Probabilmente non ha precedenti storici che un decreto di nomina del rettore di una università italiana sia accompagnato da un post su Facebook del ministro dell’Istruzione, in questo caso Lorenzo Fioramonti, che in poche righe segna il perimetro preciso entro cui dovrà muoversi il neo Magnifico. Il ministro fa esplicito riferimento all’indagine “Università Bandita” ed indica esplicitamente come occasione di “discontinuità” proprio le dimissioni, “richieste da molte parti”, dell’ex rettore decaduto e poi interdetto Giacomo Pignataro dalla “Commissione per la contabilità economico-patrimoniale delle università” (ne faceva parte!) 

Difficilmente ci si poteva attendere messaggio più forte di quello lanciato dal neo ministro per l’Istruzione in occasione della firma del decreto di nomina del rettore eletto dell’Università di Catania Francesco Priolo, nonostante tutto resti sub iudice almeno sino al 16 gennaio dopo l’ordinanza del TAR di Catania che ha giudicato “favorevolmente apprezzabili” le ragioni del ricorso il cui accoglimento condurrebbe all’annullamento delle contestate elezioni d’agosto.

L’attuale ministro Lorenzo Fioramonti, che nel precedente governo Conte era vice ministro sempre all’Istruzione, si era espresso molto duramente per il commissariamento all’indomani dello scandalo per la prima puntata dell’indagine “Università Bandita” che, in ogni caso, segna un punto di non ritorno per le vicende universitarie non solo catanesi.

Adesso ha scelto di consentire l’insediamento del rettore aprendo un credito in attesa di chiari segnali di discontinuità espressamente invocati.

Scrive:

“Ieri ho voluto incontrare il neo-rettore eletto dall’Università di Catania, il prof. Francesco Priolo, subito prima di firmare la sua nomina.

Era importante per me chiarire che quanto successo con le indagini “Università Bandita” fosse una pagina da archiviare quanto prima.

Ho trovato il rettore sinceramente sensibile sul tema e disponibile ad avviare da subito un percorso in cui l’Università di Catania possa attestarsi come la più dedita alla trasparenza e alla correttezza nell’intero panorama nazionale. Il faro del Miur sarà puntato in quella direzione.

Come Ministro sarò pronto ad apprezzare da parte dell’Università di Catania una vera svolta, da considerare anche all’interno delle dinamiche redistributive delle risorse universitarie nel Paese.

Posso inoltre annunciare che gli stessi ispettori del Mef, inviati a Catania, stanno procedendo ai controlli, con la totale collaborazione dell’attuale dirigenza universitaria.

L’ex rettore Pignataro si è già dimesso dalla COEP (Commissione per la contabilità economico-patrimoniale delle università), come richiesto da molte parti.

Questi rimedi postumi ovviamente non bastano, perché delle persone sono rimaste offese nella vita e nella carriera.

Per prevenire che in futuro accadano cose del genere stiamo provvedendo a mettere in campo delle misure che avevo richiesto con forza fin da Viceministro.

Si tratta nello specifico: di un protocollo con Anac riguardante i concorsi universitari; della costituzione già in essere di un ufficio apposito del Miur denominato Osservatorio per i concorsi della ricerca e dell’alta formazione; di DM che attiva Anvur per dei controlli a campione sugli stessi concorsi.

Tutto ciò non basta e non basterà, finché la parte migliore della comunità accademica non svilupperà da sé gli anticorpi necessari a contrastare le dinamiche clientelari.

Personalmente sarò in prima linea, nei limiti del diritto e dell’autonomia universitaria, in questa battaglia culturale e morale.”