In attesa che il 23 agosto si svolgano quelle contestatissime per l’elezione del rettore dell’ateneo catanese, questo lunedì 19 si terranno intanto quelle per sostituire il direttore di quella che una volta era in parte la facoltà di Farmacia, oggi Dipartimento Biometec tra i 4 afferenti Medicina, sinora regno incontrastato del prof. Filippo Drago, finito interdetto e con tanto di richiesta d’arresto da parte della Procura di Catania nell’ambito dell’inchiesta “Università Bandita”. Il tema che divide i 4 candidati all’ambìta carica è infatti la continuità o l’opposizione proprio a quella gestione. L’audio della nervosa conversazione con il “candidato in continuità” Salvatore Salomone.

Il Dipartimento di Scienze Biomediche e Biotecnologiche di Catania ha sede nella nuovissima sede di via Santa Sofia denominata Torre Biologica, inaugurata dopo essere costata oltre ogni previsione durante il rettorato di Giacomo Pignataro, anch’egli interdetto e con richiesta d’arresto evitatagli dal GIP.

È un centro d’eccellenza all’interno del quale lavorano molti scienziati di livello, ma di conseguenza anche un’enorme centro di potere dove si gestiscono fiumi di denaro e carriere di ogni tipo.

Le turbolenze all’interno di questo dipartimento non sono nuove ma risalgono a ben prima dello scoppio dello scandalo di giugno, trovando qualche campanello d’allarme in verbali di assemblea e culminate nella scelta dell’allora vice direttore prof. Rosalba Parenti che la sua lettera di dimissioni del marzo 2019 decise di inviarla in copia anche al Responsabile dell’Ufficio Prevenzione della Corruzione e Trasparenza: scelta inusitata e alquanto originale.

Per inciso, il successore vice direttore, la prof. Velia D’Agata, finirà indagata insieme al padre ex procuratore della Repubblica di Catania Vincenzo nella stessa indagine che ha provocato l’interdizione del direttore uscente Filippo Drago.

È chiaro quindi che, al di là dei meriti scientifici, il tema sottostante, il vero programma elettorale attenga più ai reciproci rapporti con la vecchia gestione che alle idee da mettere in campo per risollevare l’importante dipartimento finito nella bufera.

I candidati direttore sono 4: Salvatore Salomone, Giovanni Li Volti, Vito De Pinto e Filippo Condorelli.

Gli ultimi due, De Pinto e Condorelli, nei loro interventi e programmi depositati sembrano sorvolare sulla vicenda giudiziaria, limitandosi alle cose che vorrebbero fare una volta eletti come se non avesse una decisiva refluenza quanto accaduto.

I professoriSalomone e Li Volti rappresentano invece gli antipodi in termini di posizione nei confronti della vecchia gestione travolta dalle indagini e quindi catturano quanto meno l’interesse giornalistico e quindi li abbiamo raggiunti telefonicamente.

Sin dalla sua presentazione il prof. Li Volti rivendica la sua opposizione alla gestione Drago con tanto di prove documentali in verbali delle assemblee di dipartimento in tempi non sospetti, almeno dal 2017, in cui esprimeva pubblicamente il suo dissenso proprio sulla scelta di quei requisiti per gli avanzamenti di carriera poi finiti all’attenzione degli investigatori.

La sua parola d’ordine è “Discontinuità” rispetto ad una gestione che ha mortificato eccellenti professionalità spaccando la comunità accademica, anzi definisce espressamente “indecente” parlare di continuità con la vecchia gestione, “rappresentando persino uno schiaffo alla magistratura”.

Meno serena la conversazione telefonica avuta con l’altro candidato Salvatore Salomone, almeno da parte sua e terminata con l’immancabile ed esagerata minaccia di querela se avessimo pubblicato altro che il suo virgolettato “No comment”, un nervosismo del tutto indicativo del clima che si respira da quelle parti e magari dello stile di gestione di un’importante incarico come quello di dirigere un dipartimento universitario di questo tipo.

Avendo ascoltato il suo intervento in assemblea e letto il programma che apre con i ringraziamenti all’indagato interdetto prof. Drago rivendicando “continuità” ritenevamo di offrirgli l’opportunità di spiegare meglio cosa intendesse ma la reazione è stata immediatamente prevenuta: “Preferisco non fare commenti. Ho fatto la mia campagna elettorale, i miei colleghi mi hanno sentito chi mi vuole votare mi vota chi non mi vuole votare non mi vota, penso di non dover dire altro, no?”

Quello che avremmo voluto chiedere al prof. Salomone riguardava un passaggio tra i più importanti dell’indagine “Università Bandita” per chiarire se nella rivendicata “continuità” rientrassero anche certi metodi di gestione dei concorsi accademici.

Si legge negli atti della Procura di una conversazione intercettata in cui il prof. Sergio Castorina racconta di come era stato indotto a ritirarsi da un concorso: “Ieri io ho ricevuto una telefonata alle 07:00 di DRAGO (n.d.r. DRAGO Filippo Direttore del Dipartimento di Scienze Biomediche e Biotecnologiche) che mi ha convocato a casa sua alle 21:00…niente mi trovo praticamente in questa situazione…trovo lui…la D’AGATA (n.d.r. Velia D’AGATA professore associato confermato del Dip. Scienze Biomediche e Biotecnologiche) e SALOMONE (n.d.r. Salvatore SALOMONE professore ordinario del Dip.Scienze Biomediche e Biotecnologiche)…tutti e tre seduti sul divano…riuniti…il discorso è questo…caro Sergio … qua e la… ieri ho avuto un incontro al Rettorato… ho avuto una riunione… ho deciso che questo posto che deve arrivare in Dipartimento potrei in un certo senso…dovrei assegnarlo all’Anatomia…(incomprensibile)…eccetera…tu hai avuto anche il tuo valore…la tua cosa…noi ti rispettiamo eccetera eccetera però sai qui lei (n.d.r. D’AGATA Velia) che non ha mire di tipo leadership ti lascerebbe tutto lo spazio che vuoi sia come rappresentante di sezione ed altro quello che ti chiedo e che la cosa vada in questi termini…vorrei che tu facessi un passo indietro e non ti presentassi a questo concorso…

Essendo presente a questa molto particolare riunione il candidato direttore Salvatore Salomone, la domanda normale, ovvia, doverosa era appunto se questi metodi rientrassero nel suo concetto di “continuità”.

La risposta, che non ha voluto chiarire il punto, è stata alquanto nervosa ed avendoci espressamente minacciati dell’immancabile querela se avessimo aggiunto una virgola a quanto da lui detto, la riportiamo in audio così com’è, anche perché riteniamo la conversazione significativa come testimonianza di stile e tenuta emotiva per chi deve assumere incarichi così importanti.

Così evitiamo virgolettati e i “no comment” richiesti e ognuno “vota chi vuole votare”, gli elementi ci sembra ci siano tutti per farsi un’idea ma non siamo stati in grado di capire, ed era quello che volevamo offrire ai nostri lettori/elettori, se la rivendicata “continuità” riguardi anche i metodi emersi con l’indagine “Università Bandita” e di cui, stando all’intercettazione riportata, il prof. Salomone era perfettamente a conoscenza.

Buone elezioni quindi ed in ogni caso a tutti i candidati, con i nostri migliori in bocca al lupo soprattutto ai tanti scienziati del dipartimento Biometec di Catania che meritano una guida che li porti fuori dalla situazione in cui sono stati cacciati.