Da un lato diminuiscono le ore, dall’altro le aggiungono; le ore sono di meno ma costano di più; i lavoratori non sanno dove andare, che fare e studenti e docenti restano per strada. La storia infinita. Potremmo definirla così quella che riguarda l’assegnazione del servizio di bidellaggio dell’Università di Catania. Ne parliamo dal 2015 e ogni volta ci tocca aggiungere un tassello, sperando sempre (invano) che sia l’ultimo.


Intanto ci troviamo a tornare ancora una volta sull’argomento.

Settimana scorsa vi abbiamo messo a conoscenza di come, dopo una serie infinita di proroghe, il servizio fosse stato assegnato ad una nuova ditta, la PFE nota per i suoi appalti milionari con le pubbliche amministrazioni ma anche per essere stata fondata da Totò Navarra, imprenditore indagato in uno dei filoni d’inchiesta del “sistema Montante”.

Il nuovo appalto per il bidellaggio ha preso il via ieri, con tutte le problematiche che vi raccontiamo oggi in questo pezzo di Sara Obici: turni inviati ai lavoratori con meno di 24 ore di preavviso e con monte ore differente rispetto ai contratti stipulati; lavoratori inviati in sedi nuove senza aver avuto il tempo di essere messi a conoscenza di tutte  le informazioni necessarie per poter svolgere al meglio il compito affidato; servizio di portierato assente con il conseguente ritardo nell’apertura delle sedi e di studenti e docenti rimasti in attesa dell’arrivo di qualcuno che avesse le chiavi per aprire.

Il caos.

A cosa – o a chi – va attribuito? Non solo al cambio di ditta ovviamente, o alla cattiva organizzazione della PFE nella gestione del nuovo servizio.

Ci sono 45 lavoratori in meno, ma soprattutto 100.000 ore annue in meno nel capitolato.

Per esigenze di contenimento della spesa – o almeno così era stato affermato – l’Ateneo ha infatti ridotto il monte ore annuo del servizio di assistenza alla didattica da 240.000 a 140.000 ore.

Considerando l’importo per cui la PFE si è aggiudicata l’appalto per il bidellaggio – e cioè un totale annuo di 2.770.315 euro (più IVA) – il costo orario del servizio risulta essere di circa 16 euro l’ora. A fronte dei 12€/h dell’appalto precedente.

Già questa non ci sembra proprio una mossa vincente in termini di contenimento della spesa.

A questo poi si deve aggiungere che le 100.000 ore annue sottratte all’appalto in realtà saranno ugualmente svolte. Sì, avete capito bene.

Infatti, se da una parte è stato ridotto l’ammontare delle ore affidate alla ditta esterna, dall’altra l’Ateneo –  in virtù di un singolare “Progetto di miglioramento dei servizi” –  invia a tutti i dipendenti del settore tecnico-amministrativo un avviso rivolto al personale appartenente alla categoria B e C per l’individuazione di 70 unità di personale disponibili a svolgere in aggiunta alle ordinarie attività e in via eventuale, in regime di lavoro straordinario, anche notturno e/o festivo, servizio di portierato, accoglienza nelle sedi dell’Ateneo. Il documento lo trovate in coda all’articolo. Ogni unità dovrà rendersi disponibile a svolgere da uno a cinque turni aggiuntivi a settimana.

Ricapitoliamo?

Togliamo dall’appalto da aggiudicarsi con la modalità dell’offerta economicamente più vantaggiosa 100.000 ore di servizio per affidarle a personale interno, da individuare per via volontaria e da pagare con la maggiorazione dello straordinario.

Ma ancora una volta con il servizio di bidellaggio non finisce qui!

Perché, oltre che il costo orario del lavoro – che a seconda dell’inquadramento di chi si renderà disponibile oscillerà dai 13 ai 17 euro l’ora – l’Ateneo si troverà a pagare otto euro per ogni turno di servizio aggiuntivo come “indennità per disagiate condizioni di lavoro” oltre che la pausa pranzo con i relativi buoni pasto.

A conti fatti questo giochetto arriverebbe a costare all’Ateneo più di un milione e mezzo di euro l’anno.

Altro che politica di contenimento della spesa.

 

AVVISO INDIVIDUAZIONE DI 70 UNITA DISPONIBILE A LAVORO STRAORDINARIO DI PORTIERATO E ACCOGLIENZA