È proprio un brutto affaire quello che abbiamo rivelato ieri e che sta scuotendo, again, l’intero Ateneo con un Consiglio di Amministrazione, convocato e presieduto dal rettore Priolo, che è riuscito a fare una cosa pazzesca: infatti è probabilmente del tutto illegittima e forse anche illecita l’improvvida “anticipazione” della quota di tasse che gli studenti avrebbero dovuto pagare a febbraio 2020 e che qualche “top manager” ha pensato di anticipare al 2019 per sistemarsi, a spese delle famiglie dei ragazzi, qualche problemino di un bilancio gestito in maniera surreale.

A dare la cifra di quello che combinano ai piani alti dell’Università di Catania è la stessa iscrizione all’ordine del giorno del punto 47, l’ultimo della seduta dello scorso 16 ottobre, si badi alla formula lessicale adottata, che neanche in “papirologia di diritto romano” sarebbero riusciti ad immaginarsela:

“Interpretazione autentica”? Ma di cosa? Vediamo allora cosa dice questa delibera del 1 aprile 2019 che i consiglieri di amministrazione hanno pensato di “interpretare” nella seduta del 16 ottobre.

Il punto in questione si trova a pagina 107 del verbale della seduta e tratta il punto 44, approvando alla fine, all’unanimità, la delibera 275.

È tutto chiarissimo e ricalca lo stesso identico punto trattato ogni anno da decine di anni: tratta delle scadenze dei pagamenti che gli studenti dell’ateneo di Catania devono pagare, con tanto di specificazione delle varie date.

Quella che riguarda i cd. irregolari è fissata al 10 di febbraio 2020: è davvero così difficile da capire de necessitare di una “interpretazione”?

Il tutto reso ancora più chiaro con la pubblicazione, avvenuta proprio a seguito della seduta del CdA del 1 aprile, della Guida dello Studente 2018-2019 che contiene tutti gli obblighi degli studenti, comprese le varie scadenze.

In realtà la brillante operazione pare chiarissima e non è altro che un tentativo alquanto grossolano di aggirare leggi e regolamenti per recuperare in anticipo oltre 2 milioni di euro per poterli contabilizzare nell’esercizio finanziario 2019: la definizione giuridica e forse anche giudiziaria di una roba simile sarà esercizio dei prossimi giorni.

In questo modo il “top management” dell’Ateneo ha così pensato di poter aggirare l’obbligo di porre la questione agli organi competenti, tentando così di farla passare in sordina.

L’art.12 bis del vigente Statuto dell’Ateneo, che ha valore di legge, tratta della Consulta degli studenti e, recita testualmente: “esprime pareri obbligatori su programmazione triennale, bilancio, regolamenti riguardanti la didattica e i servizi agli studenti, contribuzioni a carico degli studenti, programmazione di interventi relativi a servizi agli studenti, e ogni altra proposta riguardante in modo esclusivo o prevalente gli interessi degli studenti.”

“Pareri obbligatori”, cosa c’è di non chiaro in questa prescrizione?

Per cambiare la data di scadenza delle tasse dovute dagli studenti, spostandole per giunta da un anno finanziario all’altro, avrebbero dovuto preliminarmente raccogliere il “parere obbligatorio” della Consulta, e invece con l’escamotage indefinibile dell’interpretazione autentica sono andati dritti alla meta.

E che la formula adottata nella formulazione del punto all’odg indicandolo come semplice “interpretazione autentica” sia mistificatoria del reale obiettivo è dimostrato dal comunicato ufficiale dello stesso Ateneo diffuso al termine della seduta ed in cui si legge: “Studenti “irregolari”, cambia la scadenza del pagamento del contributo minimo di 200 euro. Per l’anno accademico 2019-20, tutti gli studenti ‘irregolari’(così come definiti al punto 9 della Guida dello Studente 2019/20 dell’Università di Catania) dovranno pagare il contributo minimo di 200 eurostabilito dal comma 258 della legge 232/16, entro la scadenza del 31 dicembre 2019e non più entro il 10 febbraio del 2020.”

Quindi almeno all’Ufficio Stampa dell’Università lo hanno capito che il CdA ha proprio cambiato le scadenze di pagamento delle tasse universitarie, altro che “interpretazione autentica”, aggravato dal fatto che, si legge sempre nel comunicato, “il provvedimento deliberato dal Cda, che modifica pertanto la scadenza indicata nella Guida 2019-20, ha effetto anche per i prossimi anni accademici.”

Quindi hanno proprio cambiato il calendario, violando la legge senza consultare gli organi dell’Università prescritti dallo statuto.

A parte le reazioni degli studenti di cui abbiamo dato conto anche sulla nostra testata consorella Sudlife, interviene anche l’associazione dei consumatori CODACONS con un comunicato molto duro che fa appello per la revoca in autotutela del provvedimento contestato, annunciando azioni legali in caso contrario.

Lo riportiamo integralmente:


“PROVVEDIMENTO E’ ESPEDIENTE PER SANARE FALLE DI BILANCIO MA DANNEGGIA STUDENTI. VALUTIAMO INIZIATIVE LEGALI SE MISURA NON SARA’ ANNULLATA

Mentre l’Università degli Studi di Catania registra un mortificante calo di studenti iscritti, di qualità nella formazione e di credibilità, mentre gli studenti fuggono dal nostro Ateneo e le famiglie che se lo possono permettere decidono di spendere altrove i soldi destinati all’istruzione dei propri figli, il CdA d’Ateneo corre ai ripari …con un provvedimento tanto inopportuno quanto dai contorni poco chiari, certamente parecchio impopolare.

Accade che nei giorni scorsi  il CdA (Consiglio di Amministrazione) ha deliberato che tutti gli studenti non in regola con i crediti formativi (CFU) dovranno pagare il contributo minimo di 200 euro stabilito dalla legge 232/16 (comma 258), con un mese e mezzo di anticipo, cioè entro il 31 dicembre 2019 anziché entro il 10 febbraio del 2020.

Da tenere presente che tra gli studenti cosiddetti “irregolari” ci sono anche i laureandi che, completando il proprio percorso formativo in sessione straordinaria potrebbero essere esonerati dal pagamento del contributo fisso. Questi studenti però a seguito del provvedimento del CdA dovranno pagare ugualmente ma niente si conosce riguardo all’eventuale modalità di rimborso della somma non dovuta.

Va ancora evidenziato il fatto che tale iniziativa del CdA se da un canto non solo non tiene in nessuna considerazione quanto previsto nella Guida dello Studente mentre ignora il dovuto parere della Consulta dello Studente (art. 12 bis dello Statuto d’Ateneo), dall’altro sembra infischiarsene completamente delle conseguenze per i malcapitati colpiti dal provvedimento in argomento. Malcapitati che non sono pochi, una popolazione di oltre 12.000 studenti, più di un terzo degli iscritti all’Ateneo.
E’ ancora da notare la coincidenza che gli studenti “irregolari” dovranno versare nelle casse dell’Ateneo catanese la “modica” cifra di 2 milioni e 400mila euro (12.000 studenti per i 200€ di contributo fisso) entro il 31 dicembre e cioè entro la chiusura dell’esercizio di bilancio 2019.

A pensar male, sembrerebbe che la misura sia volta soltanto a turare una falla in un bilancio complessivamente dissestato mettendo le mani in tasca agli studenti e alle loro famiglie. Sembrerebbe, ribadiamo il condizionale, che ciò al solo scopo di provare ad ottenere più punti organico nel 2020, per favorire un maggior numero di avanzamenti di carriera dei docenti.

Ma Codacons e UNICODACONS (Osservatorio per la qualità dei servizi accademici) non vogliono pensare male e pertanto fanno appello al Magnifico Rettore a voler riconsiderare per quanto sopra esposto l’applicazione della delibera del CdA e ad adoperarsi per il tempestivo annullamento del provvedimento medesimo.”


Al di là di ogni valutazione che compete ad altri, è sempre più evidente come si continui, a quanto pare senza limiti, a superare la soglia della dabbenaggine ed è davvero mortificante: ma veramente qualcuno pensava che potesse passare una simile violazione definendo “interpretazione autentica” una evidente disposizione innovativa per di più in probabile frode all’obbligo di pareri preventivi obbligatori?

Indefinibile!

Ci dispiacerebbe davvero dover scrivere tra qualche tempo : “Lo avevamo detto”. Di nuovo…