Il primo luglio abbiamo pubblicato la denuncia della senatrice accademica Maria Grazia Cinquegrani, il 3 luglio il direttore del dipartimento Giuseppe Mulone convoca d’urgenza il consiglio che si riunisce con un solo punto all’ordine del giorno: il nostro articolo.  Riceviamo da parte del direttore Mulone richiesta di pubblicazione integrale del verbale della seduta ed aderiamo con piacere

A conclusione delle 12 pagine di verbale, che come richiesto proponiamo integralmente ad uso degli appassionati, leggiamo: ““I componenti del Consiglio del DMI presenti alle riunioni del 12 e del 17, avendo esaminato la dichiarazione della Prof.ssa Cinquegrani al Senato e la lettera della Prof.ssa M.A. Ragusa inviata al Rettore e resa pubblica dagli organi di stampa, tenuto conto delle risposte-precisazioni fatte dal Direttore Prof. Mulone sui vari punti, confermano che l’iter relativo alla determinazione dei criteri, alla individuazione delle priorità fra i settori e alla richiesta del posto di prima fascia nel settore MAT/03, al di là delle rispettive posizioni assunte nelle varie votazioni, si sia svolto secondo quanto riportato nelle risposte indicate sopra dal Prof. Mulone.
Il Consiglio con il solo voto contrario della Prof.ssa Tracinà e l’astensione del Prof. Motta, approva.”

In sintesi, il consiglio conferma che l’iter dei bandi, al di là delle rispettive posizioni, si sarebbe svolto secondo quanto riportato nelle risposte indicate sopra dal Prof. Mulone. Ed è esattamente ciò che le professoresse Ragusa e Cinquegrani hanno contestato.

Infatti, proprio su questo verbale “urgente” del dipartimento, che risponde alle denunce della prof.ssa Ragusa, interviene la senatrice Cinquegrani che quelle denunce aveva portato in Senato Accademico e che erano state oggetto del nostro articolo: “L’apparente smentita fornita dal Prof. Mulone e a maggioranza dal Consiglio del DMI finisce con il confermare i dubbi espressi sulla regolarità della procedura adottata, a partire dalla costruzione degli algoritmi effettuata dal prof. Mulone , e da lui soltanto, sulla base dei curricula che lo stesso prof. Mulone  ha acquisito direttamente dagli interessati, ben prima della approvazione dei criteri . Mi riservo ogni forma di tutela che l’ordinamento mi riconosce.

Maria Grazia Cinquegrani

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Ed ecco la posizione del Dipartimento di Matematica e Informatica dell’Università di Catania:

Gent.mo Direttore,

nell’articolo di Pierluigi di Rosa, pubblicato da Sudpress, in data
2/7/15, dal titolo ” Università: la denuncia della senatrice
Cinquegrani sui concorsi a Matematica”, compaiono “denunce”, alcune
affermazioni vere e molte affermazioni non corrispondenti al vero.

A tutela dell’operato del Consiglio del Dipartimento di Matematica e
Informatica e mio personale, invio copia del verbale del Consiglio del
6/7/2015 nel quale vengono date precise risposte alle affermazioni
contenute nell’articolo e nell’allegato ivi citato, con la preghiera
di pubblicarlo.

Ringrazio e porgo distinti saluti,

Giuseppe Mulone
direttore DMI

Scarica il verbale del Dipartimento Matematica – Convocazione urgente del consiglio di dipartimento -Verbale n.12 del 6 luglio 2015 

 

UNIVERSITÀ DIPARTIMENTO
degli STUDI di MATEMATICA
di CATANIA e INFORMATICA
Verbale n. 12 – 6/07/2015
_______________________________________

Il Consiglio del Dipartimento di Matematica e Informatica, convocato in via d’urgenza il 3/07/2015, si è riunito il giorno 6/07/2015, in seconda convocazione, alle ore 11.00 presso l’aula Magna, per discutere il seguente:

Ordine del giorno:
1. “Università: la denuncia della senatrice Cinquegrani sui concorsi a Matematica”, risposte del Consiglio del Dipartimento.

Componenti il Consiglio n. 76
Docenti:
Barbanera Franco, Battiato Sebastiano, Bella Angelo, Bella Giampaolo, Biazzo Veronica, Bonacini Paola, Boscarino Sebastiano, Cantone Domenico, Caruso Andrea Orazio, Catalano Dario, Causa Antonio, Cilia Raffaella, Cincotti Gianluca, Cirmi Giuseppa Rita, Cutello Vincenzo, D’Anna Marco, D’Asero Salvatore, Daniele Patrizia, Di Fazio Giuseppe, Di Raimondo Mario, Di Vincenzo Rosalba, Emmanuele Giovanni, Falsaperla Paolo, Fanciullo Maria Stella, Faraci Francesca, Farinella Giovanni Maria, Faro Simone, Gallo Giovanni, Gionfriddo Mario, Giuffrida Salvatore, Giusti Laila, Guardo Elena Maria, Leonardi Salvatore, Lombardo Sebastiano, Madonia Maria, Maggioni Renato, Mammana Maria Flavia, Marano Angelo, Marino Lucia, Micale Vincenzo, Milazzo Lorenzo, Milici Salvatore, Moschetti Gaetano, Motta Santo, Mulone Giuseppe, Muscato Orazio, Naselli Ornella, Nicolosi Asmundo Marianna, Nicosia Giuseppe, Pappalardo Giuseppe, Pavone Mario, Pennisi Mario, Pidatella Rosa Maria, Puglisi Daniele, Raciti Fabio, Raciti Grazia, Ragusa Alfio, Ragusa Maria Alessandra, Re Riccardo, Ricceri Biagio, Riccobene Salvatore, Russo Francesco, Russo Giovanni, Santoro Corrado, Scollo Giuseppe, Scrimali Laura Rosa Maria, Sergio Irene, Sorace Giuseppe, Stanco Filippo, Strano Rosario, Tracinà Rita, Tramontana Emiliano, Trovato Massimo, Villani Alfonso, Zamboni Pietro, Zappalà Giuseppe.
Presenti: Barbanera Franco, Battiato Sebastiano, Bella Angelo, Boscarino Sebastiano, Cantone Domenico, Cilia Raffaella, Cutello Vincenzo, Daniele Patrizia, D’Anna Marco, D’Asero Salvatore, Di Fazio Giuseppe, Di Vincenzo Rosalba, Faraci Francesca, Farinella Giovanni Maria, Gallo Giovanni, Gionfriddo Mario, Giuffrida Salvatore, Giusti Laila, Guardo Elena Maria, Leonardi Salvatore, Lombardo Sebastiano, Maggioni Renato, Mammana Maria Flavia, Marano Angelo, Micale Vincenzo, Moschetti Gaetano, Motta Santo, Mulone Giuseppe, Naselli Ornella, Nicolosi Asmundo Marianna, Pennisi Mario, Puglisi Daniele, Raciti Fabio, Ragusa Alfio, Ricceri Biagio, Riccobene Salvatore, Russo Francesco, Santoro Corrado, Scrimali Laura Rosa Maria, Stanco Filippo, Strano Rosario, Tracinà Rita, Tramontana Emiliano, Trovato Massimo, Villani Alfonso, Zamboni Pietro.

Assenti giustificati: Caruso Andrea Orazio, Emmanuele Giovanni, Falsaperla Paolo, Fanciullo Maria Stella, Faro Simone, Madonia Maria, Milazzo Lorenzo, Nicosia Giuseppe, Pappalardo Giuseppe, Ragusa Maria Alessandra, Scollo Giuseppe.

Presiede il Direttore prof. Giuseppe Mulone; svolge le funzioni di Segretario il prof. Filippo Stanco.

Il Presidente constata che il Consiglio è stato regolarmente convocato, che sono presenti n. 46 componenti su 65 (76 meno 11 assenti giustificati), poiché il quorum è 26 il Consiglio può validamente deliberare.

Il Direttore dichiara aperta l’adunanza, passando a discutere il punto all’ordine del giorno

1. “Università: la denuncia della senatrice Cinquegrani sui concorsi a Matematica”, risposte del Consiglio del Dipartimento.

Il Direttore ricorda che, in data 2/07/2015 su un giornale locale, è apparso un articolo, a firma del dott. Pierluigi Di Rosa, avente come titolo: “Università: la denuncia della senatrice Cinquegrani sui concorsi a Matematica”.

In tale articolo si scrive che: “Nel corso della seduta del Senato Accademico del 25 giugno la senatrice professoressa Maria Grazia Cinquesgrani ha denunciato lo strano percorso adottato dal direttore del dipartimento di Matematica ed Informatica per giungere alla nomina di un professore di prima fascia. Dubbi espressi su tutti i bandi in fase di approvazione.
Tutto parte dalla lettera-denuncia inviata dalla professoressa Maria Grazia Ragusa ed indirizzata al Magnifico Rettore Giacomo Pignataro ed alla professoressa Maria Grazia Cinquegrani, rappresentante in Senato Accademico del dipartimento di Matematica ed informatica.
Riportiamo a seguire l’intervento integrale della senatrice Cinquegrani, che contiene molti aspetti tecnici di non facile lettura per i non addetti ai lavori.
In sintesi, la denuncia consiste nel fatto che il direttore del Dipartimento di Matematica ed Informatica, Giuseppe Mulone, dovendo avviare la procedura per la nomina di un professore ordinario, avrebbe richiesto, (il 27 maggio) prima di decidere i criteri per la selezione, i curricula dei possibili candidati.
La decisione sui criteri sarebbe stata adottata dal consiglio di dipartimento solo il 12 giugno, e sulla base di complessi calcoli matematici (“a sette cifre”, sottolineano le denuncianti) scelti “in solitudine” dal direttore di dipartimento Mulone.
Con ciò sarebbe nato il sospetto, questo il fulcro della denuncia, che tale procedura sia stata utilizzata per individuare criteri utili a favorire uno specifico candidato.”
Nell’articolo viene anche riportato l’intervento della senatrice Cinquegrani a verbale della seduta del 25 giugno del Senato Accademico.
Nello stesso articolo è allegata una “Lettera denuncia della Prof.ssa Maria Alessandra Ragusa”.

Interviene il Prof. Motta.
Poiché entrambe le lettere contengono informazioni vere, ma anche molte osservazioni e informazioni non vere, il direttore ha ritenuto necessario convocare, in via d’urgenza, il presente Consiglio in modo che il direttore possa rispondere puntualmente ai vari punti sollevati in tali lettere e stabilire la verità dei fatti.

Nel seguito si riportano:
1) la lettera della prof.ssa Cinquegrani,
2) la dichiarazione del prof. Mulone in Senato Accademico,
3) la lettera della prof.ssa M.A. Ragusa.

In “corsivo”, nel corso delle lettere delle due colleghe, sono riportate le risposte a tali osservazioni, in particolare, viene precisato se ciò che ivi è affermato corrisponde al vero o meno.

Il direttore espone al Consiglio quella che ritiene l’esatta verità dei fatti. Tali interventi sono riportati, sempre in “corsivo” nel corso delle lettere stesse.

Intervengono i Proff. Marano, Tracinà e Di Vincenzo.

1) Lettera prof.ssa Cinquegrani:

“Su sollecitazione ufficiale inviata al Rettore ed a me per conoscenza della Prof.ssa Alessandra Ragusa, che allego, (Leggi la lettera-denuncia della prof.Maria Alessandra Ragusa) sono entrata nel merito della delibera del Consiglio di Dipartimento del DMI riscontrandovi vizi procedurali, forzature ed incongruenze rispetto ai criteri indicati dal Senato, con il conseguente riflesso sulla graduatoria dei settori scientifici disciplinari oggetto di un eventuale bando.
La lettera della Prof.ssa Ragusa di cui si parla nella lettera della Prof.ssa Cinquegrani non è stata mai inviata né direttamente né in copia al prof. Mulone. Il direttore ne è venuto a conoscenza ufficialmente dal giornale.
Ho verificato la veridicità delle sconcertanti informazioni contenute nella mail inviatami dalla Prof. Ragusa.
Come è stata verificata la veridicità e da chi? Nelle risposte che seguono si proverà che alcune dichiarazioni corrispondono al vero e altre sono false.
Devo confessare che ho impiegato circa due giorni per cercare di dare una ratio alla cabala elaborata in solitudine dal direttore dei DMI (prof. Mulone) e resa nota ai ricercatori e professori associati del DMI solo durante il Consiglio di Dipartimento e alla luce di ciò mi riesce veramente difficile pensare che i ricercatori e i professori associati del DMI ultimi abbiano avuto il tempo necessario per valutare con cognizione di causa sia la validità, la congruenza dei criteri nonché la tabella finale con formule aberranti valutate a ben sette cifre decimali, anche perché il dibattito sulla “proposta del Direttore” è consistito in un unico intervento e subito dopo si è passati alle dichiarazioni di voto.
La cabala di cui si parla sono i criteri e i relativi calcoli che ne derivano. E’ vero che la proposta è stata preparata dal direttore. Ma è stata illustrata in ben 3 ore di riunione,il 12 giugno, con i professori ordinari (presenti in 17). Nella riunione è stata illustrata ed esaminata la proposta, sono stati illustrati i vari punti, sono stati mostrati i calcoli contenenti solo e soltanto le tre operazioni di addizione, moltiplicazione e divisione, nonché il confronto fra interi positivi. Sono state proposte modifiche, recepite dal direttore. Il direttore ha detto agli ordinari di presentare tale proposta e i relativi calcoli a tutti i colleghi del dipartimento e specialmente agli abilitati in modo che potessero controllare i conti e controllare eventuali errori. Fino al giorno del 17 il direttore non ha ricevuto nessuna proposta modificativa né alcun commento negativo. Inoltre, prima del Consiglio, la Giunta del dipartimento (alla quale partecipano anche ricercatori ed associati eletti) ha apportato delle modifiche marginali ed ha approvato all’unanimità la proposta poi presentata in Consiglio di dipartimento. Pertanto è falso che il direttore abbia lavorato in solitudine.
Il direttore precisa, su sullecitazione di alcuni colleghi, che non tutti hanno ricevuto completa informazione a riguardo prima del Consiglio di dipartimento.
Intervengono i Proff. Di Vincenzo,Tracinà, Gallo, Cutello.
Esce il prof. Strano alle ore 11,30.
Per la precedente chiamata di posti di seconda fascia, lo stesso Dipartimento nominò una commissione, e i criteri e le proposte furono frutto di riunioni aperte e dibattiti.
Questa volta si è scelto un atteggiamento che giudico, al di là della sua legittimità, certamente meno democratico, forse memori del contenzioso ancora aperto presso il TAR.

Questa volta il Direttore ha deciso di informare nel corso di una riunione informale solo i professori ordinari, ai quali peraltro ha presentato dei calcoli preparati in solitudine, molto complessi, nel merito dei quali, probabilmente, solo in pochi sono entrati o forse nessuno.
I calcoli molto complessi sono banali moltiplicazioni, somme e divisioni, nonché il confronto fra numeri interi positivi. E’ falso pensare che nessuno sia entrato nel merito. E’ verosimile che non tutti l’abbiano fatto. Ma è vero che in tanti hanno controllato.
Nello specifico mi sembrano altamente contestabili i punti seguenti:
1) Merito scientifico dei settori.
E’ stata approvata una formula di calcolo che combina, senza alcuna delucidazione sulla sua scelta, il fattore H assoluto, il fattore H contemporaneo, un nuovo fattore H_m, l’indice R del settore concorsuale, quest’ultimo approssimato secondo tre valori 0.5, 0.75, 1. Come si può chiaramente evincere dalle tabelle pubblicate dall’ANVUR per l’area 01 (tabella che posso inviare a coloro i quali sono interessati a prenderne visione), nel DMI esistono dei settori che, per il numero esiguo di docenti , non hanno presentato i prodotti nel numero minimo affinché il settore possa essere valutato. Certamente il settore MAT/09 (Ricerca operativa) è tra questi ed è tra i settori del DMI aventi abilitati.
Non è vero che il settore MAT/09 non ha presentato il numero minimo richiesto per la valutazione. In altri settori ciò è avvenuto, il direttore ed una commissione all’uopo nominata (a suo tempo) ha controllato tali dati.
Si ricorda a codesto consesso l’espressa indicazione della delibera del Consiglio di Amministrazione del 29 maggio c.a., previo parere positivo dello stesso Senato: “Il merito scientifico dei settori potrà, altresì, essere determinato sulla base della valutazione VQR dei singoli settori (così come pubblicata nel rapporto finale dell’ANVUR), qualora disponibile per tutti i settori sottoposti a confronto”. Risulta chiara l’incongruenza del deliberato del DMI con la norma appena citata. Non solo ma, per introdurre comunque l’indicatore R per valutare il merito scientifico dei settori al posto di una valutazione degli idonei, il DMI delibera di assegnare a MAT/09 la valutazione del macrosettore di Matematica Applicata, il quale comprende in modo aggregato i settori MAT/07 (Fisica-Matematica), MAT/08 (Analisi Numerica) e MAT/09 (Ricerca operativa). Il fatto aberrante è che di questi tre settori solo MAT/07 ha una sua propria valutazione, che è risultata la migliore del Dipartimento, terza posizione tra i Dipartimenti di Matematica di media entità. Pertanto non solo si contravviene alle indicazioni di Senato e CdA, ma si danneggia il settore MAT/07 che non si trova discriminato rispetto a MAT/09, il quale invece usufruisce dell’ottima prestazione di MAT/07. Sarebbe stato più equo, come fatto in altri dipartimenti, considerare la VQR dei singoli candidati. A parte il fatto che ritengo che in un settore con molti docenti è più probabile che ce ne siano di meno attivi, che penalizzano così due volte i più attivi, vorrei sottolineare come lo stesso DMI fu riluttante ad utilizzare la valutazione della VQR sempre nella già citata occasione delle chiamate per il piano straordinario associati. Si sa, altri candidati, altre regole…
Quando si considera il valore R si valuta il settore (qui si è considerato un valore medio) e non gli idonei. Considerare, come si suggerisce, la VQR dei singoli candidati è contro la legge (l’ANVUR più volte ha sottolineato che le valutazioni VQR riguardano le strutture, i settori e non i singoli).

L’ultima affermazione appare solo strumentale.
2) Leadership scientifica e accademica

In questo caso Direttore (prof. Mulone) del DMI non ha esplicitamente indicato formule per assegnare i punteggi ma, senza alcuna motivazione dettagliata, ha deciso direttamente di assegnare al prof. Battiato, che è presidente di Corso di Laurea e delegato del Rettore, punti 1, di assegnare alla prof.ssa Ragusa, che è presidente di corso di laurea, punti 1, di assegnare ai delegati del Direttore del DMI, i professori Daniele e Russo, ben 0.75 punti. Il prof. Russo è stato nominato dal direttore delegato alla qualità e la prof.ssa Daniele: Coordinatore della Commissione orientamento del Dipartimento, Responsabile Assicurazione della Qualità dei corsi di studi, Membro di commissioni di qualità, Membro del gruppo del riesame del corso di laurea, tutte nomine altisonanti ma che in ogni caso sono nomine del Direttore.
Il direttore Mulone non ha “deciso” ma ha solo proposto ai colleghi ordinari presenti alla riunione del 12 giugno una griglia di giudizi (tradotti in numeri) per ciascun candidato. Nessuno dei colleghi presenti ha fatto alcuna osservazione nel merito. Inoltre, come si è detto prima, il prof. Mulone ha consigliato a tutti gli ordinari di mostrare queste tabelle a tutti i docenti specialmente agli abilitati chiedendo eventuali osservazioni. Osservazioni che non sono arrivate da nessuno. In merito alle nomine altisonanti, nomine del direttore, si fa presente che nel CD del 17.11.11 al punto 11 (con la prof. Cinquegrani presente e votante) il prof. F. Russo, su proposta dei decani dei vari SSD fatta al prof. Romano, è stato indicato (unico associato) all’unanimità nella Commissione scientifica del dipartimento. E’ vero che il prof. Mulone ha delegato, come responsabile di qualità del dipartimento il prof. Russo, in sostituzione del Prof. Romano trasferitosi presso altro Dipartimento, ma il lavoro che egli ha dovuto fare coordinando il gruppo di lavoro per la SUA-RD (che quest’anno è stata preparata, approvata e inviata al MIUR per la prima volta) è stato molto intenso come tutti possono testimoniare. Le nomine alla Prof.ssa Daniele di cui la prof. Cinquegrani parla non sono state fatte dal solo direttore ma, in modo unanime dal Consiglio di dipartimento (viene nominata all’unanimità dal Consiglio di Dipartimento la Commissione Orientamento al punto 6 della seduta del 29/4/13 e al punto 13 della seduta del 11/6/13, viene integrata all’unanimità dal Consiglio di Dipartimento la Commissione Orientamento con l’aggiunta dei referenti del DMI per l’orientamento presso il COF, in questa stessa data il Direttore propone di nominare vice-presidente e coordinatore della stessa Commissione la prof.ssa Daniele e il Consiglio unanime approva, in queste due riunioni la prof. Cinquegrani era assente giustificata). Tali verbali sono pubblici e reperibili in rete, nel sito del DMI http://web.dmi.unict.it/Dipartimento/Struttura/Verbali da chiunque. Osservo che la Commissione orientamento ha lavorato con intensità incontrando varie volte Docenti degli Istituti Secondari della Sicilia orientale e ha organizzato due Open Day che ha visto la partecipazione di circa 1000 fra studenti e docenti il primo anno e circa 600 il secondo anno. Le nomine dei responsabili AQ dei CdS sono state proposte all’unanimità dai CdS e deliberare unanimemente dal Consiglio del DMI al momento dell’approvazione della SUA-CdS reperibile sui siti ministeriali e negli allegati ai verbali del 2014 e 2015.
Quindi, a meno della nomina urgente (in vista della predisposizione della SUA-RD) del professore F. Russo, tutte le altre sono state approvate unanimemente dal Consiglio di dipartimento.
Intervengono i Proff. Tracinà e Russo.
Il prof. Motta presenta la seguente pregiudiziale: “Pregiudizialmente stabiliamo che non è compito del dipartimento dare risposte alle osservazioni mosse sulla correttezza della procedura”
Il direttore mette ai voti la pregiudiziale che viene respinta a larga maggioranza con 2 astenuti e 9 favorevoli.
Mi sembra che tale ripartizione, al di là delle questioni di legittimità, risulti veramente dubbia: i delegati del Rettore e i presidenti di corso di laurea sono ruoli istituzionali riconosciuti dallo Statuto e dai regolamenti generali dell’Ateneo. Le deleghe del Direttore non mi risulta siano regolate e previste da alcun articolo della normativa della nostra Università e che, pertanto, siano da considerarsi incarichi informali e, comunque, solo lontanamente paragonabili al ruolo di delegato del rettore o presidente di corso di laurea, che è una carica elettiva. Senza contare che le deleghe del Direttore, libere e non regolamentate, possono configurarsi come un fattore che far venir meno l’imparzialità della procedura di valutazione.
L’ultima affermazione è strumentale e basata anche su dati falsi, come riportato sopra.

Interviene la Prof.ssa Naselli.

Sempre con carenza di motivazione, il Direttore (prof. Mulone) del DMI, ha deciso di dare lo stesso punteggio, ovvero 1 cioè il massimo, sia a chi fa parte di otto comitati di redazione tutti internazionali ed è a capo di uno di essi, sia a chi fa parte di due comitati. In ogni caso andrebbe distinto membro da editore capo, come fatto da altri dipartimenti. Inoltre ha deciso di eliminare dal criterio della leadership indicato dal Senato quello , sempre immotivatamente, di ricoprire ruoli di vertice in società scientifiche nazionali ed internazionali (forse uno dei candidati avrebbe questo requisito).
La rivista di cui si parla (come editore capo) non risulta censita negli archivi dell’ANVUR (per il settore 01).
3) Fabbisogno di ordinari.
Ricordo ai Senatori come il Direttore Mulone si sia battuto contro la mia proposta di aggiungere uno al numeratore ed al denominatore delle frazioni con lo zero al numeratore. E’ riuscito ad ottenere che si aggiungesse 0,5, avvantaggiando i settori con pochi ordinari e, nella fattispecie, il settore MAT/09 che ha solo due docenti associati e zero ordinari. Mi permetto di far notare che non ha nulla di anomalo che un settore, mi riferisco a MAT/09, che ha solo due componenti, attualmente entrambi professori associati, (anche se, giova ricordarlo, su uno dei due associati è pendente una richiesta al TAR di annullamento sempre per operazioni di ermeneutica condotte dal DMI) e solo di recente è apparso presso il nostro Ateneo, coprendo un carico didattico limitato a corsi del DMI per un numero complessivo di CFU quasi pari a quello minimo richiesto dalla legge per ciascun docente, non abbia ancora un professore di prima fascia. Tutti gli altri SSD con abilitati presentano forti carenze di docenti e solo con grande spirito di abnegazione e senso delle istituzioni continuano a coprire i corsi in Ateneo. Ad esempio MAT/03, MAT/05, MAT/07 hanno moltissimi corsi in Ingegneria con un alto numero di ore di didattica frontale e di studenti.
Il prof. Mulone osserva che la richiesta di aggiungere 0.5 è stata fatta oltre che da lui anche da altri colleghi senatori e che poi è stata approvata all’unanimità, quindi anche dalla prof. Cinquegrani.
La quantità di didattica da erogare, anche se certamente importante, non cambia da associato ad ordinario e quindi non è stata considerata (è stata una scelta politica del Senato – unanime – e del CdA).
Penso che una corretta e lungimirante politica di Ateneo non possa permettersi di indebolire settori, ad esempio come l’Analisi Matematica, rischiando di mettere a repentaglio corsi di laurea come quelli di Ingegneria. Ritengo pertanto che il criterio sul fabbisogno ordinari come espresso dal DMI sia, oltre che non supportato da alcuna giustificazione didattica e scientifica, lesivo delle politiche future del nostro Ateneo riguardo alla programmazione dei corsi di laurea e all’attività didattica in genere.
Chiudo questo mio intervento notando, infine, che l’iter della delibera pecchi di imparzialità. Infatti, subito dopo l’approvazione dei criteri, che dovevano essere generali e incondizionati, il Direttore tira fuori la graduatoria, conseguente a quanto deliberato pochi attimi prima. Ricordo che per redigere tale graduatoria occorre avere il fattore H dei singoli abilitati. Faccio presente, come sicuramente tutti sapete, che il fattore H di ciascun candidato richiede un calcolo non banale , ed è un calcolo così delicato che la stessa persona facendolo più volte per se stesso spesso ottiene numeri diversi. Dipende dall’esatta data in cui si effettua il calcolo, dal considerare solo gli articoli su riviste o anche gli atti dei convegni, se si includono tutte le citazioni o si escludono le autocitazioni. Spesso, poi, ci sono casi di omonimia e occorre selezione singolarmente gli articoli. E’ davvero stupefacente che tutto questo sia stato fatto in tempo reale durante il passaggio da un punto ad un altro del Consiglio di Dipartimento.
Il calcolo è stato fatto per tutti gli abilitati qualche giorno prima del giorno 12, nello stesso giorno per tutti. E’ stato presentato nella riunione degli ordinari che hanno controllato. Il direttore, come richiamato sopra ha detto di far fare il controllo a tutti e specialmente agli abilitati. Nessuno ha avuto da ridire e quindi i casi di omonimia di cui si parla non sussistono. Al direttore risulta che tanti colleghi hanno controllato gli H index. Poiché i matematici e gli informatici sanno fare i calcoli, se ci fossero difformità si potrebbero contestare, cosa che non è stata fatta.
Ho riscontrato molte altre anomalie in tutto il procedimento adottato dal Direttore del DMI, ma sarebbe molto lungo esporle tutte.
Per le motivazioni su esposte dichiaro di votare contro l’approvazione dei bandi relativi al DMI. Inoltre, rendendomi solo ora conto di avere contribuito all’approvazione di una delibera del Senato sulle linee guida da dare ai Dipartimenti che lasciava completa autonomia (anarchia?) ai Consigli di Dipartimento e che questo ha portato a notevole confusione in molte deliberazioni, dichiaro di astenermi dall’approvazione di tutti i rimanenti bandi”.
2) Dichiarazione del prof. Mulone in Senato Accademico (subito dopo la dichiarazione della prof. ssa Cinquegrani)
“Mi meraviglia la posizione contraria alla valutazione dei settori scientifici mediante i risultati della VQR da parte della prof.ssa Cinquegrani. Infatti nei suoi interventi, in occasione di assemblee SA-CdA e della seduta di Senato, lei era favorevole alla valutazione scientifica e all’uso della VQR (ricordo in particolare che quando il prof. Roberto Purrello, portò motivazioni favorevoli ai risultati della VQR, lei disse che bisognava tenere conto del valore scientifico dei gruppi importanti e non dei settori dove si fa ricerca di nicchia); il sottoscritto osservò che la prof.ssa Cinquegrani non sapeva di cosa parlasse.
La prof.ssa Cinquegrani forse non sa che il GEV dell’area 01, per una migliore organizzazione del proprio lavoro, ha identificato 4 gruppi di lavoro più ristretti (i subGEV) sulle seguenti sottoaree
(Tabella 1.3):
– subGEV01.1: INFORMATICA
– subGEV01.2: MATEMATICA FONDAMENTALE
– subGEV01.3: ANALISI E PROBABILITÀ
– subGEV01.4: MATEMATICA APPLICATA.
Il subGEV01.4 si è occupato dei settori MAT/07 (Fisica matematica), MAT/08 (Analisi numerica) e MAT/09 (Ricerca operativa). Una parte significativa dei ricercatori di questi settori si occupa di ricerche matematiche con applicazioni anche in altri settori scientifici. Di conseguenza ha modalità di ricerca e pubblicazione proprie, e le pubblicazioni possono raccogliere citazioni anche da fonti esterne alla matematica. La valutazione dei prodotti di questi settori ha quindi tenuto presenti queste caratteristiche, utilizzando in maniera significativa, nella classificazione delle riviste, parametri bibliometrici forniti dalla banca dati ISI-WoS.

Invece, il subGEV01.3 si è occupato dei settori MAT/05 (Analisi Matematica) e MAT/06 (Probabilità e statistica matematica). I ricercatori del settore MAT/05, e in parte anche quelli del settore MAT/06, hanno in prevalenza modalità di ricerca e di pubblicazione comparabili a quelle tipiche della matematica pura; pertanto a essi si possono applicare considerazioni simili a quelle fatte per il SubGEV01.2. Una parte importante dei ricercatori del settore MAT/06 ha invece una produzione scientifica con applicazioni in altre aree scientifiche; di conseguenza ha modalità di ricerca e pubblicazione proprie, e le loro pubblicazioni possono raccogliere citazioni anche da fonti al di fuori della matematica. Per questo motivo la valutazione bibliometrica dei prodotti del SSD MAT/06 è stata condotta separatamente rispetto a quella dei prodotti del SSD MAT/05.
Alle pagine 32-34 del documento ANVUR ci sono i dati divisi per gruppi omogenei (nel senso indicato dai GEV dell’area 01). Si trovano anche i dati del settore più numeroso MAT/07. Per differenza si trova quello di MAT/08 e MAT/09. Poiché è noto chi nel DMI non ha conferito tutti (o in parte) i lavori dovuti, si può dedurre il valore R del settore MAT/09. Faccio presente inoltre che le due colleghe del settore MAT/09 hanno avuto ben 4 abilitazioni, tre a prima fascia e una a seconda fascia.
I dati non disponibili sono altri, come è spiegato nella relazione dei GEV dell’area 01 (si parla di circa 1800 prodotti identificati come nd).
La delibera del CD è stata di fatto generosa con due settori MAT/05 e MAT/03 alzando nella sostanza i valori R del 50% al settore MAT/05 e 25% a MAT/03; in tal modo tutti i settori interessati da abilitati sono stati considerati in tre classi di equivalenza 1, 0,875, 0,75 (fattore 1+R normalizzo al massimo valore).
In fase di suddivisione delle procedure ai dipartimenti, gli OO.AA., con delibere unanimi (quindi anche con il voto favorevole della prof.ssa Cinquegrani) hanno utilizzato tre classi di valori R (e non i valori effettivi della VQR) e per i nuovi dipartimenti i valori R sono stati calcolati in modo opportuno (si legge nella delibera: valori R calcolati “con riferimento ai valori medi del parametro di gruppi relativamente omogenei di dipartimenti”).
Nelle simulazioni (calcoli relativi all’applicazione dei criteri ai settori con abilitati del DMI e agli abilitati stessi) che anche la prof.ssa Cinquegrani avrà fatto, anche se non si considera il fattore R della VQR per tutti i settori, le priorità fra settori NON cambiano.
Il modo per far rientrare MAT/05 fra i primi due settori è quello di far cessare “forzatamente” dal servizio, prima dell’1 novembre 2019, 3 dei 5 ordinari del settore MAT/05”.
3) Lettera allegata nel giornale, a firma della prof.ssa M.A. Ragusa.
“Al Magnifico Rettore ed al Senatore prof.ssa Cinquegrani,
facendo seguito ai colloqui intercorsi, Vi confermo che a mio parere la delibera del CdD di Matematica e Informatica del 17 giugno 2015, relativa ai criteri ed ai pesi da assegnare ad essi, è inficiata da illegittimità per la condotta illecita che la origina.
Ed invero:
– il 27 maggio il Direttore del Dipartimento ha chiesto agli abilitati di mandare a lui per email il proprio CV entro il 3 giugno. Tale richiesta è stata formulata, prima della decisione sulla determinazione dei diversi parametri da applicare ai singoli criteri, all’evidente scopo di avere il maggior numero di informazioni possibile sugli abilitati, pregando gli abilitati di “dividere il merito scientifico dalla leadership scientifica” (come da sua email);

E’ vero. Ma è anche vero che i CV erano (e sono) disponibili in rete e quindi la maggior parte delle informazioni erano note non solo al direttore, ma a tutti. La divisione richiesta è stata fatta solo per una maggiore chiarezza, senza nessun altro scopo.
– il 12 giugno, dopo avere valutato, in tutta solitudine, i CV pervenutigli, il Direttore ha invitato tutti gli ordinari ad una riunione informale per discutere delle chiamate e dei criteri, senza costituire dunque, come fatto in altri Dipartimenti, un gruppo di lavoro scelto e votato in CdD, invitando solo e soltanto tutti gli ordinari, e mostrando loro dei calcoli complicatissimi, anche per noi matematici, con ben 7 cifre dopo la virgola, senza giungere ad alcuna comune determinazione;
La riunione informale, come precisato sopra, aveva lo scopo di illustrare, discutere e proporre alla Giunta e al Consiglio i criteri da approvare e la lista delle priorità dei settori. La riunione è durata 3 ore e i criteri sono stati presentati e modificati rispetto alla proposta originaria. In tale riunione il direttore ha detto di informare tutti i colleghi del Consiglio sia dei criteri, dei pesi relativi e dei calcoli, in particolare di farli pervenire agli abilitati (alcuni dei quali certamente li hanno ricevuti). Inoltre, la Giunta successivamente ha modificato (anche se marginalmente) all’unanimità la proposta presentata. Quanto ai conti complicatissimi, si tratta di formule che contengono le operazioni di addizione, moltiplicazione, divisione e il confronto fra numeri.
– 17 giugno il Direttore ha poi convocato un CdD, il cui unico punto a riguardo è il punto 12: “Applicazione Criteri per procedure chiamate professore di prima fascia (rif. Delibera CdA 29.5.15) e definizione delle priorità tra i settori scientifico-disciplinari per le chiamate a professore di prima fascia”, senza che fosse preceduta da una opportuna e logica decisione sui pesi dei criteri, ed ivi il Direttore ha esposto un’unica proposta, che ha definito “personale del Direttore”, sui criteri e sui rispettivi pesi, concedendo ai membri di quell’organismo solo la facoltà di scelta tra votarla e non votarla.
Qualcuno ha osservato che si sarebbero potute fare altre proposte e che quella sede era appunto quella proposta per formularle, con tutti gli associati ed i ricercatori; ma il Direttore ha insistito affinché si votasse quella che lui ha definito ripetendolo spesso, “la proposta del Direttore”, dando paternità ad una propria proposta, ed affermando, ad adiuvandum, che, se non si fosse votata quella proposta, avrebbe detto al Magnifico Rettore: “questo turno il Dipartimento passa”, cioè che non avrebbe deciso nulla, cioè nessun posto per nessuno.
Non è vero che nella delibera non sono presenti i pesi deliberati. Il direttore in data 3 giugno ha inviato a tutti i componenti il Consiglio la delibera del CdA allo scopo di informare tutti e stimolare (anche se non lo ha richiesto nella mail) eventuali proposte che non sono pervenute da nessuno. Quanto alla proposta è vero che è stata chiamata “del direttore”, ma è stata una proposta ampiamente condivisa sia nella riunione informale degli ordinari sia in Giunta (unanime) sia, a maggioranza, in CD il 17 giugno. E’ vero che il direttore ha detto che se non si approvava l’unica proposta presentata il dipartimento rischiava di “passare il turno” ma ciò è stato detto solo perché i tempi erano stretti tenendo conto della data fissata del 19 giugno di invio dei verbali al Rettore con la richiesta del posto.
– Con tutto ciò nella votazione che segue i non favorevoli sono stati 19 (3 contrari, 16 astenuti), mentre i favorevoli sono stati 21 ma qualcuno ha dimenticato di contare esattamente i voti dei presenti che, alla successiva conta risultano infatti 43 e non 40. Così il Direttore ha deciso di rifare la votazione sulla “proposta del Direttore”, ma stavolta, cambiando le modalità, e passando ad una votazione nominale palese. Da questa seconda votazione, i non favorevoli sono risultati 16 (3 contrari e 13 astenuti) ed i favorevoli 27, quindi la proposta è passata sebbene con molte perplessità.
Nessuno ha dimenticato di contare (erano in tre a controllare come tutti hanno visto), gli errori sono dovuti al fatto che qualcuno dei presenti che non ha espresso il voto. E’ totalmente falso che il direttore ha deciso di rifare la votazione cambiando (da solo, come si fa intendere) modalità di votazione. Infatti è stato un gruppo di componenti, fra i quali Cirmi, D’Anna, Gionfriddo e altri a chiedere di fare la votazione per appello nominale in modo che si fosse assolutamente certi dell’esito e non, come si dice al punto 7) “modalità, probabilmente
scelte per far venire allo scoperto chi fosse contrario alla “proposta del Direttore” affermazione questa certamente falsa come tutti i componenti del Consiglio possono testimoniare.
Alcune osservazioni:
l) Logicamente e giuridicamente sarebbe stato più corretto che la fase di applicazione di criteri fosse venuta dopo quella, invece mancante nell’OdG, di definizione dei pesi dei criteri.
Strano che non si siano visti nella delibera, basta leggerla bene, i pesi utilizzati.
2) Contrariamente a quanto sembra sia stato fatto credere ai votanti non c’era alcuna delibera del CdA che avesse deciso fermamente, rigidamente ed univocamente i criteri, così che non restasse che applicarli; al contrario la delibera del CdA considerava tante variabili e/o alternative, in guisa che prima di sarebbe dovuto optare per quale criteri adottare e con che percentuale adottarli, e solo dopo applicare i criteri scelti.
La sensazione (“sembra”) è falsa, infatti in più occasione il direttore ha detto (anche nella riunione fra gli ordinari che a differenza del caso del piano straordinario associati, qui c’era più elasticità). Inoltre l’invio immediato della delibera del CdA a tutti è prova che quello che si dice (“rigidamente ed univocamente”) non corrisponde a verità. Si è infatti votato prima sui criteri da adottare e solo dopo si sono applicati tali criteri (basta leggere la delibera del CD).
3) È illogico che la decisione di votare subito sulla applicazione dei criteri non sia stata preceduta da una votazione sulla scelta, definizione ed adozione dei criteri stessi, giacché, come detto sopra, la delibera del CdA aveva necessità di essere precisata, adottando, motivatamente, le scelte alternative ivi indicate.
Ci sono state ben due votazioni, non si comprende cosa sia illogico.
4) Nessun partecipante al CdD è stato reso edotto sui CV degli abilitati, né ha potuto vedere i complicati calcoli fatti dal Direttore.
I CV degli abilitati erano (e sono, se qualcuno non ha tolto il suo) in rete e visionabili da chiunque. E’ falso che “nessun” partecipante al CD abbia potuto “vedere i complicati calcoli”. Infatti almeno tutti gli ordinari li avevano visto, e risulta al direttore che altri colleghi li hanno visionati prima del CD. E’ verosimile che non tutti li abbiano visionati (come capita spesso anche per tanti altri punti all’OdG nelle sedute degli Organi Collegiali).
5) I calcoli sono stati elaborati dal Direttore, in solitudine, senza il coinvolgimento di alcun gruppo di lavoro, e solo dopo avere preso visione dei CV degli abilitati che glielo hanno inviato, per come da lui richiesto, entro il 3 giugno, ovvero prima della definizione dei pesi da assegnare, dunque non c’è alcun dubbio che il Direttore conosceva o comunque avrebbe potuto ben conoscere (erano nella sua email) i profili dei candidati prima di elaborare i criteri per chiamarli.
Falso. Il direttore ha previsto vari calcoli con pesi diversi e ne ha discusso ampiamente nella riunione degli ordinari. Se il CD avesse deciso a maggioranza o unanime di cambiare i pesi, si sarebbero rivisti immediatamente i calcoli.
6) La discussione è stata aperta sì, ma ad un solo intervento, e precisamente a quello di uno ed un solo docente che ha detto che in Sicilia ci sono tante tradizioni, una di esse quella dei pupari che fanno alzare le mani ai pupi, sicché finita la “approfondita ed esauriente” discussione, si è passati alla dichiarazione di voto, senza che venisse soddisfatto chi, pure presente, chiedeva che venisse prima illustrato ogni singolo punto, ma era troppo tardi ed a quel punto erano possibili solo le dichiarazioni di voto.

Il direttore ha chiesto chi volesse intervenire. Non è vero che c’è stato un solo intervento prima delle dichiarazioni di voto.
7) La chiamata della seconda votazione, dopo lo strano esito della prima, che è stata decisa con voto nominativo palese, crea più di una perplessità sullo scopo per cui sono state decise tali nuove modalità, probabilmente scelte per far venire allo scoperto chi fosse contrario alla “proposta del Direttore”.
Falso, come spiegato sopra.
8) Per altro va detto che l’avvertimento del Direttore, che dice che se non si fosse votata la proposta il 17 giugno “questo turno il Dipartimento passa”, non era né opportuno (tralascio ogni commento sull’evidente effetto coercitivo surrettiziamente indotto dalla fretta) né oggettivamente vero perché se anche il 17 giugno non si fosse arrivati a nessuna determinazione, come successo in altri Dipartimenti, ci si sarebbe potuti aggiornare e riconvocare. Il tempo c’era e ne è prova la circostanza che il Direttore, che aveva già convocato subito dopo un CdD ristretto e riservato ancora una volta, solo a tutti gli ordinari, per definire per quale ssd attivare il solo posto possibile al momento, ovvero il cosiddetto “art. l8”, è stato poi richiamato dal pro-rettore che, ricordandogli l’art. 14 comma 2, lettera a dello Statuto, gli ha rammentato che la delibera avrebbe dovuto essere adottata con la partecipazione al voto dell’intero Consiglio di Dipartimento (dunque non ristretto) ad eccezione dei rappresentanti degli studenti e del personale tecnico amministrativo, ed è stato poi costretto a fissare una nuovo CdD, convocato poi per il 25 giugno. Il 17 non era dunque l’ultimo disponibile.
Questa osservazione corrisponde al vero, ma sopra il direttore ha spiegato i motivi di “urgenza”.
9) In tale riunione il Direttore, per evitare di riaprire ciò che intendeva considerare a tutti i costi ormai chiuso, ha fissato un unico punto all’OdG “la proposta di attivazione di un posto a professore di I fascia da bandire ai sensi dell ‘art.18 della legge 240/2010”, senza altre possibilità di trattare altri argomenti, senza addirittura le rituali “comunicazioni” e le “varie ed eventuali” che si usa mettere negli OdG non così blindati.
La richiesta era solo di votare in Consiglio allargato sulla richiesta del posto. Per quanto riguarda le rituali “varie ed eventuali” chi scrive la lettera dimostra di non conoscere il comma 5 dell’art. 62 del regolamento generale di Ateneo.
Orbene chiedo alla Magnificenza Vostra Illustrissima ed al Senatore rappresentante dell’Area Matematica in Senato, di interessare il Senato Accademico perchè tale deliberazione del CdD venga verificata in termini di coerenza delle motivazioni e della sussistenza degli elementi verificabili alla base di tali motivazioni, così come deliberato integralmente dal CdA, mandando in autotutela la decisione afferente tout court l’applicazione dei criteri priva di ogni giuridico effetto.
Con ogni riserva e fatto salvo ogni diritto.
Maria Alessandra Ragusa”

Il direttore invita i colleghi presenti alle riunioni richiamate a pronunciarsi in merito.
Intervengono i Proff. Motta, Barbanera, Naselli, Trovato, Gallo.
La Prof.ssa Tracinà afferma che: “In riferimento alla riunione del 12 giugno, avendo constatato che il direttore aveva dato mandato agli ordinari di comunicare l’esito della riunione a tutti gli altri, chiedo, non avendo ricevuto alcune comunicazione, a me chi doveva comunicarlo?”

Esce il prof. Moschetti alle ore 12,30.

Il Direttore si accinge quindi a presentare la sua proposta di delibera finale, ma inteviene il Prof. Gallo chiedendo la parola e presentando la seguente mozione:
Il Consiglio di Dipartimento, al di là delle rispettive posizioni assunte nelle varie votazioni relative alla recenti delibere sulle richieste di posti di prima fascia, esaminati i documenti pubblici prodotti dalle colleghe prof.ssa M. Cinquegrani e prof.ssa M.A. Ragusa, ascoltata e pienamente condivisa la documentata relazione del Direttore orientata a correggere diverse infondate informazioni diffuse anche a mezzo stampa, ribadisce:
a) la piena fiducia nell’operato del Direttore e della Giunta;
b) che le scelte e le decisioni assunte con voto a maggioranza di questo Consiglio in merito alla individuazione delle priorità fra i settori e alla richiesta del posto di prima fascia nel settore MAT/03 sono state raggiunte in piena trasparenza, aperto dialogo interno e nel totale rispetto delle norme di Legge, dei Regolamenti d’Ateneo e delle delibere degli Organi Collegiali di Governo.
Su tale mozione intervengono i Proff. Marano, Leonardi, Motta, Mulone, Tracinà, D’Anna, Trovato, Villani.
Rientra il prof. Moschetti alle ore 12,45.
Il Prof. Gallo, su sullecitazione del direttore, ritira la sua proposta.
Esce il prof. Leonardi alle ore 12,56.
Alla fine del dibattito, il direttore propone di votare quanto segue:
“I componenti del Consiglio del DMI presenti alle riunioni del 12 e del 17, avendo esaminato la dichiarazione della Prof.ssa Cinquegrani al Senato e la lettera della Prof.ssa M.A. Ragusa inviata al Rettore e resa pubblica dagli organi di stampa, tenuto conto delle risposte-precisazioni fatte dal Direttore Prof. Mulone sui vari punti, confermano che l’iter relativo alla determinazione dei criteri, alla individuazione delle priorità fra i settori e alla richiesta del posto di prima fascia nel settore MAT/03, al di là delle rispettive posizioni assunte nelle varie votazioni, si sia svolto secondo quanto riportato nelle risposte indicate sopra dal Prof. Mulone.”
Il Consiglio con il solo voto contrario della Prof.ssa Tracinà e l’astensione del Prof. Motta, approva.
Non essendoci null’altro da discutere, la seduta viene tolta alle ore 13,00.
Il presente verbale è sottoscritto e approvato seduta stante.