria alla stabilizzazione del personale tecnico amministrativo al fine di migliorare l’apparato burocratico”, spiega il presidente della Consulta Marco Tucci, dell’Associazione Arcadia.

E prosegue: “Che venga realizzata una programmazione dei punti organico a favore dei ricercatori, linfa vitale della comunità accademica, al fine di migliorare la ricerca e l’offerta formativa del nostro Ateneo. Si punti al futuro. I giovani siciliani vogliono tornare a credere che la nostra università punti realmente alla ricerca. Ci attendiamo che sia così. Un’università fatta da giovani“.

“Un plauso ai rappresentanti degli studenti in seno alla Consulta degli Studenti – scrivono i ragazzi di Controcampus –  e alle associazioni che insieme a noi hanno manifestato contrarietà fin dal primo momento alle decisioni delle scorse settimane e che oggi hanno approvato la nuova proposta, revocando la precedente. Le decisioni amministrative da parte del nostro Ateneo devono essere condivise con gli studenti e con le rappresentanze”

Quanti aderiranno alla manovra? Difficile prevederlo.

La sensazione è che dall’Amministrazione d’Ateneo non abbiano voluto lasciare la delibera alla mercé del dissenso degli studenti.

Nel comunicato ci tengono a precisare che “il provvedimento è stato approvato con il parere positivo della Consulta degli Studenti e il voto favorevole dei rappresentanti degli studenti in Consiglio di amministrazione”.

Pace fatta quindi, ma per il rettorato e per il quasi ex Direttore Generaleche aveva assicurato il parere positivo (inesistente) della Consulta inducendo gravemente in errore rettore e intero CdAè una vittoria di Pirro.