Se Catania è una città “magnifica”, la sua Università, almeno quello che ne resta, lo è certamente di più: potremmo definirla stupefacente. Accade infatti una roba incredibile proprio oggi, lunedì 21 ottobre, anticipata via mail domenica 20 ore 1. 42 e 33 secondi. Quasi alle 2 del mattino di un caldissimo sabato il prof. ordinario Filippo Drago informa il suo mondo che deve eleggersi il nuovo direttore del Centro di Ricerca è che il candidato è…lui! Stavolta quindi Drago si autocandida, mentre meno di 4 mesi fa era stato candidato nientemeno che dalla Procura della Repubblica di Catania…ALL’ARRESTO.

Ma se in effetti la Procura riteneva talmente grave la posizione di Drago nell’ambito dell’inchiesta “Università Bandita” da richiederne gli arresti, il GIP Cannella ne affievoliva l’esigenza cautelare, pur affermando nella sua ordinanza che “il ruolo di DRAGO Filippo – direttore del dipartimento di Scienze Biomediche e Biotecnologiche – come partecipe dell’associazione emerge dalle condotte poste in essere nella fase pre e post elettorale. DRAGO, infa tti, ricopre un ruolo tanto determinante n ell ‘elezione di BASILE da essere destinatario di un ringraziamento personale nel corso del primo discorso del nuovo Rettore.

E ancora: “DRAGO risulta, inoltre, coinvolto n ella commissione di diversi reati contestati in questa sede (ovvero i capi d’imputazione nn. 2, 3, 4, 6, 7), in ordine ai quali è stata ritenuta la sussistenza di gravi indizi di reità nei confronti del medesimo. Le condotte a lui ascritte devono poi essere inserite nel contesto associativo riportato nel capo d ‘imputazione n. 1 atteso che emerge la programmazione di un numero indeterminato di delitti da parte del DRAGO come si ricava dalla valutazione delle intercettazioni.”

Decideva così il Giudice di evitargli l’arresto, comminandogli però la sempre umiliante interdizione che lo portava alle dimissioni dalla carica di direttore del dipartimento Biometec.

Quindi, e arriviamo al 5 di ottobre, una volta dimesso dall’incarico ed eletto il prof. Salomone come suo successore, pur in dichiarata “continuità” con esso medesimo, venivano meno secondo il GIP Cannella le esigenze cautelari non potendo più l’indagato Drago (che fuggisse non era contemplato) inquinare le prove o reiterare i reati: ci mancherebbe, c’è Salomone adesso avrà pensato il GIP…

Così anche l’interdizione venne revocata e il “nostro”, forse un pò troppo precipitosamente, esultò su Facebook, con tanto di like e commenti giubilanti più o meno illustri.

Revoca di misura cautelare che, come abbiamo visto, non affievolisce di un grammo la pesantezza delle accuse ancora in corso, ma passano poco più di dieci giorni e in piena notte, quasi alle 2 del mattino, gli viene l’illuminazione e con una mail accorata rivolta agli elettori si auto candida a nuovo e prestigioso incarico, “con rinnovato interesse per il CERD”, scrive proprio così: “rinnovato interesse”.

Quindi ora, anzi proprio oggi, questo lunedì il colpo di teatro che più teatro non si potrebbe: ancora indagato con sei capi d’imputazione sulla capoccia il prof. Filippo Drago si candida a dirigere il delicatissimo “Centro di Ricerca e Consultazione su HTA e Discipline Regolatorie del Farmaco”, abbreviato CERD.

È un giocattolo niente male, che in base all’art.2 del decreto rettorale istitutivo , persegue le seguenti finalità: 


“(1) promuovere lo studio e la ricerca con particolare riferimento alle seguenti tematiche: 

a) Health Technology Assessment (HTA) in ambito farmaceutico; 

b) Procedure riguardanti lo sviluppo dei farmaci; 

c) Procedure regolatorie riguardanti la registrazione dei farmaci e il loro monitoraggio post-marketing, inclusa la Farmacovigilanza; 

d) Aspetti di Farmacologia; Farmacoeconomia, Legislazione sanitaria, Legislazione brevettuale; Tecnologia farmaceutica; 

(2) studiare la complessa evoluzione della materia regolatoria dell’area farmaceutica europea e nazionale allo scopo di pubblicare position papers e linee-guida per il beneficio delle Istituzioni pubbliche ed enti private, incluse le Industrie Farmaceutiche; 

(3) eseguire ricerche di alto profilo su questioni relative l’HTA e le discipline regolatorie del farmaco anche su commissione; 

(4) fornire consulenza operando sulla base delle diverse competenze dei docenti componenti il Centro; 

(5) promuovere la formazione avanzata in settori chiave dell’HTA e delle discipline regolatone del farmaco; 

(6) istituire percorsi di istruzione specialistica per laureati in aree collegate ai temi di ricerca per espandere le loro potenzialità professionali; 

(7) produrre e diffondere ricerche e analisi di eccellenza per la promozione di strategie di sostenibilità nella Sanità pubblica.”


Bhe…si comprende il “rinnovato interesse” di cui parla il prof. Drago nella sua mail notturna di autocandidatura, si tratta certamente di un “centro” attorno al quale ruotano interessi rilevanti, più che “rinnovati”.

La mail, detto per inciso, è firmata dal prof. Drago quale “Direttore U.O. Programma Infradipartimentale di Farmacologia Clinica e Farmacovigilanza Azienda Ospedaliero-Universitaria “Policlinico – V. Emanuele”.

E quindi accade che nel “rinnovato” ateneo catanese, a testimonianza plastica di questo straordinario cambiamento da tutti sbandierato come trionfalmente in corso, a candidarsi a dirigere un Centro di tale potenza possa essere uno tra i principali indagati dell’inchiesta “Università Bandita”, quello che si era addirittura candidato alla carica di rettore in continuità con quell’altro campione accademico che fu Giacomo Pignataro, tanto per capire.

E magari lo eleggono pure.

Buon lavoro, prof. Drago: a lei come lo abbiamo già augurato al Magnifico Rettore Francesco Priolo e, ovviamente, al Delegato per la Legalità e Trasparenza Maurizio Caserta.

Tanto Catania ormai è tutta “stupefacente”.