In 14 mesi il rettore Pignataro ha utilizzato, almeno per come risulta dal sito d’Ateneo, la carta aziendale per 28 volte. Dai 1.458 per andare a Marsiglia, sino ai bizzarri 11,60 euro per “missione a Palermo”: sarà la colazione?

Era il 1945 quando l’allora presidente del consiglio Alcide De Gasperi, dovendosi recare alla Casa Bianca per negoziare un essenziale contributo finanziario all’Italia, fu costretto a farsi prestare un cappotto dal ministro Attilio Piccioni.

Non voleva far sfigurare l’Italia e lui non ne aveva uno decoroso.

Sembrano passati millenni.

Uno dei temi che stanno occupando ormai da qualche tempo, forse troppo, le pagine dei giornali e le aule dei tribunali, riguarda le spese di varia, varissima natura, che molti rappresentanti istituzionali addebitano alla casse pubbliche.

Di ieri la notizia che si è dovuta dimettere una sottosegretaria del governo Renzi, arcinota la vicenda che ha travolto il sindaco di Roma Marino, e questa testata se ne è occupata in tempi decisamente anticipati trattando diverse inchieste giornalistiche su consiglieri provinciali e comunali poi finiti in tribunale.

Ed essendo il tema di indubitabile interesse pubblico, è bene lanciare un focus sui rappresentanti istituzionali di più diretto riferimento del nostro territorio.

Cominciamo con l’Università di Catania, che è una delle nostre passioni per la rilevanza politico-economica che ha sulla comunità catanese e per le modalità con cui vengono gestite enormi risorse, più volte oggetto di nostre inchieste tanto documentate ed inconfutabili, quanto inspiegabilmente ancora prive di conseguenze in ordine alle responsabilità.

Ma veniamo all’uso che della carta aziendale ha fatto l’attuale Magnifico Rettore Giacomo Pignataro.

Il periodo in esame, è l’unico pubblicato sul sito di Unict, va dal 21 marzo 2013, il suo insediamento, al 19 giugno 2014.

L’obbligo di pubblicazione di queste spese pare sia annuale, ma non vi è stato ancora l’aggiornamento che avrebbe dovuto essere fatto entro giugno 2015.

Ma poco importa, perché deve ritenersi comunque significativo quanto dettagliato.

In 14 mesi il rettore Pignataro ha utilizzato, almeno per come risulta dalla pubblicazione, la carta aziendale dell’Università in 28 occasioni.

Il totale, nei 14 mesi, arriva a 11 mila 270 euro. Non ci pare tanto.

E’ volato a Roma, per riunioni ed incontri vari, 22 volte.

E’ stato poi in Belgio, a Ghent, e a Rimini, Milano e Marsiglia.

Non è specificato a cosa si riferiscano esattamente le spese, se si tratti del viaggio, del soggiorno, del vitto o altro.

E non sappiamo neanche si tratti del totale delle spese di “rappresentanza” sopportate dall’Ateneo per attività del rettore o se vi siano altre modalità di pagamento o capitoli di bilancio diversi.

Sul sito non abbiamo trovato nulla.

Le spese che più fanno riflettere riguardano le “missioni a Palermo”, che già definirle tali per un Magnifico Rettore di Catania ci pare un tantino esagerato.

Ma sono le cifre relative a queste “missioni” che lasciano perplessi.

La carta aziendale dell’Università è stata utilizzata a Palermo per euro 11,60 (undici euro e 60 centesimi) il 16 aprile 2013 in occasione di un incontro all’ARS.

Poi, il 29 maggio, in occasione di un incontro con l’assessore Lo Bello, sempre a Palermo, per 12,20 euro (dodici euro e venti centesimi).

E ancora, il 25 giugno 2013, per un incontro con l’assessore Borsellino, per 23,20 euro (ventitré euro e 20 centesimi).

Non è specificata la ragione della spesa e dalla sua esiguità possiamo dedurre che si tratti di una colazione, un veloce panino in autostrada, qualcosa di simile.

Ma proprio per questo riflettiamo. Questione di stile, di banale buon gusto.

Tutto legittimo, ci mancherebbe, non abbiamo dubbi, almeno su questo, (su tanto altro li abbiamo espressi e documentati).

Del resto non possiamo sapere cosa avrebbe fatto con quella carta Alcide de Gasperi, ma lo immaginiamo: il panino no, se lo sarebbe pagato da se.

 

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Scarica il PDF delle spese del rettore Pignataro con carta aziendale 21 marzo 2013 – 19 giugno 2014