Riceviamo e pubblichiamo la “richiesta di rettifica” da parte del rettore Pignataro. Prendiamo atto che il rettore conferma pienamente la tesi sostenuta dall’articolo ammettendo che l’Ateneo è, ad anni dai fatti denunciati, ancora “nella fase del presupposto per la presentazione di denunce”. Incredibile. Attendiamo con viva ansia le sue “opportune iniziative giudiziarie nelle sedi competenti”, annunciando che faremo immediatamente altrettanto e senza alcuna riserva

 

Al Direttore responsabile del giornale online SUD – Giornalismo d’inchiesta (registrazione Tribunale di Catania n. 18/2010)

Oggetto: richiesta di rettifica ai sensi delle vigenti disposizioni di legge sulla stampa.

Vi scrivo a seguito della pubblicazione in data 1 ottobre u.s. sul sito www.sudpress.it di un articolo dal titolo Università: strana evoluzione del caso “Doppio pagamento per SIGENCO”, a firma di Pierluigi Di Rosa, riservandomi ogni opportuna iniziativa giudiziaria nelle sedi competenti. 

Nel riportare informazioni sulle sedute del consiglio d’amministrazione dell’Università di Catania del 29 maggio e del 26 giugno 2015, l’articolo ha riferito notizie non vere. In primo luogo l’autorizzato pagamento da parte del consiglio di amministrazione della somma dovuta non può essere qualificato «…per l’Ateneo catanese altri 856.000 euro buttati» in quanto si trattava di un deliberato imposto da un provvedimento giudiziale. Inoltre è contrario a verità il passaggio in cui, riferendosi alla nota del Direttore generale, si afferma «…ci mette ben sei pagine di verbale per relazionare il consiglio su questo inescusabile pasticcio, utilizzando tesi a giustificazione che definire fantasiose è decisamente riduttivo», in quanto la puntuale rappresentazione dei fatti operata dalla direzione generale ha avuto l’effetto di consentire l’assunzione di decisioni a tutela dell’amministrazione universitaria.

 

Risulta ugualmente destituito d’ogni fondamento il seguente brano: «Pignataro “comunica” intanto qualcosa di quanto meno non veritiero, affermando che il direttore generale avrebbe ottemperato al mandato conferitogli dal precedente CdA, che invece aveva ordinato a Portoghese di trasmettere gli atti alla autorità giudiziaria». In proposito si fa presente che la richiamata nota del direttore generale ha costituito il presupposto della presentazione di separate denunce alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Catania e alla Procura regionale della Corte dei Conti.

Distinti saluti.

Università degli Studi di Catania –  Il Rettore

Prof. Giacomo Pignataro