Si alza il livello dello scontro ai vertici dell’Ateneo. Il reato sarebbe stato commesso con l’omessa iscrizione all’ordine del giorno di un punto richiesto dai consiglieri Iachello ed Elia 

La contesa tra il Rettore Giacomo Pignataro e il Direttore Generale (defenestrato, reintegrato e poi ridefenestrato) Lucio Maggio continua ad intrigare le cronache locali, spostandosi dal politico al civile per approdare al penale.

Gli ultimi fatti si attorcigliano attorno all’ultima seduta del consiglio di amministrazione che ha registrato una dura polemica, resa subito pubblica per volontà delle parti, tra il rettore e due consiglieri, i docenti Ettore Iachello e Febronia Elia.

Il primo round è dei consiglieri Iachello ed Elia che il 30 gennaio, al termine del CdA, emanano un comunicato stampa con cui lamentano un atteggiamento censorio del rettore Pignataro che aveva loro impedito di inserire a verbale una dichiarazione.

A tale comunicato il Rettore Pignataro aveva quindi risposto pubblicamente sulla stampa, sostenendo che non vi era stata alcuna censura in quanto la richiesta di inserire una dichiarazione a verbale veniva ritenuta “irrituale ed irricevibile in quanto formulata nel corso del punto relativo alle comunicazioni del rettore” e, per quanto attiene alla richiesta di iscrizione all’ordine del giorno della discussione sugli ultimi sviluppi della vicenda Maggio, il rettore spiega che “il tema da trattare è stato preliminarmente sottoposto al parere dei legali dell’Avvocatura dello Stato, per ricevere un parere tecnico secondo il quale “non sussistendo ragioni fondate per le pretese avanzate dal dott. Maggio, non è possibile proporre al consiglio di amministrazione una discussione in contraddizione con le pregresse iniziative giudiziarie»,

Si arriva quindi all’ulteriore risposta dei consiglieri Iachello ed Elia che contestano duramente la ricostruzione del rettore arrivando a denunciare una vera e propria violazione del regolamento universitario che all’art. 1 ( D.R. 1795 del 23.03.2010) prevede che il rettore debba inserire punti all’ordine del giorno quando richiesti da almeno 2 consiglieri di amministrazione, ed in realtà in questo caso la richiesta di discutere la nota inviata ai consiglieri dall’ex direttore generale era stata formulata formalmente da tre consiglieri: Iachello, Elia e Toscano.

Questa richiesta è stata formulata in data 26 gennaio, coincidente con la convocazione del CdA fissato per il successivo 30, ma in data 29 gennaio il rettore ha emanato un ordine del giorno aggiuntivo con ulteriori 8 punti da trattare, senza ritenere di dover inserire la richiesta dei 3 consiglieri.

Il rifiuto del rettore Pignataro di consentire la discussione sull’invito del dr. Maggio rivolto ai consiglieri di agire in autotutela, si apprende da ambienti giudiziari, pare abbia provocato una formale denuncia per abuso d’ufficio, considerato che secondo i ricorrenti il rettore avrebbe avuto l’obbligo, ai sensi di regolamento, di inserire il punto richiesto dai consiglieri e che tale omissione avrebbe aggravato il danno patrimoniale lamentato dallo stesso Maggio e per cui risultano già incardinati diversi procedimenti in sede civile e penale.

E la storia continua.

Ordine del giorno 26 gennaio

Ordine del giorno aggiuntivo