Sarà tutto “normale” quello che sta accadendo all’ateneo catanese dopo la bufera giudiziaria che peraltro si annuncia solo agli inizi, però le perplessità aumentano e da più parti. Dopo la convocazione “estemporanea” di elezioni di ferragosto con molti dubbi sulla loro legittimità e ancor di più sull’opportunità, accade che in un quadro di così inquietante macello, il Decano Vincenzo Di Cataldo, e ci sarà certamente una qualche bolla papale medievale che glielo consente, assuma poteri straordinari, quasi ultraterreni, convocando per il 31 luglio sia il Senato Accademico che il Consiglio di Amministrazione. Il Senato con ben 18 punti all’ordine del giorno, il Consiglio di Amministrazione addirittura con 31. E ci sono bandi di concorso, ratifiche, convenzioni, accordi di collaborazione, appalti, affidamenti, accordi quadro, approvazioni contabilità…e chi più ne ha ne metta. Tutto normale a Catania. E anche a Roma.