Torna in campo la Giustizia Amministrativa per dirimere le temerarie vicende dell’Ateneo catanese, proprio come nel 2015 quando furono i ricorsi e la tenacia della prof. Febronia Elia a mandare a casa il peggior rettore di tutti i tempi, quel Giacomo Pignataro finito interdetto dal GIP e con richiesta di arresto da parte della Procura a seguito dell’indagine della DIGOS “Università Bandita” in cui emerge come protagonista assoluto. Adesso sono i docenti Lucio Maggio e Attilio Toscano, assistiti dagli avvocati Dario Riccioli e Pietro Sciortino a depositare un ricorso d’urgenza al TAR di Catania che si spera non si faccia coinvolgere nei traccheggi emersi con l’indagine di cui sopra!

L’avvertenza è d’obbligo e preliminare, considerato quello che si legge nell’ordinanza del GIP che abbiamo pubblicato ieri  e che testimonia la capacità di intossicare le istituzioni di quello che la magistratura ha ritenuto a capo di un’associazione criminale.

Siamo alle pagine 552 e seguire dell’ordinanza del GIP, capitolo Q, dal titolo “L’associazione per delinquere”, sotto titolo: “Inquadramento storico”, che si apre proprio con i traccheggi del signor Pignataro ancora rettore che fa di tutto per “incontrare” niente meno che il presidente Zucchelli del CGA dove pendeva il ricorso per la sua decadenza, ottenendone informazioni riservate che gli anticipavano i contenuti della sentenza che lo riguardava: roba da rabbrividire!

Giacomo Pignataro

Si legge: “Dopo il deposito del ricorso al C.G .A., si assiste a diversi tentativi di contatto tra PIGNATARO e ZUCCHELLI Claudio, nato a Roma il 26.8.1949, Presidente del Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana. Tali contatti culmineranno in un incontro tra i due in data 7 settembre 2016 nel corso del quale il Presidente ZUCCHELLI anticipa al PIGNATARO quale sarà il contenuto della sentenza emessa sulla base del ricorso presentato dallo stesso Pignataro.”

Ma leggete il resto perché è davvero sconcertante, tanto che si resta basiti e si fatica a comprendere la tenuità delle misure cautelari e come sia possibile che si stia consentendo lo svolgimento di elezioni agostane con le premesse contenute negli atti d’indagine e con l’esposizione di personaggi che in queste vicende ricorrono in maniera costante, ma andiamo avanti.

In calce, come al solito, riproponiamo gli articoli dedicati alla tenace resistenza nel 2015 della prof. Febronia Elia che, consigliera d’amministrazione isolata e vituperata, incarnò una battaglia campale per il ripristino della legalità al vertice dell’ateneo catanese, riuscendo alla fine ad ottenere ragione nonostante i tentativi d’inquinamento.

Infatti, ancora una volta Pignataro interpreta pro domo sua le informazioni ottenute illecitamente dal presidente del CGA e pensa di ricandidarsi per completare i danni già fatti, si legge ancora: “Il tratto di maggiore di interesse, sotto riportato, è particolarmente significativo perché documenta la condotta di PIGNATARO il quale – dopo aver illecitamente appreso da ZUCCHELLI il contenuto della sentenza ancora non pubblicata – contatta gli altri associati e getta le basi per la sua candidatura anche alle successive elezioni…Nello stesso senso la conversazione tramite SMS con Alessandra GENTILE (il prorettore di PIGNATARO). Il Rettore, alla domanda “com’è?”, risponde: prepariamoci per il 29 settembre, io sono ricandidabile” . Convengono poi sul “silenzio assoluto”.

E ancora leggiamo nell’ordinanza del GIP: “Lo scambio di messaggi appare particolarmente significativo in ordine al mantenimento della posizione di potere e controllo che PIGNATARO vuole assicurarsi. Invero lo stesso, conversando con il Prorettore (Alessandra Gentile prorettore di Pignataro, ndr), mette in luce non solo la necessità di raggiungere un accordo per neutralizzare gli effetti della sentenza, ma sottolinea anche l’importanza di collocare uomini di sua fiducia all’ interno del Senato Accademico le cui elezioni sarebbero state da lì a breve. L’espressione utilizzata dal Prorettore laddove dice “il banco di prova saranno proprio le elezioni del senato” è gravemente indiziaria della forza dell’associazione a delinquere per la cui vita è indispensabile mostrare che PIGNATARO, controlli le elezioni del Senato e quindi che il gruppo persiste nonostante la dichiarazione di decadenza della sentenza del C. G.A. (il Senato accademico precedente era stato costituito in data 12 ottobre 2016 proprio sotto la reggenza PIGNATARO).”

Lo scrive il Giudice, mica noi!

Insomma, che dire?

Nonostante questo e il gravissimo colpo inferto alla magistratura amministrativa da questa vicenda, è comunque lì che ci si deve rivolgere nella speranza che si tratti di casi isolati ed irripetibili.

Ed è quello che hanno fatto i docenti Maggio e Toscano, già protagonisti di una diffida al presidente del consiglio per procedere ad un opportuno commissariamento dell’Ateneo catanese, impedito dal ministro della Lega alla Pubblica Istruzione Marco Bussetti nonostante il pressing dei 5Stelle catanesi (tutti adesso in altre faccende affaccendati): hanno prevalso ancora una volta i “consigli” (e guarda caso proprio sulle sentenze del CGA) di dirigenti ministeriali già venuti in soccorso nel recente passato di quello stesso “sistema” oggi finito travolto ma che prova a resistere.

Il ricorso presentato il 19 agosto si compone di 19 pagine e chiede al TAR di Catania l’annullamento con un provvedimento d’urgenza di tutti gli atti compiuti dal Decano Vincenzo Di Cataldo che ha indetto le elezioni e sul quale pende già una denuncia per usurpazione di pubbliche funzioni.

Lo alleghiamo integralmente per gli appassionati di Diritto ma, soprattutto, per gli appassionati di Diritti e Legalità.

Staremo a vedere anche questa.

Il ricorso d’urgenza presentato al TAR di Catania per l’annullamento delle elezioni del Rettore dell’Università di Catania fissate dal Decano Vincenzo Di Cataldo per il 23 agosto.